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Yann Tiersen al Flowers Festival
Un viaggio di due ore nel suo mondo
   15 Lug 2019   |     Redazione   |     Xhulja Doci   |     permalink   |      commenti
Lunedì 8 luglio al Flowers Festival (Parco della Certosa di Collegno, vicino a Torino) si è svolto il live di Yann Tiersen.

Quest’anno la tappa italiana è parte del tour per il nuovo album del polistrumentista francese, “All”, uscito il 15 febbraio 2019, il quale è il suo decimo album in studio.

La location è tutt’altro che banale, infatti ci troviamo fuori dal Padiglione 14, davanti alla lavanderia dell’ex manicomio di Collegno, di grandissime dimensioni, chiuso dalla legge Basaglia del 1978.

Un progetto sicuramente ambizioso quello di creare un festival di un mese all’interno di questo contesto, chiamando artisti musicali di diversi generi, sia nazionali che internazionali.

In questo caso, per il concerto di Yann Tiersen, il classico parterre davanti al palco è stato allestito per poter godere del live da seduti. Un evento non troppo comune per quando si parla di concerti all’aperto estivi. Curioso sì, ma al contempo ben riuscito, perché la classica paura del non riuscire a vedere il palco causa capelloni/giganti/iperattivi è stata subito cacciata via dalla buona posizione del palco stesso.

9.40 circa il concerto inizia, senza troppi fronzoli e presentazioni, Yann Tiersen sale sul palco e si mette subito al pianoforte (primo di una lunga serie di strumenti che si susseguiranno nel corso della serata). Il pezzo con cui decide di aprire questo live è Porz Goret, tratto dall’album “Eusa”, ed è questo il saluto che il musicista ci vuole dare, una sorta di invito ad entrare nel suo mondo, un modo per mostrarci l’isola di Ushant sulla quale vive con tutta la sua famiglia. La sensazione di essere sull’isola ci viene data da una serie di suoni come il verso dei gabbiani o il rumore del mare, emessi da Alex, il compagno di Yann Tiersen in questo viaggio, un registratore a bobine a otto tracce, recuperato dal musicista e rimesso in vita con un nuovo utilizzo.

Da qui è un susseguirsi di brani, la maggior parte tratti da “All” lasciando però del tempo anche per brani nostalgici comeComptine d’un autre été della colonna sonora del Favoloso Mondo di Ameliè, la quale ha reso popolare l’artista.

Non ci si accorge del tempo che passa, non è solo un concerto questo ma un’esperienza ben diversa, una visione del mondo che Yann Tiersen ci vuole dare, facendo salire sul palco le voci che accompagnano i brani ed i suoi vari movimenti passando da uno strumento all’altro.

Un paio d’ore dopo l’inizio, dopo un encore di due pezzi, le luci si spengono, il viaggio è terminano.
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