IN RIPRODUZIONE

DA WEBCAM

LOADING

LICENZA SIAE 4918-I-4588 | LICENZA SCF 937/14

© 2008-2019 POLI.RADIO | TUTTI I DIRITTI RISERVATI | Iniziativa realizzata con il contributo del POLITECNICO DI MILANO

Nascondi dock Mostra dock

Very Long Song Artist

Very Long Song Title

Le ragazze di Wall Street sul grande schermo
A breve al cinema la vera storia dello scandalo che sconvolse New York
   05 Nov 2019   |     Redazione   |     Valentina Ferreri   |     permalink   |      commenti
Dal 7 novembre sul grande schermo arriva “Le ragazze di Wall Street - Business is Business”, film di Lorene Scafaria con Jennifer Lopez, Constance Wu, Cardi B e Lizzo che racconta una storia che si snocciola tra il Sogno Americano, la smania di potere, truffe, truffatori e sul sottile confine tra giusto e sbagliato.
Inquadrare questa pellicola in un genere è abbastanza complicato in quanto è un mix tra commedia, crime e inchiesta: infatti il film è basato su un’incredibile storia vera raccontata sul New York Magazine. La giornalista che indaga sulla vicenda è interpretata da Julia Stiles, conosciuta per i suoi ruoli in "10 cose che odio di te", "il lato positivo" e nella serie "Dexter".

Rilevante ritorno per Jennifer Lopez sul grande schermo con una pellicola tutta al femminile, a partire dalla regista. Il cast interpreta un gruppo di spregiudicate spogliarelliste di New York che, guidate da Ramona (Jennifer Lopez), uniscono le loro forze per sbarcare il lunario ed in seguito attuare un piano criminale per truffare i loro clienti, per la maggior parte broker finanziari di Wall Street.

Ambientato a cavallo della crisi finanziaria del 2008, in uno strip club di New York (lo Show Palace, attualmente in funzione), il film inquadra una realtà inserita in un sistema profondamente patriarcale e malato, in cui o si truffa o si è truffati.

Siamo all’inizio del 2007 e Destiny (Costance Wu), il cui obiettivo è prendersi cura dell’anziana nonna, inizia a lavorare come spogliarellista, ma non è facile poiché è nuova ed inesperta e tutti, dal DJ ai baristi, pretendono la loro parte, riducendo drasticamente i suoi guadagni. La musica cambia quando Ramona la prende sotto la sua ala: le insegna la pole dance (le attrici hanno dovuto seguire realmente duri allenamenti e lezioni con la coreografa Johanna Sapakie) e le propone una collaborazione. Le due hanno molto successo fino al crollo economico del 2008 che riduce drasticamente la disponibilità economica dei clienti del locale a quel punto le ragazze uniscono le forze con altre colleghe (Keke Palmer e Lily Reinhart) e cercano di ribaltare la situazione a loro favore: inventano un mix di droghe con il quale stordiscono le loro prede, che, succubi del loro fascino, sborsano ingenti somme di dollari. Il piano è semplice: stordirli quanto basta affinchè diano loro la carta di credito: “nessuno si farà male”. Tutto fila liscio fino a quando la situazione non sfugge di mano e i truffati iniziano a far presente l’accaduto alle autorità: ecco che parte l’inchiesta, e la vicenda diventa virale.

La regista intende rovesciare le convenzioni di genere: quello che fanno le ragazze rispecchia ciò che gli uomini hanno sempre fatto a loro. Ed ancora, sottolinea la Lopez: “pochissimi uomini ammetterebbero di essere stati truffati da una donna” (e figuriamoci da una stripper, ndr). Inoltre questo ambiente viene rappresentato in maniera nuova, non più dal punto di vista maschile o comunque esterno, ma dall'interno, da dove si possono vedere le paure, le insicurezze e i problemi che molte ragazze affrontano giorno dopo giorno; Scafaria dichiara “Non volevo stigmatizzare nessun lavoro e nessun genere […] Mi dispiace anche per i personaggi maschili che sono considerati soprattutto per la loro ricchezza e il loro potere, proprio come le donne sono considerate per la loro bellezza. Il sistema è malato per entrambi i generi”.

Altri temi importanti sono la solitudine, la lotta contro di essa e la ricerca dell’indipendenza economica che muove le protagoniste verso un modus operandi non legale. Durante tutta la pellicola spesso percepiamo l’estrema solitudine di Destiny e come lei cerca di combatterla avvicinandosi a Ramona che però, come sottolinea la regista, “è il sole che ti illumina ma che rischia anche di bruciarti. Questa dicotomia è ciò che la rende un’anti-eroina”. Il punto di contatto tra queste due donne è proprio il costante bisogno di sentirsi indipendenti, non solo per loro ma anche per i loro famigliari, e la ricerca non di un uomo che le salvi, ma di un modo con cui possano salvarsi da sole.

Il tutto è comunque rappresentato su un piano neutro, che non celebra né vittimizza le protagoniste: semplicemente si cerca di capire in che modo gli eventi dell’epoca abbiano influito su di loro.

Noi siamo stati all'anteprima stampa al Palazzo del Cinema Anteo e ne siamo usciti con un’opinione discordante. Nonostante sia interessante sotto molti punti di vista, soprattutto per quanto riguarda le questioni sociali affrontate, i costumi e le ambientazioni, abbiamo qualche perplessità sullo sviluppo narrativo, sulla rappresentazione dell’inchiesta e sulla limitata partecipazione di figure descritte come fondamentali.
Abbiamo, infatti, notato diverse ripetizioni che possono rendere il film a tratti leggermente noioso e frammentario. Inoltre non è da subito chiaro ciò che si vede rappresentato è quello che Destiny racconta alla giornalista nella parte di film più incentrata sull'inchiesta, sebbene si noti che l’obiettivo non è rappresentare l’indagine in sé per sé, questa rottura rende la prima parte più fruibile rispetto alla seconda. Infine siamo rimaste molto deluse dal poco screen-time delle due artiste rap Cardi B e Lizzo: sarebbe stato interessante vederle un po’ di più in azione e sviluppare, magari, il tema della body positivity sfruttando l’onda-Lizzo.

Tutto sommato siamo rimaste discretamente soddisfatte e ricordate:

Questa città, l’intero Paese è uno strip-club. C’è gente che spende i soldi e gente che balla” – Ramona


Alessandra e Valentina
cinema, film, jennifer lopez, le ragazze di wall street, recensione