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Il processo Galilei al Piccolo
Il nuovo spettacolo portato in scena da Andrea De Rosa e Carmelo Rifici – attraverso una collaborazione artistica e produttiva inedita nel panorama teatrale odierno – ruota intorno ai problemi scientifici e ai grandi misteri del nostro tempo.
   17 Gen 2023   |     Redazione   |     Franco Abregu Guzman   |     permalink   |      commenti
Al teatro Strelher è andato in scena lo spettacolo "Processo Galileo", un'inedita rappresentazione drammatica dello storico processo a Galileo Galilei, evento spartiacque per la storia della scienza occidentale e per la nostra cultura. Si può dire, indubbiamente, che un evento così risonante nella storia dell'umanità non poteva che meritare una rappresentazione teatrale così originale, così coraggiosa e così carica emotivamente.

In Galileo si incarnano i valori di progresso ed ambizione dell'uomo moderno, un essere non più appartenente ad una società salda ma libero di spaziare in un universo fatto di bandiere e credenze religiose. Un uomo solo, contro ogni credenza, contro ogni ragionamento a priori, contro ogni catena del pensiero popolare e superstizioso. La condizione dell'uomo moderno è descritta perfettamente nel personaggio interpretato da Luca Lazzareschi: Galileo è colui che spezza definitivamente i cieli aristotelici, rompendo un modello di raffigurazione del mondo che per secoli aveva rincuorato "l'uomo religioso e superstizioso".

La scienza diventa il protagonista di questo dibattito fatto di battute e dialoghi estemporanei tra personaggi di epoche diverse che riescono miracolosamente a discutere del futuro della razza umana, nonostante i quasi quattrocento anni di distanza che li separa.

Il racconto, infatti, è diviso in tre atti: il prologo, ambientato nel passato storico in cui avviene il processo e la conseguente abiura: le parole del processo a Galileo del 1633, con i suoi personaggi e il suo linguaggio, fungono da punto di partenza e di irradiazione dei diversi temi in gioco – il rapporto tra la scienza e il potere, la tradizione, la coscienza. Un presente, nel quale una giovane donna, madre e intellettuale, è chiamata a raccontare per una rivista divulgativa il nuovo paradigma che la scienza sta ponendo oggi; il lutto familiare che sta elaborando provoca un cortocircuito con i dialoghi che intrattiene con uno scienziato e con sua madre, costringendola a intraprendere un viaggio più vasto, che mette in discussione la sua visione del mondo. Un futuro, nel quale ogni realismo si sgretola e i personaggi diventano le voci di un’invettiva contro un Galileo che non è più visto come solo l’imputato di un tribunale ecclesiastico, ma come il portavoce di un processo storico e culturale che ha congiunto in maniera indissolubile la ricerca scientifica alla capacità tecnica, saldando per sempre l’idea di progresso di una società alla potenza dei suoi dispositivi tecnologici. Il cannocchiale di Galileo diventa così lo strumento di una rivoluzione che, iniziata nel XVII secolo, proietta il mondo in un futuro per molti versi inquietante.

Tre storie, tre momenti uniti in un unico spettacolo. Un passato storico, in cui avviene l’abiura; un presente, dove una giovane donna indaga, partendo dalla figura di Galileo, i drammi e le visioni della scienza contemporanea; un futuro, nel quale ogni realismo si sgretola e i personaggi diventano le voci di un’invettiva contro Galileo.
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