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Festival Presente Indicativo
Milano Crocevia - 14-30 maggio
   15 Mag 2026   |     Redazione   |     Margot Boccia   |     permalink   |      commenti
Il Piccolo Teatro d’Europa dal 14 al 30 maggio ospita Milano Crocevia, terza edizione di Presente Indicativo, il Festival internazionale di teatro che accompagna il percorso della stagione 2025/2026, intitolata Complemento di relazione. In questa stagione, le relazioni sono guardate da distinti punti di vista, mediante attraversamenti e contatti tra individui, comunità e linguaggi artistici differenti.

Complemento di Relazione segna anche l’avvicinamento agli ottant’anni del Piccolo Teatro, fondato nel 1947 da Giorgio Strehler e Paolo Grassi, e riprende una riflessione centrale nel progetto artistico di Claudio Longhi: il rapporto tra scena e collettività. Il concetto grammaticale del 'complemento di relazione' viene trasformato in chiave teatrale e politica. Al centro si trovano infatti i rapporti umani, le tensioni tra 'io' e 'altro', le connessioni familiari, affettive e sociali, ma anche il legame tra teatro e città, tra pubblico e istituzione culturale.

La stagione attraversa così differenti dimensioni della contemporaneità: la memoria privata e quella storica, le trasformazioni urbane, le dinamiche generazionali, il rapporto con il corpo, con il linguaggio e con le identità culturali. Il teatro viene pensato come luogo di osservazione delle fratture del presente e come spazio di comunità, capace di mettere in relazione esperienze e sensibilità diverse.

Dentro questa cornice si inserisce Milano Crocevia, che sviluppa ulteriormente il percorso avviato da Presente Indicativo nel 2022. La prima edizione del Festival, Presente Indicativo: per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali), nacque come omaggio alla figura del fondatore del Piccolo e come riflessione sul paesaggio della scena europea contemporanea. Nel 2024 il Festival aveva invece assunto il titolo Milano Porta Europa, concentrandosi sul tema del confine, dei passaggi culturali e del ruolo internazionale della città. Con Milano Crocevia, il Piccolo sposta ora l’attenzione sul concetto di attraversamento: Milano diventa punto d’incontro di traiettorie artistiche, geografie teatrali e comunità culturali differenti.

Il Festival riunisce alcuni dei principali artisti associati del triennio 2025-2027, costruendo una rete che collega il Piccolo ad alcune delle realtà più rilevanti del panorama europeo, dal Festival d’Avignon alla Ruhrtriennale, da Romaeuropa alle Wiener Festwochen. La programmazione si distribuisce tra Teatro Strehler, Grassi, Studio Melato e Chiostro Nina Vinchi, con undici spettacoli, numerose coproduzioni internazionali, incontri pubblici e attività diffuse nello spazio urbano.

Ad aprire il Festival è Tiago Rodrigues, drammaturgo e regista portoghese che dal 2022 dirige il Festival d’Avignon. Figura centrale della scena europea contemporanea, Rodrigues porta al Teatro Grassi By Heart, lavoro costruito attorno al tema della memoria e della trasmissione orale. Dieci spettatori vengono invitati sul palco per imparare una poesia a memoria, trasformando la scena in uno spazio condiviso tra racconto personale e partecipazione collettiva. Nei giorni successivi il regista presenta anche La Distance, coproduzione internazionale ambientata in un futuro segnato dalla separazione geografica e tecnologica, dove il dialogo tra padre e figlia assume la forma di una comunicazione interplanetaria.

Tra i ritorni più attesi della rassegna c’è quello del regista polacco Łukasz Twarkowski, già protagonista dell’edizione precedente con Rohtko, premiato agli Ubu 2024 come miglior spettacolo straniero presentato in Italia. Con Oracle, in prima nazionale al Teatro Strehler, Twarkowski prosegue il proprio lavoro al confine tra teatro, cinema live, installazione e ambienti immersivi. Il nuovo progetto prende spunto dalla figura di Alan Turing e dal sistema di decifrazione del codice Enigma, attraversando il rapporto tra crittografia, tecnologia e percezione del reale. La ricerca del regista polacco continua così a interrogare il presente digitale attraverso un linguaggio scenico fortemente multimediale.

Uno degli elementi più significativi di questa edizione riguarda la presenza degli artisti associati italiani all’interno di un festival internazionale. Il Piccolo sceglie infatti di collocare figure della scena contemporanea italiana dentro una rete produttiva europea. Daria Deflorian presenta Che dolore terribile è l’amore, progetto ispirato al romanzo Non dico addio di Han Kang - Premio Nobel per la Letteratura 2024. Il lavoro attraversa il tema della memoria storica partendo dalla repressione avvenuta nell’isola coreana di Jeju nel 1948, intrecciando trauma collettivo e vicenda personale.

Anche Lino Guanciale entra nel programma del Festival con Flusso, testo di Christian Di Furia interpretato insieme a Gianmarco Saurino. Lo spettacolo si sviluppa come un dialogo frammentato tra identità, ricordo e trasformazione del sé, dentro una dimensione sospesa tra memoria e presente.

Sul fronte della nuova drammaturgia contemporanea trova spazio Niccolò Fettarappa, tra le voci emergenti più riconoscibili degli ultimi anni, finalista al Premio Riccione 2023 con Orgasmo. Il lavoro costruisce una riflessione sulla trasformazione del desiderio e sull’impoverimento emotivo della contemporaneità, attraversando satira, distopia e linguaggio performativo.

La dimensione internazionale del Festival si riflette anche nella presenza di Caroline Guiela Nguyen, direttrice del Teatro Nazionale di Strasburgo. Con Valentina, la regista prosegue la propria ricerca sulle identità linguistiche e culturali, raccontando il percorso di una bambina divisa tra Francia e Romania e il rapporto con una memoria familiare frammentata tra più lingue e appartenenze.

Alla danza contemporanea è dedicata una parte centrale della programmazione. Anne Teresa De Keersmaeker, figura di riferimento della coreografia europea contemporanea, arriva per la prima volta al Piccolo con BREL, lavoro presentato in coproduzione con il Festival d’Avignon. La coreografa belga, insignita nel 2025 del Praemium Imperiale, costruisce insieme al danzatore Solal Mariotte un dialogo coreografico sulle canzoni di Jacques Brel, intrecciando gesto, musica e memoria culturale europea.

Nelle stesse giornate il Teatro Studio ospita Parini Secondo, collettivo entrato nel gruppo degli artisti associati del Piccolo. La compagnia presenta SLOOOOOOW – il tempo della festa, nuova produzione costruita sul tema del rallentamento del tempo performativo e del rapporto tra memoria, produttività e movimento. A precedere lo spettacolo sarà HIT OUT, performance site specific realizzata nel Chiostro Nina Vinchi.

Accanto agli spettacoli, il Festival amplia il proprio percorso attraverso il programma Oltre la scena, articolato in incontri, conversazioni, presentazioni editoriali e momenti di approfondimento. Le sessioni di Parole in pubblico porteranno sul sagrato del Teatro Strehler dialoghi aperti con Tiago Rodrigues e Łukasz Twarkowski, mentre Segnalibro accompagnerà il pubblico in una serie di confronti post-spettacolo con artisti, studiosi e curatori. A questi appuntamenti si aggiungono masterclass dedicate alla drammaturgia e alla pratica performativa, insieme a workshop e attività partecipative.

Durante il Festival, il piazzale del Teatro Strehler verrà trasformato in uno spazio urbano condiviso grazie alla collaborazione con mare culturale urbano. Workshop, reading multilingue, incontri collettivi, pratiche di yoga e tai chi, dj set e performance musicali accompagneranno la programmazione teatrale, estendendo il Festival oltre il palcoscenico e dentro il tessuto cittadino.

Il tema della relazione attraversa anche la riflessione sul pubblico. Il Piccolo continua infatti a interrogarsi sul significato contemporaneo del motto 'Teatro d’arte per tutti', aggiornandolo alla composizione sociale e culturale della Milano di oggi. Una città sempre più internazionale, attraversata da nuove comunità, studenti, lavoratori e spettatori provenienti da contesti differenti. In questa direzione si inseriscono il progetto Piccolo < 35, dedicato alle nuove generazioni, il percorso di accessibilità di Piccolo Aperto e l’osservatorio Interesse Pubblico, che durante il Festival ospiterà una giornata di studi dedicata al tema dei pubblici internazionali e delle trasformazioni della partecipazione culturale.


Contatti Ufficio Stampa Piccolo Teatro di Milano
+39 0272333212 | [email protected]


Gli spettacoli sono sovratitolati in italiano e inglese


CALENDARIO
14 e 16 mag 2026 Grassi By Heart
15 – 16 mag 2026 Studio La Distance
15 – 17 mag 2026 Strehler Valentina
21 – 22 mag 2026 Studio Orgasmo
23 – 24 mag 2026 Strehler Oracle
24 mag 2026 Studio Il processo Pelicot
25 – 30 mag 2026 Grassi Flusso
26 – 27 mag 2026 Chiostro HIT OUT
27 mag 2026 Studio Che dolore terribile è l’amore
28 – 30 mag 2026 Studio SLOOOOOOW
28 – 30 mag 2026 Strehler BREL




E ora qualche passo
da parete a parete,
su per questi gradini
o giù per quelli,
e poi un po' a sinistra,
se non a destra,
dal muro in fondo al muro
fino alla settima soglia,
da ovunque, verso ovunque
fino al crocevia,
dove convergono,
per poi disperdersi
le tue speranze, errori, dolori,
sforzi, propositi e nuove speranze.

Una via dopo l'altra,
ma senza ritorno.
Accessibile soltanto
ciò che sta davanti a te,
e laggiù, a mo' di conforto,
curva dopo curva,
e stupore su stupore,
e veduta su veduta.
Puoi decidere
dove essere o non essere,
saltare, svoltare
pur di non farti sfuggire.
Quindi di qui o di qua
magari per di lì,
per istinto, intuizione,
per ragione, di sbieco,
alla cieca,
per scorciatoie intricate.
Attraverso infilate di file
di corridoi, di portoni,
in fretta, perché nel tempo
hai poco tempo,
da luogo a luogo,
fino a molti ancora aperti,
dove c'è buio ed incertezza
ma insieme chiarore, incanto
dove c'è gioia, benché il dolore
sia pressoché lì accanto
e altrove, qua e là,
in un altro luogo e ovunque
felicità nell'infelicità
come parentesi dentro parentesi,
e così sia
e d'improvviso un dirupo,
un dirupo, ma un ponticello,
un ponticello, ma traballante,
traballante, ma solo quello,
perché un altro non c'è.

WISLAWA SZYMBORSKA, Due punti (Milano, Adelphi 2006)



[A cura di Margot Océane]
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