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Un giorno di pioggia a New York
Due parole sul nuovo film di Woody Allen, in usicta il 28 Novembre
   18 Nov 2019   |     Redazione   |     Davide Quercia   |     permalink   |      commenti
C’è un ragazzo (Timothée Chalamet) dal nome che è tutto un programma, Gatsby. È eccentrico, colto, annoiato, sfacciatamente fortunato al gioco e, soprattutto, è di New York. <span style="text-decoration: line-through;">Ashley </span>Ashleigh (Elle Fanning) invece, lavora al giornale del college ed è una ragazza entusiasta e non così ingenua come potrebbe sembrare che arriva da Tucson, Arizona. I due hanno una storia al college e quando Ashley ottiene un’intervista con il regista in crisi esistenziale Roland Pollard (Liev Schreiber), questa diventa l’occasione per una romantica gita a New York. Le cose vanno ovviamente in maniera diversa da come i due giovani avevano pianificato – dopotutto, come dice Gatsby, “la città ha un programma tutto suo” – e tra incontri improbabili rigorosamente sotto l'acqua di Un giorno di pioggia a New York.

Da una decina d’anni Woddy Allen fa sempre – ok, non sempre, spesso – un po’ lo stesso film. C’è un protagonista innamorato di un’epoca che non esiste, vuoi perché appartiene al passato (Midnight in Paris), vuoi perché è un presente idealizzato (Café Society); c’è una relazione che comincia o finisce o fa entrambe le cose; c’è una città sullo sfondo ma che è anche protagonista e un po' proiezione dei personaggi che la vivono. Forse Un giorno di pioggia a New York non è niente di nuovo, però funziona davvero bene. I dialoghi traboccano ironia e sarcasmo nel classico stile di Woody – insomma, si (sor)ride parecchio – ma non mancano gli scambi densi di dramma, come la conversazione – un anticlimax per certi versi – tra Gatsby e la madre verso il finale; uno dei momenti più toccanti del film. Ma a rendere speciale questa commedia è la città che Woody Allen più di tutti è in grado di ritrarre in maniera inconfondibile: una Manhattan magnetica, piovosa, malinconica e romantica.

Woddy Allen potrà pure fare sempre – ok, non sempre, spesso – un po’ lo stesso film, ma se quel film è Un giorno di pioggia a New York, allora va bene così.
cinema, film, woody allen