IN RIPRODUZIONE

DA WEBCAM

ASCOLTACI!

LICENZA SIAE 202200000075 | LICENZA SCF 937/14 | C.F. 97703440152

© 2008-2022 POLI.RADIO | TUTTI I DIRITTI RISERVATI | Iniziativa realizzata con il contributo del POLITECNICO DI MILANO

Nascondi dock Mostra dock

Very Long Song Artist

Very Long Song Title

Li bardi son tornati in locanda
Non sapevate di aver bisogno di una rock band medioevale
   20 Nov 2022   |     Redazione   |     Giovanni Cassani   |     permalink   |      commenti
Una volta varcata la soglia della locanda (dove la locanda va sotto il nome di Legend Club Milano) ci siamo trovati in mezzo ad un pubblico decisamente eterogeneo ma accomunato da un’energia che non riusciva più ad essere contenuta e dallo scopo della visita: ascoltare il concerto dei più magni bardi sulla scena musicale, i BardoMagno appunto.

Nati come progetto musicale in seno alla pagina satirica “Feudalesimo e Libertà”, i BardoMagno esordiscono con li loro primo album nel 2019 e inizialmente accanto ad alcuni brani inediti si dedicano sopprattutto a reinterpretazioni in versione “medioevale” di classici della musica italiana. Medioevali o “feudali” non solo nei testi, ma anche negli arrangiamenti, dove flauti, cornamuse e clavicembali trovano posto vicino alla batteria di Fra’ Casso da Montalcino (Edoardo Sala dei Folkstone) e alle chitarre acustiche ed elettriche di Abdul il Bardo (Valerio Storch dei Nanowar Of Steel).

La satira dei BardoMagno, sia nei testi che nei siparietti sul palco è molto semplice e spesso terra terra, ma non per questo meno efficace o divertente: in un paese dove spesso regna la nostalgia per un passato ritenuto migliore, dove “si stava meglio prima”, “a quei tempi si viveva felici” e “quando c’era lui…”, perché non rimpiangere direttamente i feudi medioevali, dove “lui” era l’imperatore e non potevano esistere discriminazioni o disuguaglianze tra i sudditi poiché tutti avevano egualmente nessun diritto?

Il pubblico del concerto, che si componeva tanto di metallari quanto di famiglie con bambini, sapeva esattamente cosa era andato a vedere ed era così pieno di energia da iniziare a cantare prima ancora dell’inizio del concerto sulle canzoni trasmesse in sala, molte delle quali dei Nanowar of Steel e quindi conosciute dai fan del bardo Abdul. Dalle prime note suonate dalla band poi il pubblico non si è fermato un istante: si è cantato a squarciagola con il glam-rock medioevale di Nel mio Feudo e sulle note di Magister Barbero, si è ballato sulle hit estive Cerveza y Latifondo e Game of Signorie, ci si è commossi sulle note di Ius prime noctis e Allo kebabbo non resisto (dedicata per l’occasione ai recenti fatti di Gubbio e no, non quelli su Don Matteo).

Sul palco oltre a ai due membri storici della band anche Beroardo Arpeggiapalle (Joseph Ierace) alle tastiere e Svenwalter lo Normanno (Massimo Volontè) a flauti, cornamuse e bouzouki, i 4 hanno suonato cantato, ballato e incitato il pubblico (non che avesse bisogno di farsi pregare ad unirsi a cori e coreografie), lasciando pochi dubbi al fatto che si stessero davvero divertendo un sacco.

Dopo la data Sold Out al Legend, il tour dei BardoMagno continua a Pistoia, Roma, Torino, Venezia e Mantova.

Per sapere di più sui BardoMagno, potete riascoltare la nostra chiacchierata con Abdul il Bardo nella puntata 4x08 di CosplayLog!

bardomagno, concerti milano, legend club, nanowar of steel