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"L'anima buona di Sezuan" con Monica Guerritore
Intervista a Monica Guerritore
   04 Nov 2021   |     Redazione   |     Bruna Lleshi   |     permalink   |      commenti
Dal 4 al 17 novembre 2021 a Milano al Teatro Manzoni sarà in scena “L’anima buona di Sezuan”, di Bertolt Brecht, con la regia e l’interpretazione di Monica Guerritore, regalandoci uno spettacolo che risulta un omaggio alla versione di Strehler del 1981.
Insieme a lei in scena ci saranno Matteo Cirillo, Alessandro Di Somma, Vincenzo Gambino, Nicolò Giacalone, Francesco Godina, Diego Migeni e Lucilla Mininno.
Siamo andati a intervistare proprio Monica, che ci ha parlato del motivo che l’ha portata alla selezione di quest’opera.

Come va? Come si sente per lo spettacolo? Com’è tornare in scena dopo gli ultimi due anni?

Ce l’abbiamo messa tutta e siamo riusciti a riaprire in completa capienza i teatri, un passaggio enormemente importante: finalmente si riprende a vivere dal punto di vista culturale. C’è grande emozione da parte di tutti: per me l’emozione più grande è quella di tornare a Milano grazie al teatro Manzoni con uno degli spettacoli più belli di Giorgio Strehler, di lasciarlo vedere a chi lo ricorda come lo faccio io. Mi era rimasto nella memoria inciso a carattere di fuoco. È un’occasione da non perdere, soprattutto per le persone che non hanno mai assistito ad uno spettacolo di Strehler, che avranno la possibilità di vedere la grandiosità di questo artista.

Io sono proprio una di queste persone che citavi: non ho mai visto opere sue e sono proprio curiosa. Per questo motivo volevo chiederle secondo lei con che prospettiva dovrei approcciarmi alla messa in scena?

Così com’è: è una favola. Tutti i personaggi spiegano al pubblico chi sono e sono molto chiari: c’è chi rappresenta il bene, chi il male, il commerciale, la vedova invidiosa… Tutti i caratteri che compongono questo popolo circondano la Shen Te. Il problema qui è la fame, la mancanza di una giustizia che possa difenderla la buona Shen Te e, quindi, bisogna tirare fuori i cugini cattivi.

Come mai proprio questa storia? E’ legata a qualche sua esperienza che l’ha convinta a portare in scena questo spettacolo?

Nella mia mente ho sempre pensato di voler rifare questo spettacolo nella versione scenica di Strehler. Ora ne ho avuto la possibilità. E poi perché nel 2019 sono stata minacciata di morte dai seguaci di Giorgia Meloni e mi son chiesta “Com’è che siamo diventati così? Quando?”. Leoni da tastiera che, ovviamente, sono stati prontamente denunciati e giustizia è stata fatta. Ero a Milano, in scena con “Mariti e mogli” e avevo la Digos in platea. Questo mi ha fatto riflettere e ho deciso che fosse giunto il momento di riportare “L’anima buona di Sezuan”. È faticoso essere persone cattive, lo dice pure Shen Te “Com’è difficile essere cattivi”, però “Se non c’è uno stato equo e una giustizia giusta che difenda dai soprusi l’uomo si fa lupo da sé”.

È veramente brutto sentire di qualcuno che ha dovuto passare quello che ha trascorso lei. E’ sempre demotivante leggere commenti di odio sui social, specialmente sui profili di personaggi famosi che sono il bersaglio più facile da colpire.

È perché è gente che ha poco, quindi scatena la propria insoddisfazione contro immagini che ritiene risolte, felici, contro chi pensano che abbia tutto, mentre loro si sentono tagliati fuori. È un mondo frustrato perché ci sono poche possibilità di far fiorire le proprie doti ed i propri talenti nel mondo. Ora si spera che questa terribile pandemia abbia mosso la consapevolezza nel mettere da parte il problema economico e lanciare una campagna di rinnovamento e salvaguardia del territorio.

Dopo questa ultima riflessione ci salutiamo, con la promessa che le faremo sapere cosa ne pensiamo dello spettacolo che promette molto bene! Ci vediamo al teatro Manzoni!
intervista, teatro, teatro manzoni