Nel nostro mondo del 2026 ormai l’abbiamo capito, l’IA non è fantascienza ma una realtà in fortissima espansione. Se chiudiamo gli occhi e li riapriamo fra un decennio o poco più, riusciamo a immaginare tranquillamente robot intelligenti che si occupano di noi in tutto e per tutto, e pure a basso prezzo. Sarebbero un po’ i nostri schiavetti personali, senza che ci vengano troppe remore sulla coscienza visto che - si sa - i robot non sono davvero vivi. Almeno per ora…
MAMMUT - Vita e Morte di un’Intelligenza Artificiale, scrittura di Rodolfo Ciulla, nasce come il terzo capitolo del ciclo distopico dei Fartagnan Teatro, una compagnia di giovani attori del milanese. Sabato sera abbiamo avuto il piacere di assistere alla quattordicesima tappa della loro tournée presso il Teatro Binario7 di Monza.
I Fartagnan vogliono rispondere a una domanda fondamentale nelle loro distopie: “Come sara' la nostra societa' nei prossimi anni?” E con prossimi s’intende un futuro ben più vicino del previsto. Un mondo in cui abitare su Marte è realtà e in cui i robot possono essere persino i nostri amanti (ehi, aspetta...). Lo stesso Mammut non è altro che un’IA che ha conservato la memoria e la personalità di un defunto sotto forma di una lampada variopinta. Si tratta di un mondo futuristico, che però ci è straordinariamente familiare. Un mondo ipertecnologico in cui le componenti di macchine avanzatissime si ricavano ancora con lo sfruttamento della manodopera dei Paesi sottosviluppati e in cui ricchezza e potere sono, come sempre, sinonimi di prepotenza.
Con lo humor di una sitcom e una dinamicità che tiene incollati alla poltrona, MAMMUT esplora la vita di un’intelligenza artificiale che, con una coscienza nuova, cerca di cambiare le vite degli uomini e dei robot attorno a sé (con tutti i guai che ne possono derivare). Lo spettacolo è sicuramente umoristico, eppure vince la sensibilità dello spettatore grazie alla profondità con cui tratta un tema sempre fin troppo banalizzato dalla stampa attuale. Insieme a una caratterizzazione drammaturgicamente profonda e a una vispa chimica tra i personaggi, la performance è capace di commuovere e allo stesso tempo innescare riflessioni per nulla banali sulla società in cui viviamo. E forse ci stupirà quest'inversione di tendenza, in cui scopriamo che il pericolo maggiore non è la possibilità che un'IA prenda coscienza di sé, ma la certezza di uomini che, oggi come in futuro, camminano attorno a noi.
MAMMUT - Vita e Morte di un'Intelligenza Artificiale è la chiusura ironica e terrificantemente attuale di un ciclo di distopie che osano una critica sociale senza mezzi termini. Personalmente, non vedo l'ora di scoprire quali temi toccheranno i Fartagnan nei prossimi anni. Ma per il momento, invito gli amici fuori sede di Veneto e Romagna - e non solo - a non perdetesi le ultime date di Mammut al Teatro Il Piccolo di Forlì il 29 gennaio, al Teatro della Regina di Cattolica (RN) il 1 aprile e alla Fucina Culturale Machiavelli di Verona il 18 aprile. Per tutti gli altri a presto con nuove recensioni e ricordate che… siamo tutti in scena :)
MAMMUT
Vita e Morte di un'Intelligenza Artificiale