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Un viaggio a 360 gradi nel mondo di Frida Kahlo
La mostra “Frida Kahlo – Il caos dentro” arriva a Milano
   14 Ott 2020   |     Redazione   |     Fabiola Papini   |     permalink   |      commenti
Frida Kahlo è ancora oggi un’icona da scoprire: donna forte e determinata, artista singolare e figura complessa, ha lasciato di sè ben più di un ricordo. Dai suoi dipinti, per lo più autoritratti, è ancora oggi possibile percepire l’essenza della sua anima, delle sue sofferenze e delle sue ideologie.

La mostra, esposta alla Fabbrica del vapore dal 10 ottobre 2020 al 28 marzo 2021, è prodotta da Navigare con il Comune di Milano, la collaborazione del Consolato del Messico di Milano, della Camera di Commercio Italiana in Messico, della Fondazione Leo Matiz, del Banco del Messico, della Galleria messicana Oscar Roman, del Detroit Institute of Arts e del Museo Estudio Diego Rivera y Frida Kahlo, ed è curata da Antionio Arévalo, Alejandra Matiz, Milagros Ancheita e Maria Rosso. Questa mole di enti e personaggi hanno collaborato per offrire al visitatore la possibilità di intraprendere un viaggio a 360 gradi che gli permetterà di ripercorrere la vita e l’evoluzione artistica di Frida Kahlo.

Il percorso è suddiviso in stanze tematiche che raccontano la quotidianità della pittrice e raccolgono gli oggetti popolari a lei tanto cari, dai vestiti tradizionali messicani alle statuette azteche. Dopo una breve crono-storia della sua vita, è possibile trovare contenuti originali che spaziano dal rapporto di Frida con il corpo alle sue relazioni con la politica, con l’arte, con la cultura messicana e con il suo amato Diego Rivera.

Oltre alle opere d’arte proposte in formato modlight, è possibile osservare gli angoli più intimi della nota Casa Azul, oggi sede del museo a lei dedicato, come ad esempio: la camera con il grande letto a baldacchino, l’atelier e il giardino ricco di vegetazione. Proseguendo, è possibile ammirare una raccolta di foto personali di Frida realizzate da Leo Matiz, uno dei fotografi più importanti del XX secolo, in cui la pittrice appare indipendente, scherzosa e libera nelle sue pose più iconiche. Nel ricostruire la sua storia, è inevitabile raccontare anche il suo legame con Diego Rivera, muralista messicano e attivista politico, e il forte legame che legava Frida alla tradizione e alla cultura del suo Paese. Infatti, sono costanti i richiami a un Messico che attraversa profonde trasformazioni sociali, politiche e culturali, le stesse che lo avrebbero condotto alla modernità del XX secolo.

Oggi più che mai Frida è in grado di attrarre il pubblico e di farlo incuriosire riguardo la sua vita e la sua arte, così profondamente intrecciate ed essenziali l’una all’altra. Una storia di sofferenze e di successo globale, per cui Vanity Fair nel 1995 l’ha definita “un’eroina politicamente corretta per ogni minoranza ferita”. Il caos interiore e il travaglio esistenziale di Frida sono espressi attraverso una produzione artistica eccezionale, capace di trascendere ogni epoca e frontiera. Come lo dimostra la stanza I Busti dove si possono osservare sette busti in gesso che altrettanti artisti contemporanei hanno voluto rielaborare, ispirandosi ai corsetti che Frida dovette utilizzare nel corso della sua vita e che era solita dipingere nei periodi in cui era costretta a letto.

La mostra Frida Kahlo – Il caos dentro è un percorso in grado di coniugare arte e tecnologia e dà al visitatore l’opportunità di osservare da vicino la vita e le opere di una delle artiste più importanti del secolo scorso. <gdiv></gdiv><gdiv></gdiv><gdiv></gdiv>
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