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Tredici Pietro arriva all'Alcatraz
Parole ed energia
   07 Mag 2026   |     Redazione   |     Francesca Silvestri   |     permalink   |      commenti
Tredici Pietro torna con otto date nei più importanti club italiani per il suo più grande tour fino a oggi: sul palco c’è energia e carica, e la voglia di prendersi quello che gli spetta.

6 maggio 2026, senza dubbio una data da ricordare per la carriera di Pietro Morandi, rapper e cantautore bolognese, che, partito dal freestyle e dal buon sangue ereditato (in termini di talento musicale) dalla famiglia, dopo diverse fatiche è riuscito a guadagnarsi la sua venue più grande fino a oggi, quella dell’Alcatraz di Milano.

Sicuramente complice l’ondata di successo ricevuta nel post-Sanremo, Morandi è riuscito, negli ultimi mesi, a dimostrare di saper essere un artista camaleontico e con la testa sulle spalle: partito dal freestyle, dalle produzioni in garage con Mr. Monkey, dai suoi tredici amici a San Lazzaro e dal ripudiato aiuto del padre, in pochi anni ha percorso un cammino che si è basato sull’ autenticità e, soprattutto, sulla credibilità. Non a caso, infatti, prima di arrivare al grande pubblico, Tredici Pietro era già uno dei nomi più in voga nella scena underground e uno tra i più amati anche dai più critici: apprezzato per le sue doti di scrittura, ma anche per il suo modo di performare, ha sempre dimostrato di essere capace a prendersi tutto da solo, senza voler sembrare l’ombra di chi lo precedeva.

Con, all’attivo, 5 album e svariate collaborazioni, il repertorio dell’artista spazia tra pezzi classicamente trap a ballate più dolci e introspettive, passando anche per brani di puro pop radiofonico, perfetti per il neo pubblico (anche anagraficamente più agè) guadagnato negli ultimi mesi, come “Che gusto c’è” con Fabri Fibra, uscita la scorsa estate, che ha fatto da apripista per l’ascoltatore generalista a questo nuovo nome - così da non arrivare totalmente impreparato alla kermesse ligure - oppure, ancora, “Uomo che cade”, che lo ha portato in alto alle rotazioni radiofoniche italiane per diverse settimane.

Ad assistere al live si è presentato un pubblico, perlopiù giovanile, molto variegato per gusti musicali: gruppi della vecchia guardia bolognese, amanti della scena rap, fan delle ultime uscite più pop e persino un gruppo meno giovane portato dalla curiosità post-sanremese. È lo stesso Pietro a riconoscere il proprio exploit grazie a Sanremo, al momento di introdurre una carrellata delle sue canzoni più pop, tra cui "Vestiti D’Odio" e “Che gusto c’è”.

Ed è proprio con quest’ultima canzone, ospite del recente album di Fabri Fibra, che Pietro racconta del suo padre artistico: “Mio padre non è Gianni, è Fabri”. Quindi non fatevi ingannare dall’aura apparentemente “istituzionale” data dal sangue e dalla recente consacrazione: il rap scorre puro nelle sue vene di Pietro e scevro da ogni glorificazione del successo e della violenza. Nei suoi testi l’autocompiacimento è sostituito da una profonda consapevolezza di sé e dei propri limiti. Emirates, brano sulle difficoltà di una giovinezza emarginata, mostra la grande consapevolezza delle dinamiche sociali. Il suo discorso, scevro da luoghi comuni, non perde di valore ma è arricchito dal contrasto con l’esperienza privilegiata (non per questo meno complessa) della vita dell’autore.

Ancor più potenti quattro dei cinque ospiti: IRBIS con “Serve Amore” e l’inaugurazione; Mecna con “Solamente di te”, una canzone di desiderio e rimpianto; Juli con la recentissima “Qui piangono tutti”; per ultimo, ma primo per affetto, Galeffi con “Galleggiare”. Non solo grandi nomi, ma anche una varietà di stili, generi e temi che è difficile osservare nella scena attuale. Tredici Pietro si mostra a suo agio sul palco dal pop quasi bossanova di Juli al rap parlato-cantato di Mecna. Fino a sfociare nel rap duro e crudo, per cui l’ospite d’onore è Lil Busso con “1€ al secondo”, “Sara e Sabrina” e “Bro + Bro”.

Il live di Pietro si conclude con i ringraziamenti al suo gruppo, Montesacro, Alessandro Manzi, Andrea P. e Fudasca, “Verità”, la canzone più attesa e un grandioso applauso che sembra non voler più terminare.
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