Siamo costantemente circondati da nuove ed evolventi forme di intrattenimento, eppure l’allestimento per le scene di un film del 1959 riempie un’intera sala in uno dei teatri centrali di Milano.
Diretto da Geppy Gleijeses con Euridice Axen, Giulio Corso e Gianluca Ferrato, questo adattamento per il teatro del film di Billy Wilder “A qualcuno piace caldo” mi ha fatto passare una delle serate più divertenti degli ultimi tempi.
Il film originale rappresenta uno dei pionieri della libera espressione all’interno di Hollywood; il suo lato più spinto non scandalizza il pubblico moderno, ma possiamo comunque ammirare l’incredibile cura nel costruire e raccontare questa storia.
Un mafioso incallito, una band itinerante, una commedia fra due amici e una storia d’amore, tutto sullo sfondo del proibizionismo degli anni ’30.
Questi pezzi sono stati incastrati alla perfezione anche sul palco, che spesso risente, negli adattamenti, delle costrizioni imposte dal mezzo di comunicazione.
Dobbiamo a Gleijeses questa direzione magnifica e a Mario Moretti il copione. Avevo già avuto il piacere di vedere Gleijeses protagonista nel Fu Mattia Pascal al Teatro Franco Parenti e, ancora una volta, la sua presenza, in regia o sul palco, si conferma sinonimo di qualità.
Non possiamo dimenticarci dell’incredibile carisma degli attori. I tre protagonisti sopra menzionati hanno portato un’energia dirompente che ti impedisce di togliere lo sguardo. Euridice Axen in particolare ha emulato, pur rendendo sue, le movenze della femme fatale Marilyn Monroe.
Anche gli attori secondari non sono da meno e in particolare l’interprete di Osgood Fielding III ha causato il maggior numero di risate in sala.
Un’opera che parla di trasformazione, interna ed esterna, facendoci ridere per tutta la sua durata.
In scena al Teatro Manzoni fino al 29 marzo.
A qualcuno piace caldo al teatro Manzoni
Il silver screen infiamma il palco