A maggio Triennale Milano resta uno dei posti più interessanti in città per chi vuole avvicinarsi al design. Le mostre offrono un percorso ricco tra archivi, case, grafica, oggetti, fotografia e modi diversi di intendere l’abitare.
Partiamo dal piano terra, dove il nuovo percorso del Museo del Design Italiano racconta la storia del design italiano attraverso gli oggetti più noti della collezione permanente dell’istituzione e le acquisizioni più recenti. Il museo li mette in dialogo con il contesto industriale, culturale e sociale. La selezione comprende oltre 400 oggetti, progetti e documenti dalla fine degli anni Venti all’inizio del Duemila. Raccontano la storia italiana tra sperimentazioni, cambiamenti culturali e tematiche decesive per il mondo della progettazione in modo interattivo e dinamico. Il percorso espositivo è completato da 5 approfondimenti tematici: riviste di settore, decorazione, persona, autoprogettazione e leggerezza. L’itinerario è stato pensato anche con una forte attenzione all’accessibilità, attraverso materiali in Easy to Read, Braille, contenuti in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e IS (International Sign), mappe tattili, kit, zaini sensoriali e altri supporti per adulti e bambini. Il Museo è gratuito per gli studenti di ogni ordine e grado.
Per chi riesce a passare entro il 10 maggio, c’è ancora The Eames Houses, progetto dell’Eames Office, studio americano di architettura e design, in collaborazione con Kettal. Presentata in occasione della Milano Design Week, la mostra offre una panoramica ampia sull’architettura residenziale dei fondatori dell’Eames Office, Charles e Ray Eames. L’installazione esplora l’attualità delle loro idee sulla prefabbricazione, sulla costruzione modulare e su un approccio all’abitare a misura d’uomo, attraverso disegni d’archivio, film, fotografie e modelli in scala di otto case. La mostra parte dall’eredità di uno dei simboli dell’architettura moderna – l’Eames House, o Case Study House #8, realizzata nel 1949 a Los Angeles all’interno del Case Study House Program, nato per immaginare case economiche, rapide da costruire e adatte alla vita del dopoguerra. In collaborazione con Kettal, l’Eames Office rilegge oggi quei principi attraverso l’Eames Pavilion System, un sistema modulare e prefabbricato che non vuole replicare la casa originale, ma tradurne la visione in un sistema contemporaneo, capace di adattarsi a diversi modi di abitare, e fare sperimentare ai visitatori le qualità spaziali e la chiarezza materica. La mostra è gratuita.
Sempre al piano terra, nello spazio della Design Platform, fino al 6 settembre, si può visitare Edward Barber | Jay Osgerby. Alphabet, la più grande mostra monografica realizzata in un museo italiano dedicata ai due designer londinesi. Curata da Marco Sammicheli, l’esposizione attraversa tre decenni del loro lavoro: dai primi progetti di arredamento e prodotto alle grandi commissioni pubbliche e alle collaborazioni con marchi italiani e internazionali. Organizzato in decenni tematici, il percorso espositivo traccia l’evoluzione dell’approccio progettuale dello studio, mostrando come nel tempo Edward Barber e Jay Osgerby abbiano costruito un linguaggio riconoscibile. Il titolo Alphabet prende spunto proprio da questo: la volontà di passare in rassegna l’alfabeto stilistico attraverso alcuni punti saldi – il deliberato uso del colore, il ricorso a curvature tecniche e gradazioni di angoli, – che diventano le “lettere” del loro modo di progettare. Particolare attenzione è riservata ai rapporti con produttori e brand di design italiani, sottolineando come ne abbiano plasmato sia la pratica dello studio che il suo dialogo continuo con la cultura del design. La mostra è visitabile gratuitamente.
Fino al 6 settembre continua anche Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, la prima grande retrospettiva dedicata a due progettisti e graphic designer italiani, “ambasciatori del design italiano negli USA”, che hanno contribuito molto alla cultura visiva internazionale. IL percorso attraversa sessant’anni di lavoro attraverso oggetti, arredi, bozzetti, fotografie, packaging, marchi, libri, riviste e progetti di comunicazione, ricostruendo la storia della coppia tra Milano e New York, dove si stabilì a partire dal 1965. Il punto non è solo vedere “bei progetti”, ma capire come i Vignelli abbiano trasformato chiarezza, logica e potenza comunicativa in un immaginario universale e senza tempo. Dalla grafica editoriale alla segnaletica, dallo studio dell’identità per Ford e American Airlines alla mappa della metropolitana di New York e alla segnaletica per le Ferrovie dello Stato italiane, il loro lavoro dimostra come il design possa entrare nella vita quotidiana di milioni di persone.
Un’altra mostra centrale è Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present, aperta fino al 4 ottobre. Realizzata da Triennale Milano con Fondation Cartier pour l’Art Contemporain, è una grande monografica dedicata ad Andrea Branzi, figura fondamentale del design italiano tra la fine del Novecento e l’inizio del XXI secolo. Il percorso va raccontata attraverso lo sguardo di Toyo Ito, uno dei architetti contemporanei più influenti oltre che suo amico e collaboratore. Installazioni, oggetti, disegni, video e documenti d’archivio mettono in dialogo alcuni nuclei centrali del suo lavoro, come la fragilità, l’ibridazione, l’ecologia e la convivenza planetaria, con un focus biografico e un’attenzione particolare al suo legame con Triennale e Fondation Cartier. Tra i passaggi più significativi c’è anche l’installazione dedicata a No-Stop City (1969–1972), progetto simbolo del pensiero radicale sulla metropoli contemporanea.
Dal 14 maggio apre invece Davide Stucchi. Temporary Rooms, mostra gratuita visitabile fino al 4 ottobre. Il progetto trasforma lo spazio in un ambiente domestico abitato da opere ibride tra arte e design, aprendo una riflessione sul loro rapporto. La casa non viene presentata solo come un luogo privato o una scenografia, ma come un dispositivo narrativo capace di mettere in relazione immagini, corpi e oggetti. La mostra guarda all’abitare contemporaneo come a costruzione culturale fatta di memorie, tensioni ed esperienze. Durante i mesi di apertura, l’allestimento cambierà attraverso quattro riconfigurazioni: in momenti specifici, gli oggetti all’interno dello spazio saranno sostituiti, dando vita a nuove stanze temporanee.
Ci sono poi alcune mostre a ingresso libero che allargano il discorso oltre il design in senso stretto. Al Piano Parco, la mostra di Robert Barry, curato dal gallerista Massimo Minini porta la parola dentro i nuovi spazi come materia artistica: Robert Barry, tra i pionieri dell’arte concettuale, lavora con un vocabolario essenziale, meno di 300 termini, che cambiano senso a seconda del luogo e del tempo in cui vengono letti. Il ritmo dell’occhio. Don Bronstein e la scena jazz a Chicago 1953–1968, visitabile fino al 17 maggio, presenta per la prima volta in Europa il lavoro del fotografo americano, legando fotografia, musica e cultura visiva del dopoguerra. Nello spazio di un secolo. Rai Pubblicità, 100 anni di storia e oltre, aperta fino al 7 giugno, ripercorre invece la storia di Rai Pubblicità, nata come SIPRA, seguendo un secolo di trasformazioni nei media, nella comunicazione e nell’immaginario quotidiano degli italiani.
Infine, resta visitabile in modo permanente Casa Lana, il nucleo centrale dell’interno di una residenza privata progettata da Ettore Sottsass a Milano intorno alla metà degli anni Sessanta. Ricostruita negli spazi di Sala Sottsass, al primo piano di Triennale Milano, Casa Lana nasceva dall’idea di creare “una piazzetta nella quale si gira e ci si incontra”. Nello stesso spazio prosegue anche Ettore Sottsass. Design Metaphors, aperta fino al 31 dicembre 2026 e visitabile con il biglietto per Casa Lana, con opere della collezione del Museo del Design Italiano. È una tappa utile per vedere Sottsass non solo come designer di oggetti, ma come autore di spazi, atmosfere e piccoli mondi abitabili.
Quindi sì, maggio può essere un buon momento per tornare in Triennale o scoprirla per la prima volta.
Orari Triennale Milano
Martedì – domenica
10.30 – 20.00 (ultimo ingresso alle 19.00)
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Maggio in Triennale
A maggio Triennale Milano resta uno dei posti più interessanti in città per chi vuole avvicinarsi al design. Le mostre offrono un percorso ricco tra archivi, case, grafica, oggetti, fotografia e modi diversi di intendere l’abitare.