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I Macchiaioli a Palazzo Reale
Un imperdibile primato per Milano
   13 Feb 2026   |     Redazione   |     Valentina Corbetta   |     permalink   |      commenti
Palazzo Reale da inizio alla stagione culturale che mira a mostrare al mondo l’eccellenza milanese durante le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 con una mostra di straordinario respiro dedicata a uno dei movimenti più affascinanti dell’Ottocento italiano.

“I Macchiaioli”: spesso liquidati frettolosamente nei manuali scolastici vengono qui restituiti nella loro forza rivoluzionaria grazie a una delle più ampie e complete retrospettive mai realizzate, mostrando così la loro importanza all’interno della storia italiana, fatto spesso ignorato. L’esposizione, ideata e curata da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca, non si limita a celebrare un’esperienza artistica, ma ricostruisce un vero e proprio clima culturale, politico e umano.

Le sale raccolgono oltre cento opere provenienti dai più importanti musei italiani e da numerose collezioni private. Emergono i grandi protagonisti del movimento – Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini – insieme ad altri artisti che condivisero lo stesso fermento. Certamente può intimorire confrontarsi con nomi di tale portata storica, ma il percorso espositivo riesce a dare spazio anche alla coralità del gruppo, mostrando differenze, sensibilità e individualità.

La mostra si sviluppa attraverso nove sezioni che guidano il visitatore lungo un racconto chiaro e coinvolgente. Dai grandi ideali risorgimentali alle scene di vita quotidiana, dai campi di battaglia ai ritratti più intimi, si coglie tutta la portata innovativa della “macchia”: una pittura fatta di luce, contrasti e immediatezza del vero.

Ciò che colpisce maggiormente non è soltanto la qualità delle opere, ma la modernità dello sguardo. Quei dipinti, nati in un contesto storico lontano, riescono ancora oggi a comunicare con sorprendente freschezza. Il linguaggio pittorico, così distante dalle rigidità accademiche, appare incredibilmente vivo, diretto, umano.

Dietro la ricerca estetica si intravede infatti un’urgenza più profonda: raccontare la realtà. Non eroi idealizzati, ma soldati stanchi, paesaggi silenziosi, momenti domestici, gesti ordinari. Una pittura che osserva, che testimonia, che partecipa.

Forse siamo abituati ad associare la nascita della modernità agli Impressionisti francesi, ma questa esposizione ci ricorda come i Macchiaioli abbiano anticipato molte di quelle intuizioni. Nelle tele ritroviamo già la luce naturale, l’attenzione per l’istante, il rifiuto delle convenzioni.

La sezione conclusiva dedicata a Milano defnisce il legame tra la città e la riscoperta critica del movimento, intrecciando arte, collezionismo e persino cinema. Un dialogo inatteso e affascinante che amplia ulteriormente la lettura della mostra.

“I Macchiaioli” a Palazzo Reale fino al 14 giugno 2026. Un’occasione preziosa per riscoprire un capitolo fondamentale della nostra storia artistica.

Una mostra che rappresenta un primato per Milano e per Palazzo Reale: unica ed imperdibile.
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