Quattro donne siedono in giardino. Quattro amiche di lunga data. Parlano del tempo, dei vicini, di un tè bevuto troppe volte, di ricordi che sembrano innocui. Parlano per restare in vita. Parlano per non guardare direttamente ciò che incombe.
E poi, improvvisamente, il mondo finisce.
Escaped Alone di Caryl Churchill, nella messa in scena di lacasadargilla arriva al Piccolo Teatro Grassi di Milano, come un intreccio di conversazioni che si alternano a un monologo visionario, che racconta di un collasso del mondo, mescolando il privato con il presagio universale: profezie, anatemi, immagini di una possibile apocalisse imminente.
l testo di Churchill lavora su una doppia traiettoria: da un lato il microcosmo del giardino delle amiche, la conversazione minima, apparentemente insignificante, di quattro donne anziane; dall’altro il macrocosmo di monologhi apocalittici che attraversano una crisi globale fatta di epidemie, disastri, corpi che smettono di essere tali e diventano scarti. Un futuro non distante. Un futuro già accaduto. Un futuro che continua ad accadere.
Lacasadargilla non separa nettamente questi due piani, ma lascia che si intreccino in un giardino che diviene soglia: tra la fragilità instabile della vecchiaia, che rallenta il ritmo, ingrandisce i pensieri, amplifica le paure e confonde i ricordi, e la possibile implosione-esplosione del reale. Così, le quattro donne restano sedute a guardare ciò che resta del mondo, con corpi che abitano stati, memorie, resistenze.
Il ricordo diventa, in un certo senso, una forma di salvezza: il tentativo di spiegare all’altro e a se stessi ciò che si è visto e ciò che si è fatto, ora che si è incastrati in un corpo lento, che vorrebbe ma teme. La memoria diventa culla, spazio in cui giustificare il proprio stare lì, in quel modo, davanti all’altro e davanti a sé. Ma quando la memoria vacilla, quando non è più certa, si perde conoscenza di sé, e con essa crollano piccole e grandi certezze che avevano contribuito a costruire un’identità.
Quando il motivo di un proprio atto importante viene meno, o quando l’atto stesso si dissolve, la sicurezza su di sé si incrina: quanto sono buona? quanto ho ferito?
Fino alla domanda più destabilizzante: e se fossi io la colpevole?
E così, mentre il pomeriggio volge al tramonto e le quattro amiche consumano il declino della loro vita sorseggiando tè, si annuncia con un inquieto ritornello anche il possibile tramonto di questa nostra umanità.
10 gennaio - 8 febbraio 2026
Teatro Grassi
Locandina:
Escaped Alone
PRIMA ASSOLUTA
di Caryl Churchill
traduzione Monica Capuani
un progetto de lacasadargilla
regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni
con Caterina Carpio, Tania Garribba, Arianna Gaudio, Alice Palazzi
dramaturg Margherita Mauro
paesaggi sonori e ideazione spazio scenico Alessandro Ferroni
drammaturgia del movimento Marta Ciappina
scene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi
ambienti visivi Maddalena Parise
drammaturgia delle luci Luigi Biondi
costumi Anna Missaglia
accompagnamento alla ricerca Marco D’Agostin
assistente alla regia Matteo Finamore
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
diritti di rappresentazione a cura dell’Agenzia Danesi Tolnay
Le recite del 10, 11, 17, 18, 24, 25, 31 gennaio, 1, 7, 8 febbraio sono sovratitolate in inglese e in italiano
Durata: un’ora e 15 minuti senza intervallo
[A cura di Margot Océane]
Escaped Alone
di Caryl Churchill