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Finale – Un’Ouverture
Familie Flöz
   14 Apr 2026   |     Redazione   |     Margot Boccia   |     permalink   |      commenti
Al Teatro Menotti arriva Finale – Un’Ouverture della compagnia Familie Flöz, formazione berlinese che da trent’anni lavora su un teatro costruito senza parola, basato su maschere, azione fisica e composizione scenica. L’occasione è insieme celebrativa e di rilancio: un passaggio che mette in relazione la lunga traiettoria del gruppo con una nuova creazione che sintetizza il loro metodo.

La compagnia, ideata da Fabian Baumgarten, Lei-Lei Bavoil, Vasko Damjanov, Anna Kistel, Almut Lustig, Hajo Schüler e Mats Süthoff, continua a sviluppare un linguaggio che si fonda sulla centralità della maschera come dispositivo drammaturgico. La regia di Hajo Schüler, con la co-regia di Anna Kistel, mantiene una struttura riconoscibile: costruzione artigianale delle scene, attenzione al gesto minimo, e un uso dello spazio che trasforma la scena in un ambiente in continua mutazione. Il lavoro su luci, suono e illustrazione scenica rafforza una scrittura che procede per immagini più che per narrazione verbale.

Finale si articola in tre nuclei narrativi che si sviluppano parallelamente. Un gestore di un piccolo locale notturno berlinese attraversa una progressiva perdita di equilibrio tra dedizione e isolamento. Un figlio si muove dentro lo spazio ospedaliero seguendo il filo fragile della malattia materna. Una donna vive in un ambiente naturale apparentemente stabile, attraversato però da elementi che ne incrinano la superficie. Le storie restano separate ma vengono ricondotte a una struttura comune da una figura guida che accompagna lo spettatore in un percorso continuo.

Il lavoro musicale di Vasko Damjanov, insieme ad Almut Lustig e all’ensemble, contribuisce a definire una struttura sonora che sostiene e orienta la percezione delle scene. Luci e video di Reinhard Hubert e la scenografia di Stéphane Laimé rafforzano l’idea di un teatro che procede per ambienti successivi, più che per sequenze narrative lineari. Il risultato è un sistema scenico in cui la costruzione tecnica diventa parte visibile del racconto.


Il rapporto con il pubblico, costruito negli anni attraverso una forma di comunicazione non verbale, rimane un punto di riferimento esplicito: la scena diventa luogo di riconoscimento immediato e insieme di trasformazione percettiva. In questa prospettiva, lo spettacolo si colloca come una tappa significativa del lavoro della compagnia, più che come episodio isolato, e trova nel contesto del Menotti una collocazione coerente con la sua natura di teatro d’immagine e di composizione fisica.



Locandina:
Dal 4/04/2026 al 19/04/2026 al Teatro Menotti di Milano
Ideato da: Fabian Baumgarten, Lei-Lei Bavoil, Vasko Damjanov, Anna Kistel, Almut Lustig, Hajo Schüler e Mats Süthoff
Regia, maschere: Hajo Schüler
Co-regia: Anna Kistel
Scenografia: Stéphane Laimé
Costumi: Mascha Schubert Composizione: Vasko Damjanov Musica: Vasko Damjanov, Almut Lustig & Ensemble
Luci, video: Reinhard Hubert
Suono: Giorgio de Santis
Illusioni: Rocco Manfredi
Assistente alla regia: Jelle de Wit Realizzazione costumi: Marion Czyzykowski
Direttore di produzione: Peter Brix Amministrazione: William Winter Logistica: Mattia Carchedi
Booking: Gianni Bettucci
In coproduzione con: Theaterhaus Stuttgart, Theater Duisburg, Stadttheater Schaffhausen Finanziato da: Hauptstadtkulturfonds

Durata spettacolo: 80 minuti



[A cura di Margot Océane]
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