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Picabia
Aprire le porte della notte
   14 Ott 2026   |     Redazione   |     Antonino Leto   |     permalink   |      commenti
Francis Picabia arriva a Palazzo Reale con la più grande mostra antologica mai realizzata in Italia. Dal 9 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027, l'esposizione milanese “Picabia. Aprire Le Porte Della Notte” sceglie la notte come metafora centrale per raccontare la vita e l’arte di un genio straordinario.

L'allestimento, curato dalla pronipote dell'artista Anne Berest Picabia, rifiuta il classico ordine cronologico o accademico per realizzare un viaggio emotivo. Il percorso si snoda attraverso 11 sale, ciascuna dedicata a un’ora della notte. La notte era il momento in cui Picabia creava, viaggiava con la mente e faceva festa. Famosa è la sua fantastica Prescrizione medica n.555, in cui consigliava: “Due serate di gala alla settimana per due notti, se possibile, il martedì e il sabato”. Non a caso, durante la conferenza stampa, la curatrice ha invitato i giovani ad andare al museo come se andassero a una festa. Un'apertura resa possibile dallo straordinario clima di fiducia della famiglia Picabia che ha concesso inediti prestiti d'archivio.

Nato a Parigi da padre spagnolo e madre francese, Picabia ha attraversato da protagonista i movimenti più importanti del Novecento: espressionismo, dadaismo, cubismo, fauvismo e morfismo. Ha preso qualcosa da ognuno, figurando tra i pionieri dell'astrazione senza mai legarsi a nessuno. Questo stile in continua trasformazione all'inizio non aveva convinto la critica del tempo, ma gli ha permesso di anticipare il futuro e la totale libertà dell'arte di oggi. Come disse l'amico Marcel Duchamp, Picabia aveva capito che lo strumento esatto per fare l'artista è l'immaginazione.

A completare la mostra ci sono due libri fondamentali, che servono a capire la mente camaleontica dell'artista e la sua vita privata:
• “Il cangiante”: deriva da una mostra che si tenne al PAC di Milano del 1986-7, in cui Corrado Levi decise di usare Picabia come punto di riferimento storico per tutti i giovani artisti degli anni '80.
• “Gabriële”: scritto dalla stessa curatrice Anne Berest (insieme alla sorella), è una biografia romanzata che racconta la vita straordinaria di Gabriële Buffet-Picabia, la prima moglie dell'artista.

Riunendo oltre 170 opere dai più grandi musei del mondo (come il Centre Pompidou e la Kunsthaus Zürich), il pubblico esplora l'universo di Picabia attraverso queste 11 tappe tematiche:
• Aprire le porte della notte: qui sono esposti i suoi affascinanti tredici album neri, diari visivi compulsivi fatti di lettere, ritagli di giornale e disegni Dada.
• La notte spagnola: dedicata all'immaginario andaluso che lo ha accompagnato per tutta la vita, tra atmosfere sensuali e i primi giochi di trasparenze.
• Relâche: spazio incentrato sul celebre balletto d'avanguardia del 1924, creato insieme al musicista Erik Satie per contestare le regole del teatro tradizionale.
• Danzare sulla tela: esplora la fascinazione dell'artista per il corpo in movimento e la scomposizione delle forme geometriche verso l'astrazione.
• Parata amorosa: la sessualità vista con ironia come un ingranaggio meccanico, che introduce le coppie abbracciate del coloratissimo "periodo dei mostri".
• Febbre notturna: un viaggio negli stati alterati di coscienza e nelle distorsioni della percezione, ispirato dalle notti in cui Picabia fumava l'oppio.
• Recto verso: una camera segreta al centro della mostra in cui i quadri si guardano su entrambi i lati, rivelando fisicamente come un'immagine ne nasconda un'altra.
• Mostri e incubi: il lato buio della notte, dove i volti si deformano sotto il peso dell'angoscia della guerra e dei disturbi ciclotimici dell'artista.
• La notte mistica: il rapporto ambiguo e provocatorio con il sacro, popolato da intense figure di Vergini, angeli e santi barocchi.
• Le feste picabiesche: la festa vissuta come una vera opera d'arte collettiva, dai balli folli nei gala fino ai travestimenti di gruppo.
• Il giorno non è il contrario della notte: il finale solare che mostra la rinascita creativa dell'artista e la coesistenza pacifica di luce e ombra.


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