L’amico ritrovato
Teatro Elfo Puccini – Sala Fassbinder
Dal 13 al 18 gennaio
Mettere in scena L’amico ritrovato di Fred Uhlman significa confrontarsi con una storia che agisce nel tempo della memoria. La Germania del 1932, a Stoccarda, diventa il punto di origine di una frattura che continua a interrogare il presente, attraverso il ricordo di un’amicizia segnata in modo irreversibile dalla Storia.
La regia di Ciro Masella, che interpreta lo spettacolo insieme a Filippo Lai, adotta una forma misurata e rigorosa, seguendo fedelmente la struttura narrativa del romanzo. Il racconto dell’amicizia tra due adolescenti, uno figlio di un medico ebreo, l’altro appartenente a una famiglia aristocratica simpatizzante nazista, si sviluppa attraverso il filtro della memoria, mettendo in luce come le differenze sociali e politiche incidano su un legame che, nell’adolescenza, sembrava assoluto.
Hans Schwarz è un ragazzo introverso, solitario, che trova in Konradin von Hohenfels un amico capace di colmare un senso di isolamento profondo. Tra i due nasce un’intesa immediata, fatta di passeggiate, conversazioni, ammirazione reciproca. Ma intorno a loro il clima politico cambia rapidamente: l’antisemitismo si fa sempre più esplicito, le leggi razziali iniziano a entrare nella vita quotidiana, e l’amicizia viene messa alla prova non tanto da un conflitto aperto quanto da un progressivo allontanamento, carico di silenzi e omissioni.
La scena lavora per evocazione. La scenografia di Aldo Zucco costruisce uno spazio fatto di pannelli in tela grezza, modellati attraverso stratificazioni successive: terra, rami, segni, foglia oro. Materiali poveri e preziosi convivono in superfici segnate e consumate, pensate per restituire l’idea di un tempo che ha lasciato tracce visibili. Da lontano i pannelli definiscono l’ambiente, da vicino sembrano raccontare una materia vissuta, attraversata dall’usura e dalla sedimentazione degli anni.
La scenografia suggerisce il contesto storico e affida alla luce, ai corpi degli attori e allo sguardo dello spettatore il compito di completare lo spazio scenico. Il passato, attraverso le parole di Hans Schwarz adulto, rievoca un episodio decisivo della sua adolescenza e lo restituisce come una presenza attiva, attraversata dal peso delle scelte compiute. Sulla scena, il tempo della memoria e quello dell’azione si accostano e convivono: il racconto dell’adulto e la figura di Konradin, giovane aristocratico appartenente a una delle famiglie più antiche del Württemberg, agiscono simultaneamente, come se il passato non avesse mai smesso di chiedere una risposta.
Il distacco tra i due amici, consumato senza una vera spiegazione, segna profondamente Hans, costretto a lasciare la Germania e a emigrare. Solo molti anni dopo, attraverso una rivelazione tardiva, il senso di quell’amicizia viene riletto alla luce di una scelta estrema: Konradin ha preso posizione contro il regime nazista, pagando con la vita. La memoria, allora, diventa l’unico spazio possibile per una riconciliazione.
L’amico ritrovato si configura così come un racconto sulla responsabilità individuale, sul coraggio di assumere una posizione e sulla fragilità dei legami quando la Storia irrompe nella vita privata. Un romanzo di formazione che, nella sua trasposizione teatrale, mantiene intatta la capacità di parlare al presente.
La Locandina:
L’amico ritrovato
di Fred Uhlman
traduzione, adattamento e regia di Ciro Masella
con Ciro Masella e Filippo Lai
scene Aldo Zucco
luci Max Mugnai
costumi Chiara Lanzillotta
produzione Le Parole di Hurbinek, Mana Chuma, Uthopia
residenze artistiche Giallomare Minimal Teatro, Teatro Popolare d’Arte, Catalyst, Teatrodante Carlo Monni Teatro Manzoni-Calenzano
By arrangement with The Random House Group Ltd, a Penguin Random House company
La struttura drammaturgica segue fedelmente il tessuto narrativo del romanzo, come da richiesta degli aventi diritto.
[A cura di Margot Océane]
L'amico ritrovato
di Fred Uhlman