Alice viaggia, e dal XIX secolo viene catapultata nella contemporaneità con Alice’s Adventures in Wonderland, a opera del coreografo britannico Christopher Wheeldon. Al Teatro alla Scala in prima nazionale dal 21 al 30 maggio, con sette recite tutte sold out (pochi biglietti sono rimasti per la prima).
Il testo originale di Lewis Carroll conserva ancora oggi un forte potere creativo e un gusto per il nonsense, che Wheeldon sceglie di non eliminare, al contrario promettendo un’opera che sia “accessibile per un pubblico di tutti i tipi, soprattutto per il fanciullino che ancora vive dentro di noi”. Un fanciullino che si ciba di colori sgargianti, coreografie innovative che uniscono passi classici a derive contemporanee come il tip tap, e scenografie fantasiose.
Personaggi familiari costellano la produzione, dalla Regina di Cuori allo Stregatto fino alla frenetica ora del tè, ma è errato pensare che narrativamente il coreografo britannico si rifaccia pedissequamente al classico letterario: Alice è qui una adolescente che scopre l’amore, ed è circondata da personaggi che hanno fatto parte della sua biografia (ricordiamo che Alice era una persona effettivamente esistita), tra cui Lewis Carroll stesso.
La musica di Joby Talbot opta per un tono dolce ma anche nostalgico, e non è stato difficile convincere l’Orchestra della validità della proposta. Infine citazioni a balletti classici (che Wheeldon sceglie di non rivelare, riservando la sorpresa agli spettatori) completano un’opera che è definita dal coreografo un gesamtkunstwerk, prendendo in prestito dal tedesco la definizione di opera d’arte totale. Non risulta fuori luogo quindi la partecipazione di un vero e proprio consulente di magia alla produzione, Paul Kieve, per l’allestimento di illusioni magiche.
Ma come ogni magia, si tratta di far risultare semplice ciò che è difficile, con un dietro le quinte “inimmaginabile” (in senso positivo), che si articola in molteplici e veloci cambi di scena, una lavoro attoriale incentrato tanto sul passo tecnico quanto sulla gestualità e sugli sguardi, atti a restituire caratteri pieni di contrasti. Un adattamento che si fa alchimia.
Alice's Adventures in Wonderland
Dal 21 al 30 maggio al Teatro alla Scala
Coreografia Christopher Wheeldon
Supervisori coreografia Jason Fowler, Jillian Vanstone, Jonathan Howells, Michele Gifford
Musica Joby Talbot
Orchestrazione Christopher Austin e Joby Talbot
Scene e costumi Bob Crowley
Libretto Nicholas Wright
Luci Natasha Katz riprese da Simon Bennison
Proiezioni Jon Driscoll e Gemma Carrington
Direttore Koen Kessels
Con Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala
Con la partecipazione degli allievi della scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala
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Un buffet per il fanciullino dentro tutti noi