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I Brughel
Le origini dei generi pittorici in Europa
   01 Ott 2026   |     Redazione   |     Antonino Leto   |     permalink   |      commenti
A Palazzo Reale Milano ha aperto la mostra “I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa”. Resta aperta fino al 31 gennaio 2027 ed è un appuntamento imperdibile per capire come è nata la pittura moderna. Questo evento chiude una bellissima trilogia sul Rinascimento del Nord Europa iniziata a Milano con le passate mostre su Dürer e Bosch. Questa volta, però, il perimetro si allarga: al centro non c'è un solo artista, ma un'intera dinastia di geni.

Fino a quel momento, la pittura si occupava quasi solo di storie sacre, miti e grandi re. Con i Brueghel cambia tutto. L'opera d'arte smette di essere solo un simbolo religioso ed entra nelle case della borghesia. I mercanti e i cittadini vogliono vedere il mondo reale, quello che osservano ogni giorno. La materia della pittura diventa la vita quotidiana: paesaggi innevati, oggetti comuni, mercati e feste di paese. I quadri non servono più solo a pregare, ma a guardarsi allo specchio.

Una delle parti più divertenti e affascinanti della mostra è l'importante sezione dedicata ai proverbi e ai modi di dire popolari. I Brueghel adoravano nascondere nei loro quadri decine e decine di metafore visive, trasformando la tela in una specie di "enigmistica" d'altri tempi. Avvicinandosi alle opere (come il celebre quadro del 1607 in arrivo dal museo di Lier) il visitatore viene invitato a fare un vero e proprio gioco ottico. Si possono scovare e decifrare personaggi bizzarri intenti a compiere gesti strambi che illustrano la saggezza popolare dell'epoca: c'è chi finirà per prendersi a schiaffi sui nasi, chi proverà a fare la pipì contro la luna o chi si ritroverà a lanciare le piume al vento, l'equivalente di “lavorare a vuoto”. Questa satira, a volte buffa e a volte spietata, serviva a mettere in mostra i vizi, le virtù e le debolezze degli esseri umani.

I Brueghel sono stati grandi artisti, ma anche incredibili imprenditori. Dal capostipite, Pieter Bruegel il Vecchio, fino ai figli e ai nipoti, la famiglia ha costruito un vero e proprio "brand" visivo. Si sono passati il testimone e hanno creato un nuovo linguaggio che ha conquistato l'Europa. Portare questa mostra a Milano non è stato facile, soprattutto nell'attuale momento storico. Ci è voluta una grande rete internazionale: molti musei del mondo hanno prestato i loro capolavori, a partire dal Museo di Anversa, che ha inviato ben cinque quadri fondamentali.

Siamo abituati al Rinascimento italiano fatto di grandi spazi, proporzioni perfette e figure monumentali. I Brueghel sono l'esatto opposto, un'alternativa totale. Nei loro quadri da lontano non si vede quasi niente. Per capire l'opera bisogna avvicinarsi a pochi centimetri dalla tela. Solo allora si scopre un mondo invisibile: piccolissime figure piene di dettagli pazzeschi, espressioni buffe, abiti curati nei minimi particolari e scene nascoste negli angoli. Ritratti, nature morte e paesaggi diventano del tutto autonomi. Se volete scoprire questo modo alternativo e affascinante di guardare la realtà, avete tempo fino a gennaio.

Informazioni pratiche
Dove: Palazzo Reale Milano
Quando: Dal 29 settembre 2026 al 31 gennaio 2027
Orari: Da martedì a domenica ore 10:00-19:30 (giovedì chiude alle 22:30). Lunedì chiuso.
Prezzi: Intero (€15), Ridotto (€13), Ridotto speciale come universitari fino a 25 anni (€10).
Informazioni aggintive: sito Palazzo Reale
brughel, mostra, opere, palazzo reale