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Very Long Song Artist

Very Long Song Title

Ma tu ci sei stato al MI AMI?
Sono fatti così, vogliono esagerare. Esagerare sempre.
   31 Mag 2017   |     Redazione   |     Alessandra Stefanini   |     permalink   |      commenti
Come ogni festival che si rispetti, la tre giorni milanese del MI AMI è stata una maratona impegnativa, al punto da aver avuto bisogno di qualche giorno per riprenderci e ricostruire tutto ciò che è stato questo ormai consolidato evento musicale della primavera meneghina, nella splendida cornice del Circolo Magnolia, immerso nell’Idroscalo di Milano.

Una full immersion nella musica italiana, con i nomi più noti dell’industria indipendente nazionale, accompagnati dagli emergenti, che hanno trovato su uno dei ben tre palchi la loro chance per farsi conoscere al grande pubblico.

Parliamo di quasi più di cinquanta concerti, distribuiti dal giovedì al sabato, dalle ultime luci del giorno fino alla notte inoltrata, perché c’è una canzone per ogni momento dell’orologio; e se la musica non fosse stata sufficiente, allora MI AMI ha pensato anche a un para-festival artistico, il MI FAI, uno spin off dove arte visiva e musica si sono sintonizzate per creare uno spettacolo irripetibile.

Manifestazioni come queste sono anche un’ottima occasione per i giovani radiofonici come noi: siamo riusciti ad avvicinare artisti, strappare qualche intervista (restate connessi, presto ci saranno delle sorprese!) e anche conoscere il dietro le quinte dell’industria discografica.

Volendo ripercorrere quello che è stato il festival e la sua line up, iniziamo da giovedì: tra i nomi noti e più attesi ci sono gli Zen Circus, che hanno scaldato il pubblico del primo giorno presso il main stage Dr. Martens, lo stesso che la sera ha accolto una Carmen Consoli divina, con il “concerto zero” del suo tuor estivo, che toccherà tappe non solo italiane ma anche europee.

Sul palco Raffles si è esibita un’altra artista legata a lei direttamente, parliamo di Eva, reduce da un tour proprio con la Consoli, oltre che dal successo a X-Factor: cresce così l’attesa per il suo album di inediti previsto per l’autunno. Proseguono la serata sul Raffles nomi sempre più consolidati in Italia, come i Campos e Lucio Corsi, per chiudere poi la serata con il duo di chitarre classiche e voci Di Martino+Cammarata.

Secondo giorno, secondo giro: venerdì è stato il picco di affluenza del festival, con l’apertura anche del palco Rizla.
Questa giornata si può forse riassumere in una frase proiettata a lettere cubitali sul main stage: “Ma chi c**** è Liberato?”. Eh sì, perché oltre ai Baustelle e Giorgio Poi, che hanno letteralmente intasato il Circolo Magnolia per il numero impressionante di spettatori, la vera sorpresa è stata nell’aftershow dell’1:10, quando l’hype era alle stelle, così come la suspance e la curiosità di capire chi si celi dietro al nome Liberato e ai suoi successi 9 Maggio e Tu T'è Scurdat' 'e Me. Arrivato il suo momento, davanti a una folla sempre più nutrita, si alzano le luci e sul palco si presentano Calcutta, Izi, Priestess e Shablo…è colpo di scena! Che si sia svelato il mistero o semplicemente dato solo un po’ di pettegolezzo in pasto ai fan?

Menzione speciale per Coez, i Drink To Me, la band con cui ha iniziato a suonare Cosmo, e per i Carl Brave x Franco 126: una bomba di energia che ha smosso tutto il pubblico del festival.

Arriviamo così a sabato, che già dal programma metteva in crisi i più, costretti a farsi un piano accurato di orari per godersi tutti i nomi incredibili che si sono avvicendati specialmente tra il Rizla e il Dr. Martens.

Sul primo di questi, hanno incantato i Les Enfants, con la magia del primo album Isole e quella loro sonorità definita spesso “dream pop”; seguono i GOMMA, completamente opposti per musicalità ed energia, la cantante Ilaria domina la scena, la band la segue in un’intensità coinvolgente, mentre chi tra il pubblico già canta a memoria tutto l’album Toska.

Tempo di una corsa veloce al main stage per il Management del Dolore Post Operatorio: anche qui si canta, si salta, si balla e si urla mentre il cantante scende dal palco e la folla si stringe attorno a lui.
Sul Rizla nel frattempo arrivano i Canova (urla impazzite) e i Gazebo Penguins. Applausi, che dire d’altro?

La serata si conclude con Le Luci della Centrale Elettrica, il Magnolia che urla tutte le sue canzoni a memoria, qualcuna si innamora del tastierista e Vasco si dimostra simpatico, autoironico e di un’intensità forse più godibile live che sull’album. Segue un momento super trash con i Pop X: carta stagnola lanciata sulla folla, bastoncini fluorescenti distribuiti da Calcutta direttamente dal palco, danze sfrenate (anzi, proprio pogo) e una comparsata anche di Tommaso Paradiso.

Plauso a chi ha concluso davvero questo festival, i Demonology Hi-Fi, con quell’elettronica che ti prende e non sa fare altro che trascinarti via: sono made in Italy, ma il respiro è decisamente internazionale.
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