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Very Long Song Artist

Very Long Song Title

Carla Cerati
Plurale femminile. Fotografia e scrittura, 1926-2026
   01 Ott 2026   |     Redazione   |     Antonino Leto   |     permalink   |      commenti
Ci sono fotografie che non si limitano a mostrare la realtà, ma che sembrano quasi chiamare chi le guarda. Le immagini di Carla Cerati hanno esattamente questo potere: “le foto mi chiamano a scattarle”, spiegava la fotografa, convinta che “ognuno ha le proprie caratteristiche che attraggono”.

La mostra a Palazzo Reale dedicata a questa straordinaria fotografa italiana racconta la sua capacità di usare l'obiettivo come un osservatorio sociale e politico, perfetto per raccontare i profondi cambiamenti dell'Italia dal secondo dopoguerra in poi. Il percorso espositivo si divide in diverse sezioni che toccano i momenti chiave della sua carriera.

Dopo una sala dedicata a personaggi illustri, la mostra si apre con una sezione intensa e drammatica: quella dedicata all'ospedale psichiatrico. Qui sono esposti i crudi scatti realizzati con Gianni Berengo Gardin per il libro del 1969 “Morire di classe”, un lavoro fondamentale che denunciò le condizioni disumane dei manicomi prima della legge Basaglia.
Segue un lavoro durato trent'anni che mostra la trasformazione di Milano dalla ricostruzione dopo la guerra fino al boom economico. In questa parte della mostra, i veri punti di forza sono le fotografie scattate a scuola che raccontano il cambio generazionale dei ragazzi e le storiche immagini dell'apertura della M1, ovvero l'inaugurazione della prima metropolitana rossa, simbolo di una città che diventava moderna.
Il racconto torna ad essere intenso e drammatico nella sezione dedicata alla Politica. Dal 1969, anno della strage di piazza Fontana e dell'inizio degli anni di piombo, la fotografa scende in piazza per documentare le lotte degli operai, i funerali di Roberto Franceschi e Giangiacomo Feltrinelli, e le prime manifestazioni femministe. La mostra svela anche i lati più sperimentali dell'artista. C'è la sezione sul Teatro, dove Cerati cattura le espressioni degli attori. Al contrario, la sezione dei Paesaggi offre una dimensione intima e silenziosa, con scatti delle Langhe e della Liguria.
Il cuore più affascinante della mostra è la sezione "Culturalmente impegnati", ambientata nella storica Libreria Einaudi di Via Manzoni a Milano. Qui la fotografa si muoveva senza farsi notare grazie a una tecnica che chiamava “depistamento”: scattava di nascosto fingendo di guardare altrove. La cosa sorprendente è che spesso l'autrice non sapeva nemmeno chi fossero le persone che stava fotografando eppure ne percepiva la forte personalità.
Nasce così una splendida galleria di personaggi illustri della cultura italiana. Emergono dettagli unici descritti dalla fotografa stessa: il “fascino di Elio Vittorini nella forma del cranio”, la “faccia importante, da film” di Alberto Moravia, Eugenio Montale e Umberto Eco. Spicca infine l'aneddoto su un giovane Maurizio Pollini che è stato fotografato perché “sembrava Woody Allen che suonava il piano”.

A chiudere la mostra c'è un video conclusivo interessante che unisce tutti i fili dell'esposizione. Ascoltare la voce di Carla Cerati e vederla raccontare la propria vita permette di capire davvero il pensiero dietro l'obiettivo di una donna che ha saputo fotografare la realtà così com'era.


Informazioni pratiche
Dove: Palazzo Reale Milano
Quando: Dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027
Orari: Da martedì a domenica ore 10:00-19:30 (giovedì chiude alle 22:30). Lunedì chiuso.
Prezzi: Intero (€15), Ridotto (€13), Ridotto speciale come universitari fino a 25 anni (€10).
Informazioni aggintive: sito Palazzo Reale
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