Ci sono artisti che, già dalla prima nota, riescono a trasportarti altrove. Non in un luogo reale, ma verso angoli di te stesso che ignoravi, o che non sapevi nemmeno esistessero.
I Big Thief sono uno di quegli artisti. E quello che il 14 giugno è avvenuto al Circolo Magnolia ne è stata la dimostrazione.
Sono passati tre anni dall'ultima volta che la band di Brooklyn si è esibita in Italia. L'attesa era alta per l'unica data italiana del Somersault Slide 360 Tour, con il Circolo quasi esaurito e la serata ha mantenuto ogni promessa.
L'atmosfera che si respirava era la migliore desiderabile: cielo terso, una classica giornata quasi estiva alleggerita da una lieve brezza. Il contesto perfetto per una band come i Big Thief, che nelle loro canzoni parlano di terra, di corpi, di spazio aperto.
Quando la band ha preso il palco, il pubblico si è scaldoto, partecipe, ma composto, già in ascolto prima che iniziassero, ed ha capito subito che tipo di serata sarebbe stata. Non un concerto in cui urlare o muoversi freneticamente, ma qualcosa di più simile a una conversazione collettiva e silenziosa.
Il concerto si apre con le dolci note di Adrianne Lenker, capace di restare delicata e di scaldare il cuore del pubblico con una dolcezza unica. Non mancano però i momenti in cui la musica prende vita e si accende, con distorsioni e colori che strizzano l'occhio al genere stoner. Nasce così un dualismo, quasi come una danza tra la voce della cantante e i momenti di sperimentazione più estrema, con chitarre belle distorte, che sono da sempre uno dei tratti distintivi della band nel panorama alternative.
Pulizia scenica, connessione forte con il pubblico, una performance efficace e senza fronzoli: quello che è andato in scena al Circolo Magnolia è stato uno spettacolo da vivere almeno una volta nella vita.
Quello che però rende i Big Thief difficili da raccontare dal vivo è proprio questo: non c'è un momento che sovrasta gli altri. La serata è stata un flusso continuo in cui ogni canzone sembrava quella giusta, ogni pausa tra una nota e l'altra sembrava necessaria. Nessun picco artificiale, nessun colpo ad effetto, solo musica che si sedimentava, pezzo dopo pezzo.
La scaletta non si è limitata alle tracce di Double Infinity, il loro sesto lavoro in studio uscito il 5 settembre 2025, ma ha attinto dai vecchi album in egual misura, lasciando anche spazio a due inediti (Mr. Man e Pterodactyl) che danno un assaggio dei futuri lavori che la band ha in serbo. E le sorprese non sono finite lì: sul finale, i Big Thief hanno scelto di eseguire una canzone richiesta direttamente dal pubblico, regalando ai presenti un momento difficile da dimenticare.
Durante tutto il concerto un'immagine si è impressa nella mia mente, come se la loro musica mi avesse dato la possibilità di viaggiare con l'immaginazione. Quando ascolterete la setlist, immaginate di trovarvi su un treno che attraversa l'America, nel bel mezzo di quei panorami in cui la terra di colore bruciato lascia spazio a piccole zone di verde e a qualche corso d'acqua, un'estetica da film autoriale, sospesa tra il reale e il sognato.
Quella stessa energia, nascosta, ingenua in apparenza, ma capace di scompigliarti i capelli all'improvviso, dice qualcosa di più grande. I Big Thief sono lo specchio di una generazione sempre più insicura, ma con tanto da raccontare: una forza nascosta che non ha paura di mostrarsi, e di portarti dove non ti aspettavi di andare.
Finito lo spettacolo, le luci si spengono e ritorni da questo viaggio, forse anche un po' cambiato. Nel realizzare di essere tornato alla realtà, metti le cuffie e cerchi di riprendere quel treno immaginario, riascoltando in loop le canzoni che Adrianne Lenker (voce e chitarra), Buck Meek (chitarra e cori) e James Krivchenia (batteria) hanno ideato come soundtrack di una serata impossibile da dimenticare.
Setlist
1. Carry (Adrianne Lenker song)
2. Shoulders
3. Real Love
4. Simulation Swarm
5. Muscle Memory
6. Masterpiece
7. Not
8. Vampire Empire
9. Words
10. Incomprehensible
11. Double Infinity
12. Shark Smile
13. Mr. Man (inedito)
14. Pterodactyl (inedito)
Encore
15. Born For Loving You
16. Certainty
17. Paul (richiesta del pubblico)
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