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Il silver screen infiamma il palco
Siamo costantemente circondati da nuove ed evolventi forme di intrattenimento, eppure l’allestimento per le scene di un film del 1959 riempie un’intera sala in uno dei teatri centrali di Milano.
Diretto da Geppy Gleijeses con Euridice Axen, Giulio Corso e Gianluca Ferrato, questo adattamento per il teatro del film di Billy Wilder “A qualcuno piace caldo” mi ha fatto passare una delle serate più divertenti degli ultimi tempi.
Una commedia tra amore e inganni
Pochi autori sanno trasformare l’intreccio di amori e inganni in un gioco teatrale così vivace come Shakespeare in Molto rumore per nulla.
La storia prende avvio con l’arrivo a Messina del principe di Aragona, Don Pedro, e dei suoi soldati, ospiti di Leonato, suo vecchio amico.
l'ingranaggio della commedia
Non potevamo non presenziare all'ultimo spettacolo della stagione di MTM - Manifatture Teatrali Milanesi: siamo stati quindi allo debutto nazionale de "Il gioco dell'amore e del caso", che conclude in piena teatralità di questa stagione.
"Il gioco dell'amore e del caso", di Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux, vede la traduzione di Michele Zaffarano, l'adattamento e la regia Antonio Syxty, mentre in scena si presentano Gaetano Callegaro, Francesca Massari, Francesco Martucci, Jasmine Monti, e Filippo Renda.
Shakespeare tra amore e risate
Passionale, spiritosa, toccante, con queste parole è possibile ben trasmettere la coinvolgente atmosfera in sala durante lo spettacolo “La dodicesima notte (o quello che volete)” di William Shakespeare, in scena al teatro Carcano dal 13 al 17 Marzo.
Il regista Giovanni Ortoleva, menzione speciale alla biennale di Venezia 2018 nel concorso “registi under 30”, firma questa commedia di Shakespeare composta intorno al 1600, dal ritmo intenso e appassionante, che trasporta lo spettatore in un’atmosfera di intrighi, grandi passioni e giocosi inganni.
Il capolavoro della commedia
Un'opera di quasi quattrocento anni fa che rimane attuale anche se rappresentata in costume e con testo orignale.
Perché come ci dice la regista Andrée Shammah non c'è bisogno di rendere tutto moderno: "Il misantropo non mette i jeans e non dice la parola cazzo" ma ci mostra comunque uno spaccato di società valido ancora oggi, pur rimanendo nella sua forma mille seicentesca.