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SE DEVI DIRE UNA BUGIA DILLA GROSSA
Intervista a Paola Quattrini
   28 Mar 2022   |     Redazione   |     Bruna Lleshi   |     permalink   |      commenti
Il 29 marzo vi è la prima di “se devi dire una bugia dilla grossa” al Teatro Manzoni e siamo andati a intervistare una delle attrici Paola Quattrini, chiedendole un po’ con che occhio guardare lo spettacolo e come farci guidare dal divertimento e dalla risata.

Buongiorno, come va? Come si sente? Carica per la prima?
Paola: Bene grazie, colgo l’occasione per salutare chi ci ascolta e legge.

Entriamo subito nel vivo della conversazione, mi racconti un po’ come è lo spettacolo?

È uno spettacolo dove non ci sono messaggi, sono due ore piene, lungo e pieno di risate. Uno spettacolo per cui bisogna lasciare i pensieri a casa e divertirsi. È commedia scritta da Ray Cooney, che è proprio un maestro del genere della commedia. Pietro Garinei ha portato per la prima volta questo spettacolo in scena, con Johnny Dorelli. Riproponiamo questo spettacolo dopo tanto tempo, poiché è un classico della risata. La storia si svolge in un grande albergo, abbiamo una scenografia piuttosto sontuosa, con un girevole che aiuta al cambio di scena, che è sempre rapido e rapisce lo spettatore, che rimane lì fisso sull’opera. È una commedia degli equivoci, dove ci si vuol divertire, si ha voglia di fare sesso ma nessuno alla fine combina niente, insomma molto leggera.

Rispetto alla prima messa in scena, vi sono state delle variazioni, dei rifacimenti, o è fedele alla prima trasposizione di Garinei?

La versione è stata aggiornata, adattamento da Iaia Fiastri, aggiornata al regista Luigi Russo, che l’ha modernizzata e ci ha aggiunto riferimenti politici attuali. La struttura è quella che era una volta e che regge ancora oggi perché non ha bisogno di grande manipolazione. Servono solo attori pronti, svegli, frizzanti e completamente in parte.

Quindi, siccome noi siamo una radio universitaria e i nostri ascoltatori sono studenti universitari, ha qualche consiglio su come godersi l’opera?
Questa è un’opera che non richiede preparazioni, non bisogna studiare testi, solo stare leggeri e prepararsi a ridere e divertirsi.

Grazie mille! Mi ha proprio incuriosito, io sicuramente verrò a vederla e le farò sapere come sarà.

Ci salutiamo e ci ricordiamo l’appuntamento dal 29 marzo al 10 aprile al Teatro Manzoni!
intervista, teatro, teatromanzoni