La serata delle cover di Sanremo 2026 è, per definizione, quella in cui può succedere di tutto. E infatti è successo di tutto: standing ovation, scivoloni, sorprese vere e qualche “anche no, grazie”.
Dopo aver vinto – alla conferenza stampa delle 12 – la possibilità di assistere ad alcune prove, ho passato la diretta a fare inevitabili paragoni tra quello che avevo visto nel pomeriggio e quello che è arrivato in tv e in sala stampa. Spoiler: in certi casi le prove servono eccome. In altri, no.
Ad aprire la serata è stata Laura Pausini, con la stessa esibizione vista alle cover. Occhiali discutibili (forse eredità di Dargen?), total black e guanti fucsia accesi. Il repertorio era di peso, ma né alle prove né in diretta la resa ha convinto la redazione.
Elettra Lamborghini con Las Ketchup “Aserejé”
Brano direttamente dal 2002.
Vestite tutte e quattro abbinate con pois e colori sul nero, bianco e fucsia.
Nelle prove la pensavamo così:
Bella la canzone e coreografia classica, ma tutto sommato nulla di particolare.
Tante luci ma problema con la posizione dei ballerini.
Le prove servono a questo.
Con la diretta non è cambiato molto. Indubbiamente il brano piace a tutti: tutti lo ballano e lo cantano, ma detto questo nulla di particolare.
Eddie Brock con Fabrizio Moro “Portami via”
Di questo non abbiamo visto le prove, perciò il commento viene dalla diretta.
Tanti applausi dalla sala stampa, e anche dall’Ariston sembra., anche se probabilmente sono per Fabrizio. In generale non hanno convinto la redazione.
Mara Sattei con Mecna “L’ultimo bacio”
Brano di Carmen Consoli del 2001 colonna sonora di film di Muccino.
Nelle prove la pensavamo così:
Bello l’accompagnamento musicale, ma non buona la realizzazione cantata. Non si sente una grande prestanza vocale.
Con la diretta non è cambiato molto.
Si percepisce una buona intesa tra i due, ma non basta.
Patty Pravo con Timofej Andrijashenko “Ti lascio una canzone”
"Se azzeccasse qualche nota sarebbe meglio" dice qualcuno in sala stampa. E continua dicendo " è molto brava per essere più vecchia del Festival stesso".
La redazione non è fan di questa esibizione e non l'ha apprezzata più di tanto, mi dispiace.
Levante con Gaia “I maschi”
Purtroppo alle prove non le abbiamo viste, altrimenti non ci saremmo mai ripresi. Due donne magnifiche, con una voce incredibile: un riarrangiamento molto interessante e coinvolgente.
Un’intesa fortissima tra le due: probabilmente c’è stato anche un bacio, ma la regia ha deciso di allontanare le riprese in un campo larghissimo senza dare modo di vederlo.
E' stata approfondita la questione del bacio:utte le altre esibizioni sono finite con un campo largo ed il regista si dice di essere dispiaciuto per non averlo ripreso a causa di una mancata informazione. Volendo si poteva evitare di chiudere qualsiasi esibizione con un campo largo molto brutto come questo o, se proprio necessario, aspettare un attimo prima di farlo. Non ci convince molto.
Malika Ayane con Claudio Santamaria “Mi sei scoppiato dentro il cuore”
Alle prove che abbiamo visto non c’erano, perciò ci basiamo sulla diretta. La sala stampa ha fatto partire un applauso lunghissimo: sono stati abbastanza bravi e sono riusciti a trasmettere tutta l’emozione che il brano contiene.
Ed in tutto ciò non pensavamo che Claudio sapesse cantare, ed infatti avevamo ragione: la tecnica canora pecca un po’, ma ci sta non essendo il suo .
Bambole di Pezza con Cristina D’Avena “Occhi di gatto”
Alle prove l’abbiamo pensata così.
Bello l’adattamento rock, ma è l’unica particolarità. Bella la potenza vocale, ma non ci sono chissà quali elementi memorabili.
Anche perchè Cristina già ha pubblicato un album di cover delle sue sigle dei cartoni, perciò non è n uova come cosa.
E dalla diretta pensiamo lo stesso, quindi va bene così.
Dargen D'Amico con Pupo e Fabrizio Bosso “Su di noi”
Alle prove la pensavamo così.
Standing ovation in ariston. Veramente molto bello. Un messaggio politico molto forte, coniugato perfettamente con una canzone come quella di pupo.
L’utilizzo dei sample, l’enormità dei cori e dell’accompagnamento e le parole di d’argento rendono il tutto in una maniera impeccabile.
Adesso con la diretta non cambiamo idea: la sala stampa era in visibilio. E’ piaciuto a tutti, anche in redazione. Hanno portato un messaggio fortissimo con una realizzazione molto buona.
Posso dire che, però, la resa cambia tantissimo tra il teatro e la televisione.
Tommaso Paradiso con Stadio “L’ultima luna”
Alle prove pensavamo questo.
Tanta energia, scat e arrangiamento musicale importante. L’alternanza tra vecchio e meno vecchio riesce a coinvolgere tutti anche se non si conosce la canzone. Bella esibizione
Con la diretta possiamo solo aggiungere che la gente ballava ed era intrattenuta, ma forse questo è merito più della canzone che degli artisti.
Michele Bravi con Fiorella Mannoia “Domani è un altro giorno”
Alle prove non li abbiamo visti. Michele ha una voce incredibile, ed anche la Mannoia. Non sembra esserci molto gioco di squadra, la realizzazione non è delle migliori, ma la canzone è molto bella e merita in generale.
Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band “Vita”
A sorpresa è entrato anche Gianni Morandi. Il pubblico e la sala stampa non se l’aspettavano. Purtroppo non abbiamo visto le prove di questo brano, ma meglio così: non ci siamo spoilerate una bella esibizione padre-figlio.
Va approfondita questa questione però, dal momento che ad Alessandro Gassman è stato impedito di presentare il proprio film in quando parente di un artista in gara, mentgre Gianni, padre di Tredici Pietro, ha cantato direttamente.
Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas “Il mondo”
Un inno alla vita nonostante le sofferenze. Non erano alle prove a cui abbiamo assistito. Ma che bella cover. Stupenda. Anche qui nella sala stampa riecheggiavano gli applausi. La scenografia aveva pure vere immagini dello spazio fornite dall’ESA.
Tutto molto bello
Fulminacci con Francesca Fagnani “Parole Parole”
Quest’esibizione l’abbiamo vista solo in diretta. Bellissimo il setti in bianco e nero, bravo (e bello) Fulminacci, ma la Fagnani li stonava proprio. Uno stonare non in termini musicali, ma in termini di accostamento e recitazione: il tentativo di fare la fame fatale non è riuscito a pieno, complice l’imbarazzo che la faceva ridere un po’.
LDA & AKA 7EVEN con Tullio De Piscopo “Andamento lento”
Alle prove la pensavamo così. Inaspettatamente belli, coinvolgenti ed energici. L’Ariston alle prove era in standing ovation. Tutto molto semplice, ma molto scenografico.
Molto oro e argento.
In diretta siamo coerenti con le considerazioni fatte: piacciono a tutti, fanno ballare e riescono a coinvolgere pubblico e la sala stampa.
Raf con The Kolors “The riddle”
Quello che pensavamo alle prove è stato questo. La canzone in sé è bella, quindi una bella scelta. La coreografia è carina, ma dal punto di vista di esibizione non è niente di che.
Posso dire, con grande sorpresa, che invece in diretta televisiva c’è stata una reda migliore del brano, dell’esecuzione e del trasporto.
J-Ax con Ligera County Fam “E la vita, la vita”
Alle prove la pensavamo così.
Animazioni sullo sfondo. Ale e Franz partecipano, questa è una sorpresa.
"Sembra il panel di un talk sull’aborto in Italia: 6 uomini 70enni" dicono alcune voci in sala stampa. Dic e che li ha trovati scoordinati e tutto buttato in caciara.
Anche no grazie i vecchi alla festa di paese.
In diretta le cose non cambiano.
Ditonellapiaga con TonyPitony “The lady is a tramp”
Alle prove la pensavo in questo modo. Tony simpaticissimo, con una cultura musicale assurda . Jazz di Benny Goodman, balletti… un sacco di energia. Il duo sul palco ha una grande intesa.
Stupendi.
Ora siamo in diretta ed il verdetto non cambia: una resa davvero interessante e particolare di questo brano. Anche la sala stampa non la smetteva di applaudire.
Enrico Nigiotti con ALFA “En e Xanax”
Non abbiamo visto le prove di questo brano, ma possiamo tranquillamente dire che il connubio Nigiotti - Alfa è particolare. Non a tutti piace, tipo al redattore che sta scrivendo l’articolo. Però l’esecuzione è stata buona ed in qualche modo il messaggio del brano è stato veicolato.
Serena Brancale con Gregory Porter e Delia “Besame Mucho”
Dalle prove pensavamo così. Besame mucho in questa versione jazz spacca. Esecuzione molto bella e voci molto potenti. Grande tecnica, si sente.
Dalla diretta le cose non cambiano di molto: lo stile piace, l’esecuzione è veramente forte. Ogni tanto c’è stata qualche imprecisione o comunque qualcosa che faceva storcere il naso, ma tutto sommato molto bravi.
Tanti applausi
Sayf con Alex Britti e Mario Biondi “Hit the Road Jack”
Grande festa sul palco, tanto jazz per forza di cose, ma anche del rap. É sempre il cocco di mamma e di nonna, ringrazia chi è con lui.
Luci, musica, trombe, voce.. non manca niente.
Questo è quello che pensavamo alle prove.
Dalla diretta posso aggiungere che la sera televisiva è stata ancora più forte: la sala stampa stava ballando e non riusciva a contenersi. E’ incredibile il trasporto che caratterizza questa serata di festival.
Francesco Renga con Giusy Ferreri “Ragazzo solo, ragazza sola”
Alle prove non li abbiamo visti, ma possiamo dire che sono due voci pazzesche. Un omaggio musicale bellissimo. Sono generalmente piaciuti.
Arisa con Coro del Teatro Regio di PARMA “Quello che le donne non dicono”
Palco rosso, voce potentissima e coro da brividi. Davvero la pelle d’oca ad ascoltarla dal vivo. Ha ringraziato tutti post prova. Incredibile. Ma questo era alle prove.
In diretta ancora meglio: Arisa è stata proprio brava a mostrare la sua capacità vocale, e il coro è stata una scelta azzeccata, che è riuscito ad essere il contorno perfetto.
Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci “Baila Morena”
Alle prove. Bell’arrangiamento bossa-nova alla canzone. Molto caotico verso la fine. Non sapevamo belen sapesse cantare. Bella la personalizzazione.
Ok dai
In diretta, uguale.
Sal Da Vinci con Michele Zarrillo“Cinque giorni”
Dalle prove. L’intonazione all’inizio non c’era, ma man mano la realizzazione è migliorata. Molto bravi, sicuro il pubblico più grande apprezzerà
Ora vediamo la diretta: alla redazione è piaciuta particolarmente questa cover, definendola addirittura la migliore in gara. E la sala stampa non può che essere d’accordo: grandi applausi.
Fedez & Masini con Stjepan Hauser “Meravigliosa Creatura”
Alle prove la pensavo in questo modo. Anche loro utilizzano un sample alla fine. Al cantato di masini si alterna il rap di Fedez (quello di Paranoia Airlines). L’accompagnamento ad archi è molto impattante.
Mi duole dirlo, ma sono forti
Ermal Meta con Dardust “Golden Hour”
Questa non c’era alle prove. Brano molto molto difficile, ma Ermal ce la fa tranquillamente nel ritornello nonostante delle imprecisioni nelle parti tappate. Qualche difetto di intonazione ci sta, ma vengono davvero in secondo piano rispetto alla maestosità del ritornello.
E poi mille punti in più per Durdust come accompagnamento al pianoforte.
Nayt con Joan Thiele “La canzone dell’amore perduto”
Veramente piatti. Grazie Joan per trascinare Nayt che poverino si vede che è a disagio.
Luchè con Gianluca Grignani “Falco a metà”
NO
Chiello con maestro Saverio Cigarini “Mi sono innamorato di te“
Bravo Tenco per la canzone. Mi dispiace per la resa di chiedo in questo brano. Una scelta audace e rischiosa, ed infatti ha toppato.
Leo Gassmann con Aiello “Era già tutto previsto”
Dai ci stava
La Top 10 della serata delle Cover vede, in ordine inverso:
10) Luchè
9) Dargen
8) Nayt
7) LDA
6) Sal Da Vinci
5) Tredici Pietro
4) Bambole di pezza
3) Arisa
2) Sayf
1) Ditonellapiaga
La serata delle cover resta la più imprevedibile del Festival: tra nostalgia, politica, jazz, rap e puro intrattenimento, l’Ariston si trasforma in un jukebox emotivo. E quest’anno, più che mai, le prove mi hanno insegnato una cosa: a Sanremo non vince solo chi canta meglio, ma chi riesce a trasformare tre minuti in un momento che resta.
SERATA COVER: DITO E TONY VINCONO
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