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Very Long Song Artist

Very Long Song Title

Zucchero
Oro incenso & birra
   07 Apr 2022   |     Albume   |     Edoardo Vicario   |     permalink   |      commenti
Con il secondo album in studio, Zucchero tocca uno degli apici della propria carriera musicale. Infatti questo disco è una grande espressione di rhythm'n'blues con contaminazione gospel e di musica leggera. Un aspetto di questo disco su cui vale la pena soffermarsi riguarda le collaborazioni, tratto distintivo dell'artista reggiano.
L'album, pubblicato il 13 giugno 1989 e prodotto da Corrado Rustici, si apre con "Overdose (d'amore)". Questo brano vede Zucchero unire le forze con altri due artisti: Rufus Thomas e Jimmy Smith. Il primo è una figura eclettica: attore, ballerino di tip tap e comico, oltre essere un riconosciuto cantautore. Thomas è ricordato anche per essere stato il primo DJ nero a suonare i dischi di Elvis Presley, nonostante i richiami da parte delle autorità. Per quanto riguarda invece Smith, soprannominato "The Incredible", egli è uno dei più talentuosi organisti della storia, in particolare grazie al suo Hammond B3. Attivo fin dagli anni Quaranta del secolo scorso, la sua influenza si è rivelata fondamentale nella nascita del funk tra gli anni Sessanta e Settanta.
L'ultimo singolo estratto dal disco è "Madre Dolcissima", la canzone più lunga della discografia di Zucchero (7 minuti e 23 secondi). Il brano, nell'ottica delle collaborazioni, vede una consistente parte riservata a un assolo di chitarra che, nel corso degli anni, è stato interpretato da diversi musicisti. Il primo è Brian May, leggendario chitarrista dei Queen e grande amico di Zucchero. La loro amicizia è a un livello tale che, nel 1992, il cantautore reggiano partecipa al Freddie Mercury Tribute Concert in cui si esibisce con il brano "Las Palabras De Amor (The Words Of Love)" tratto dall'album del 1982 "Hot Space". Altre versioni di "Madre Dolcissima" sono state eseguite da Jeff Beck e Stevie Ray Vaughan. Il primo collabora con Zucchero per l'evento Italia Loves Emilia, concerto benefico per il terremoto in Emilia del 2012. Il secondo vede la propria interpretazione del brano incisa per la versione internazionale di "Oro, Incenso e Birra", un anno prima della sua tragica morte. Infatti, in seguito a un concerto, Vaughan si sente stanco e allora il collega Eric Clapton gli cede il posto in elicottero per ritornare in albergo, ma la serata si conclude con l'incidente dell'elicottero e la morte dell'artista.
Eric Clapton, anch'egli grande amico di Zucchero, è presente nella traccia "A Wonderful World". Per quanto riguarda invece il brano "Diamante", nome della nonna del bluesman reggiano, collabora al testo Francesco De Gregori. Quest'ultimo rappresenta le atmosfere del secondo Dopoguerra italiano e, in particolare, della vita quotidiana nella Pianura Padana. Da notare anche l'ultima canzone dell'album, ossia "Libera l'amore": brano dal testo quasi inesistente che lascia ampio spazio alla musica composta dal leggendario Ennio Morricone. Egli è vincitore di ben due premi Oscar: uno onorario alla carriera nel 2007 e l'altro come migliore colonna sonora nel 2016, con il film di Quentin Tarantino " The Hateful Eight". Per concludere, si allunghi la lista di collaborazioni grazie al magnifico sax di Clarence Clemons in relazione al brano: "Il Mare Impetuoso Al Tramonto Salì Sulla Luna E Dietro Una Tendina Di Stelle...". Clemons è uno dei più epici sassofonisti della storia, venuto alla ribalta grazie alla sua lunga collaborazione con Bruce Springsteen, presso la E Street Band. Zucchero Fornaciari trova il primo grande successo, anche internazionale, con questo album del 1989, reso memorabile anche dalle collaborazioni che lo contraddistinguono.
blues, eric clapton, musica italiana, soul, zucchero