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Randy Harrison: la nuova di generazione di Queer As Folk
L'attore americano racconta il dietro le quinte del reboot americano di una delle serie più longeve della TV internazionale
   03 Mag 2019   |     Redazione   |     Marta Galloni   |     permalink   |      commenti
In occasione della Fandom Vibes, convention tenutasi Sabato 27 e Domenica 28 Aprile a Milano e che ha visto come protagonisti delle due giornate diverse personalità delle serie televisive più amate, abbiamo avuto modo di farci una chiacchierata con Randy Harrison, ricordato da tutti come Justin Taylor in Queer As Folk.

Queer as Folk (USA) si tratta di una serie televisiva prodotta nel 2000 e che si basa sull’omonima versione originale inglese Queer As Folk (UK): il protagonista è Justin, un ragazzo di 17 anni che sin dal primo momento scopriamo sentirsi soffocato dalle norme della società e dalle aspettative dei propri genitori.

I temi narrativi esplorano il Coming Out, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l’adozione, la sieropositività, la discriminazione di minoranze e i diritti degli omosessuali nella loro accezione più ampia.
Justin si immerge in un mondo al quale sente finalmente di appartenere, lo fa insieme all’uomo che ama, ad un gruppo di nuovi amici, e agli aspettatori.

Queer As Folk è uno dei primi prodotti televisivi ad affrontare tematiche strettamente LGBT, motivo per cui la serie è rilevante e discussa ancora oggi e fans da tutto il mondo sono affezionati al personaggio interpretato da Randy.

Ecco come ha risposto Randy a proposito del suo personaggio, un possibile reboot e i suoi progetti correnti e futuri (you can find the English version down below!)

Ciao Randy! È molto bello incontrarti. È la tua prima volta in Italia?

Sono stato in Italia solamente un’altra volta, ma mai a Milano. Sono qui da un giorno ma per ora sta andando alla grande, quindi non vedo l’ora di visitare altro.

Queer As Folk è andato in onda 20 anni fa. Come ci si sente ad avere fans che dopo tutto questo tempo sono qui per te e ti supportano nei tuoi progetti?

La longevità dello show e dei suoi personaggi mi meraviglia tutt’ora e sapere quanto sia importante per così tante persone mi fa sentire molto grato. Credo che la maggior parte delle persone che si trovano qui oggi non abbia seguito lo show quando è andato in onda originariamente quindi è davvero fantastico che continui ad essere distribuito e che sempre nuovi spettatori lo seguano.

Il personaggio di Justin ha avuto impatto su di te?

La mia vita è stata fortemente influenzata dal personaggio di Justin mentre lo interpretavo senza alcun dubbio, partendo dal ritrovarmi sul set ogni giorno e dover accedere ad una gamma di emozioni specifiche per una lunga durata di tempo. Credo che interpretare quel personaggio mi abbia anche permesso di vivere appieno alcuni aspetti della mia personalità che prima tendevo a scrollarmi di dosso. Mi ha aiutato tantissimo a crescere. Avevo anche una ventina d’anni mentre recitavo nei panni di Justin quindi mi sentivo già profondamente cambiato nel momento in cui è finito lo show, in parte per l’esperienza stessa di lavorare in televisione per una serie che è diventata così di successo, e poi per quello che ha comportato interpretare quel ruolo in particolare. Tutto questo mi ha sicuramente fatto maturare.

Quali aspetti della comunità LGBTQ ti piacerebbe che venissero esplorati in un ipotetico reboot di Queer As Folk?

Qualcosa che è sicuramente mancato in Queer As Folk, o che non è stato possibile esplorare in quegli anni, sono i modi in cui le App hanno cambiato la nostra cultura. La tecnologia e i social media hanno trasformato la percezione di comunità e le modalità in cui la creiamo, hanno sicuramente influito sul contesto dei bar e locali gay, molti dei quali sono chiusi oggi in America o non più così popolari. Anche le interazioni tra persone gay hanno risentito di queste innovazioni.
Mi piacerebbe che venisse esplorata più intersezionalità all’interno della comunità queer, che venisse data voce a persone di colore omosessuali, persone trans; le modalità in cui i diversi gruppi marginalizzati si sovrappongono l’uno con l’altro e coesistono insieme, che venisse trattata più a fondo la tematica dell’identità di genere.
Queer As Folk era molto improntato sul genere binario quindi sarebbe molto interessante includere personaggi non binari e che si identificano in uno spettro più ampio del genere- e come questo possa intrecciarsi con l’essere gay, essere etero, bisessuali, ed in generale con l’appartenere alla comunità omosessuale ed una ancora più grande.

Nel corso della tua carriera hai recitato in diversi musical. Che sensazioni provi sul palco?

La cosa che più preferisco dello stare sul palcoscenico è conoscere a fondo la storia che stai cercando di comunicare e allo stesso tempo sentire come il pubblico ti accompagna durante questo viaggio.
Senti le risate quando hai bisogno di sentire le risate, ti rendi conto di come l’audience presta attenzione a certi momenti, riesci a sentire i sussulti. Vivi il momento più intensamente attraverso le reazioni che il pubblico ha nell’assistere allo spettacolo per la prima volta che recitando in prima persona.
Ed è assolutamente impagabile e validante.

Riesci ad immaginarti un musical su Queer As Folk?

In un certo senso sì! Purtroppo molti dei diritti di copyright sulla musica che si poteva sentire nello show sono andati persi negli anni ma la soundtrack ha sempre giocato un ruolo importante nella narrazione, soprattutto per quanto riguarda le scene nei locali, e ha fatto da sottofondo ad innumerevoli altri momenti. La colonna sonora era davvero pazzesca, abbiamo incluso artisti nuovi sulla scena musicale, alcuni non ancora popolari, altri totalmente sconosciuti.
Quindi sì, la musica è stata una parte portante dello show e si potrebbe integrare in un musical in diversi modi.

Un musical su Queer As Folk. Quale sarebbe la theme song di Justin?

Oddio, non saprei! Non so dirti quale sarebbe la theme songdi Justin ma in termini di musical c’è una canzone che i personaggi cantano proprio all’inizio, una canzone che mette in chiaro quali siano i sogni e gli obiettivi del protagonista. Tra tutti i personaggi di Queer As Folk credo che Justin ricalchi bene questo ruolo; i suoi desideri e le sue ambizioni sono genuine, in parte per la sua età, e questo si può trasporre bene in termini di musical della tradizione Americana.

Quali ruoli ti piacerebbe interpretare in futuro?

I due ruoli dei miei sogni sono Gogo in Waiting for Godoe Uncle Vanya in Uncle Vanya. La mia estetica e i miei ruoli preferiti coincidono con personaggi di una certa età quindi dovrò acquisire fiducia in me stesso e, chissà, tra 20 anni forse dimostrerò effettivamente la mia età per interpretarli! Rimangono questi due i ruoli in cui non vedo l’ora di poter recitare un giorno.

ENGLISH VERSION

Hi Randy! It’s so nice to meet you. Have you ever been to Italy before?

I’ve been to Italy one other time but I’ve never been to Milan. And I’ve only been here one day but it’s been great so far so I’m excited to explore more.

Queer As Folk has aired 20 years ago now. How does it feel to have fans all over the world still cheering you and supporting your projects?

The longevity of the show and its characters amazes me and it really humbles me how it still means a lot to people. I think a lot of the fans here are people who did not see the show when it originally aired, so the fact that it continues to be distributed and people are coming to it later on is really, really wonderful.

Has you character Justin had an impact on you?

Certainly while I was playing Justin my life was really influenced by playing that character, by showing up to work every day and having to access to very specific emotions for a long time. I also think (that) playing the role sort of helped me live out some aspects of my personality that I tend (tend to?? Lui ha ditto TEND DISCARD e bast) discard. And it helped me grow up a lot. I was also in my early 20s when I was playing it so I was a very, very different person by the time it ended, partially because of the experience of working on television and working on a show that became very successful but also the experience of playing that character definitely changed me.

What aspects of the LGBTQ community would you like to be explored in a hypothetical reboot of Queer As Folk?

I think something that QaF missed, or that it wasn’t able to explore at that time, is the ways apps have very much changed the culture. Technology and social media have changed our sense of community and how we find community, they’ve changed certainly gay bars and clubs, lots of them are closed in the states or aren’t as popular anymore. They’ve also had an impact on how gay people interact. I’d also like it to explore more queer intersectionality, more people of color who are gay , how those different marginalized groups overlap, more trans issues, explore gender. I mean, Queer As Folk was very gender binary, so exploring more non binary characters, more people who fall into a larger spectrum of gender expression and how it fits into being gay, being straight, being bi and how is that part of the gay community and a larger community in general, it’d be very exciting to see.

What’s the best thing about being on a stage in order to perform in a musical?

The best thing is when you really know the story you’re trying to communicate and you very, very affectively hear the audience go on the journey with you. You hear the laughs when you need to hear the laughs, you can tell the way the audience is paying attention to certain moments. You can hear the gasps, and you feel almost more intensely than you’re experiencing by acting it the way that the audience is experiencing the story for the first time. And that’s profoundly compelling and validating.

If they were to do a musical of Queer As Folk, can you imagine it?

Right? I can in a way! I know there’s been different music that’s been attached to the show as time goes on, I’m not sure what music people are hearing in the show now, because I know they lost their rights to a lot of the music that was initially attached to the show but I know initially the soundtrack was extraordinary and it played a huge part of the show, both in the clubs scenes, but also in the background of many, many other scenes. And we used a lot of brand new music that wasn’t popular yet and a lot of undiscovered artists. So I think music was a big part of the show, and I think there’d be a lot of ways to corporate it into a musical.

What would Justin’s theme song be?

Gosh, I don’t know! I don’t know exactly what his theme song would be but I know, sort of in musical terms, there is a song that the characters sings at the beginning, that helps establish what that characters’ big goal is, what their dreams are. I certainly think that, of any character, Justin would have the big kind of song that would be early in the show because I feel like, the character, partially because of his age, he’s sort of unadulterated in his desires and his ambitions and I think that translates really strongly into the American musical theatre vernacular.

What character would you like to play in the future?

My two dream roles are Gogo in Waiting for Godo and Uncle Vanya in Uncle Vanya. I feel like my aesthetic and my favourite roles are older men characters roles so I really think I’m going to come into my own and 20 years or whenever I start to look my age! But those are the roles I think about I’m most excited to play in the future.

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