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Ai Ai non è solo Dargen D'Amico, ma un po' tutto
Cronache dalla prima serata di Sanremo 2026
   25 Feb 2026   |     Redazione   |     Luciano Oliva   |     permalink   |      commenti
La 76ª edizione del Festival di Sanremo si è aperta come si deve: la voce di Pippo Baudo ha riempito l’Ariston e un applauso fragoroso, quasi liberatorio, riecheggiava in Sala stampa. Un’intro capace di mettere tutti d’accordo e di ricordare subito che qui si gioca con la storia.

Subito dopo, l’atmosfera si è scaldata: si cantava Olly a squarciagola, segno che la voglia di Festival era già altissima. Laura Pausini, al fianco di Carlo Conti, ha condotto, e forse dovremmo fermarci qua: presenza ok, ritmo controllato, poche sbavature. Ha puntato molto sulla comicità, ma non sempre centrando il tiro.

La gara poi entra nel vivo. Ditonellapiaga con le fattezze di una bambolina accende subito la miccia: la sala stampa balla con entusiasmo, c’è foga. Michele Bravi propone un brano molto “sanremese”, più convincente rispetto alle edizioni passate, ma ancora non del tutto risolutivo.

Sayf divide: personalmente meno incisivo, ma in sala stampa è piaciuto molto. Resta bello vedere l’emozione di chi debutta su quel palco. Mara Sattei è precisa, intensa, molto brava, e Dargen D'Amico, invece, fa quello che sa fare meglio: cattura l’attenzione senza forzare, e convince praticamente tutti.

Poi segue uno dei momenti più sentiti: l’omaggio a Beppe Vessicchio. Applausi lunghi, qualche lacrima, un tributo che sa di riconoscenza autentica.
Subito dopo, l’ingresso della signora Gianna Pratesi, 105 anni, una tra le prime donne a votare nel 1946: una presenza simbolica e potente. Forse tempi televisivi dilatati, e chissà che Carlo Conti non abbia temuto per la scaletta, ma lei sta meglio di tutti noi.

Tommaso Paradiso resta nel suo solco, riconoscibile: solito? Elettra Lamborghini porta ritmo e cattura l’attenzione, anche se il sound sa di già sentito: funziona, forse proprio per quella familiarità.

Il momento AI-TIM? Idea ambiziosa, realizzazione poco felice: più esperimento che spettacolo, e non particolarmente riuscito. Un grosso no (ed una grossa spesa) che poteva essere evitato

Patty Pravo resta un’icona, ma la performance non convince: il carisma non basta sempre. Poi arriva Samurai Jay: sorpresa vera. “Ossessione” ha un sapore estivo, fresco, e in molti lo segnano come scoperta della serata anchde per il cameo con la voce di Belen.

Con Tiziano Ferro l’Ariston diventa un karaoke collettivo, uno di quei momenti che trasformano il Festival in festa popolare. Più bravo di tutti i partecipanti in gara se vediamo alle sue canzoni storiche, nella norma col nuovo singolo presentato.
Raf sembra non invecchiare mai, J-Ax convince con energia, e Gaia fa ballare davvero tutti.

Fulminacci è coerente e credibile. Levante sorprende: bravissima, tra le migliori per molti. Il duetto Marco Masini – Fedez lascia sensazioni contrastanti: Masini solido, Fedez meno convincente.
Ermal Meta conferma qualità e sensibilità, molto apprezzato.

Max Pezzali regala un altro momento karaoke in sala stampa.: la regola degli 883 non sbaglia mai.
Poi arriva uno dei picchi emotivi: Serena Brancale, con il brano dedicato alla madre scomparsa. Intensità pura, lacrime vere, uno dei momenti più toccanti della serata.

Nayt appare molto emozionato: forse non lascia subito il segno, ma merita un secondo ascolto. Malika Ayane è elegante, raffinata, e il brano si lascia ballare con naturalezza.

Grande curiosità per Eddie Brock: aspettative alte, rispettate. Sal Da Vinci è accolto con entusiasmo trasversale, in sala stampa e a casa: per molti è già il potenziale vincitore.

Enrico Nigiotti emoziona, Tredici Pietro convince senza eccessi. Chiello è molto apprezzato (forse qualche incertezza tecnica o di palco), ma la resa complessiva è forte. Le Bambole di Pezza sorprendono: energiche, capaci di emozionare, anche se qualcuno dubita della piena “live authenticity” degli strumenti.

Maria Antonietta richiama per colori e atmosfera i Coma Cose: affinità evidenti, ma personalità interessante. Leo Gassmann corretto, Francesco Renga solido, LDA e AKA 7even convincono senza strafare.

A fine maratona, arriva la classifica parziale dei primi cinque secondo stampa e radio:
Arisa
Fulminacci
Serena Brancale
Ditonellapiaga
Fedez & Marco Masini.

Il bilancio complessivo è quello di una serata lunga ma viva, con momenti emotivi forti, qualche scivolone tecnologico e tanta musica cantata insieme. Il Festival è partito con rispetto per la tradizione e un buon livello medio. E la sensazione è che le sorprese non siano finite.
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