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Design Week o Art Week?
Le perplessità che ci ha lasciato il Fuorisalone 2019
   15 Apr 2019   |     Redazione   |     Chiara Musio   |     permalink   |      commenti
Si è appena conclusa la Milano Design Week 2019 e ha lasciato un po' tutti perplessi.
Facciamo prima un po' di chiarezza.

Che cos'è il design?
Citando testualmente la presentazione della Scuola del Design del Politecnico: “Il Disegno industriale (traduzione letteraria di Industrial design, cioè di progetto per l'industria) è la pratica che sovrintende alla progettazione e valorizzazione dei prodotti industriali, integrando culturalmente le discipline di progetto (di matrice architettonica e artistica) con quelle tecnologiche (di matrice ingegneristica e informatica) e del management (di matrice economica).”

A cosa serve?
In poche parole, a risolvere qualche problema. Lo ha spiegato in modo molto chiaro Bruno Munari in “Da cosa nasce cosa” e se si cercano tre semplici parole (“processo progettuale design”) su Google ci esce proprio lo schema presente in questo libro, bello, semplice e chiaro.

Che cos'è la Design Week?
La Design Week prevede due grandi eventi in concomitanza: il Salone del Mobile, che si svolge alla fiera di Rho, e il Fuorisalone, in vari distretti di Milano. Il primo, come suggerisce il nome, prevede principalmente l'esposizione di arredamento o interni, ma in realtà, se si guardano un po' le origini, anche il secondo, ma questo, negli anni, ha previsto l'aggiunta di molte tipologie di prodotti, fino anche a stand informativi sulla ricerca di nuovi materiali. Tutto solitamente rivolto a chi è nell'ambito, come le sfilate delle varie Fashion Weeks.

Tutto questo pippone perchè?
Rispondo a questa domanda con un'altra domanda: dopo aver letto il mio pippone, vi sembra che ciò che avete visto in giro per Milano i giorni scorsi siano state esposizioni di arredamento/prodotti/ricerche/concept di design (quindi progettazione industriale o di interni), oppure installazioni di arte contemporanea?

Con ciò non voglio assolutamente dire che non ci fosse nessun prodotto “di design”. Abbiamo potuto vedere icone storiche in vari showroom come la Brionvega con il Radiofonografo di Castiglioni, oppure la poltrona Up di Gaetano Pesce, in tutte le salse negli showroom e in versione gigante in Piazza Duomo, ma anche novità, come gli Oled di LG nel distretto di Tortona, oppure oggetti prodotti con nuove tecniche come la stampa 3D, esposti al Salone Satellite, ma anche nuovi arredi fatti con materiali di riciclo o provenienti da fonti inaspettate, come Gwilen che usa i sedimenti marini come materiali per la progettazione industriale e l'architettura.

Il problema principale è che questo tipo di esposizioni, se viste in numero e in “attenzioni ricevute dal pubblico”, sono veramente poche e messe in secondo piano rispetto a installazioni o experiences che, anche se magari sono progettate tramite materiali e tecnologie innovativi, sono comunque volte a impressionare le persone o a comunicare un messaggio.
Il pubblico non esperto, così, tende a confondere le mission di design e arte, finendo per sminuire il lavoro dei progettisti e degli artisti.

Quindi, la Design Week 2019 è stata forse una continuazione dell'Art Week? E voi, che ne pensate?
art week, design week, mdw19, miart 2019