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La collezione Thannhauser:
La celebre collezione del Guggenheim di New York arriva a Palazzo Reale.
   23 Ott 2019   |     Redazione   |     Valentina Ferreri   |     permalink   |      commenti
La famosa collezione Thannhauser custodita al Guggenheim di New York arriva in mostra a Palazzo Reale di Milano, terza tappa del primissimo tour esclusivo di queste opere in Europa: già stata ospite al Guggenheim di Bilbao e all’Hotel de Caumont di Aix-en-Provence, la collezione giunge finalmente nel capoluogo Lombardo, e ci resterà dal 17 ottobre 2019 al 1 marzo 2020.

Questa importante mostra chiamata “Guggenheim. La Collezione Thannhauser. Da Van Gogh a Picasso” è, come sottolinea Filippo Del Corno, l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, una preziosa opportunità di esplorazione dell’arte di fine Ottocento e d’inizio Novecento, rivelando una visione inedita nel nostro Paese di alcuni dei più importanti capolavori dell’arte impressionista e delle avanguardie del Novecento. Infatti Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Monet, Renoir, Van Gogh e Picasso sono solo alcuni degli artisti presenti. La collezione conta quasi 50 opere che sono, senza peccare di usare la seguente parola a sproposito - come ha voluto specificare il Direttore di Palazzo Reale Domenico Piraina - dei Capolavori assoluti della storia dell’arte.

Inoltre, avere questa mostra in città è anche motivo di orgoglio, essendo il tour espositivo tanto breve: come sottolinea il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, la scelta di esporre questa collezione a Milano da parte del Guggenheim, è chiara conferma del ruolo primario della città nel quadro espositivo internazionale.

Ma chi fu il signor Thannhauser? Qual è la storia di questa importante collezione e perché passò alla storia?

La storia della famiglia di mercanti d’arte Thannhauser inizia nel 1909 a Monaco, quando Heinrich Thannhauser con il figlio Justin inaugurarono la Moderne Galerie con una mostra di circa 200 opere di artisti francesi e tedeschi, ponendo come obiettivo della Galleria il riconoscimento dell’individualità e la promozione degli aspiranti artisti; così fu fin da subito: alla Moderne Galerie si svolse la prima mostra del Cavaliere Azzurro (Der Blaue Reiter), di Kandinskij e Franz Marc, uno dei collettivi artistici più importanti dell’espressionismo tedesco dopo il Die Brücke.

Ospitò inoltre la prima mostra dei Futuristi in Germania e una delle più grandi mostre di Picasso (artista con cui Justin Thannhauser instaurò una profonda amicizia, che durò per tutta la loro vita. Le tele di Picasso sono ben 13, infatti, in questa mostra). Il successo, fino alla terribile crisi del ‘29, fu grande: aprirono altre due gallerie a Lucerna e a Berlino. Inoltre i Thannhauser e la loro Galleria parteciparono al celeberrimo Armory Show di New York, contribuendo a diffondere l’arte moderna Europea negli Stati Uniti. Stati Uniti d’America che si videro protagonisti dell’esodo di molti artisti e personaggi illustri i quali durante il periodo dei totalitarismi venivano perseguitati in Europa. Questo fu, appunto, il caso della famiglia Thannhauser, ebrea: lasciarono la Germania e vissero per un periodo a Parigi, per poi rifugiarsi a New York, approdo naturale di moltissimi artisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Da quel momento in poi, però, dopo che la casa a New York di Justin e sua moglie Kathe divenne punto di riferimento per molti artisti e collezionisti, come la celebre Peggy Guggenheim, la famiglia Thannhauser affrontò varie perdite, quali la morte in guerra del primo figlio e la morte suicida del secondo. Justin perse poi nel ‘60 la sua adorata moglie: trovatosi ormai solo, (anche se si risposò, e la seconda moglie Hilde contribuì in seguito, dopo la morte del marito, a donare altre opere alla Fondazione Guggenheim) decise di compiere il gesto filantropico grazie al quale possiamo noi ora ammirare queste opere importantissime, ossia donò la sua intera collezione, il lavoro di una vita, al Guggenheim di New York. Nel 1963 disse: “dopo aver vissuto per cinquecento anni in Germania, la mia famiglia è ora estinta. Per questo desidero donare la mia collezione”, e lo fece dicendo: “l’opera di tutta la mia vita trova infine il suo significato. Spero venga apprezzato, è tutta la mia vita”. Justin Thannhauser morì nel 1976: nel 1978 la collezione Thannhauser entrò ufficialmente a far parte del patrimonio del Guggenheim.

Una mostra con un carico così importante di capolavori potrebbe risultare “satura” o stucchevole. Non è così, e l’attenzione dei visitatori si mantiene alta di stanza in stanza, con un senso di meraviglia crescente. L’allestimento è molto asciugato e segue un percorso come un racconto: protagoniste le opere, con le loro magnifiche cornici, ed il progetto illuminotecnico a cura di Studio Cerri. La curatrice della mostra, Megan Fontanella, conservatrice di arte moderna al Guggenheim, sottolinea inoltre l’opportunità di ammirare due quadri restaurati di recente: “Donna con vestito a righe” di Manet, il cui restauro ha rivelato le pennellate rapide e la stoffa blu del vestito, e “Strada con sottopasso” di Van Gogh, di cui è possibile ammirarne i colori reali, dato che è stato per anni coperto da uno strato di giallo.

Visitare questa mostra, usando ancora una volta le parole del Direttore Pirania, “si profila di grandissimo interesse perché in essa vi è la storia del Guggenheim, la storia della collezione Thannhauser, ma anche la storia delle singole, meravigliose opere.” E’ un’imperdibile occasione per poter non solo ammirarne l’estetica, ma anche fare un bel viaggio nello scenario frizzante e ricco di immaginari e tecniche diverse dei maggiori artisti europei a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Questa mostra è stata promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, ed organizzata in collaborazione con la Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York.
Per maggiori informazioni, si guardi il sito http://www.mostraguggenheimmilano.it/ .
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