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Il Brasile che non sapevo con i Selton
10 anni dopo Loreto Paradiso torna la festa brasiliana
   26 Gen 2026   |     Redazione   |     Alessandra Di Nardo   |     permalink   |      commenti
I Selton, all’Alcatraz di Milano, hanno portato una di quelle serate in cui, oltre a essere spettatore, ti senti parte di un momento collettivo. Tra tour e feste speciali, il live è stato un calderone del loro universo sonoro pop, indie, folk-rock, cantautorato con la voglia di far festa.

L’inizio è esplosivo, con Giulia Mei ospite sul palco. Una sequenza di brani fa ballare e cantare, con un incredibile uso di una doppia batteria, suonata in modo speculare da due degli strumentisti. Una di quelle cose che fanno impazzire i fonici, ma che poi ti restano impresse.

Non è solo festa però. Dopo la prima scarica, il concerto si fa più intimo: spazio a un trio acustico con “Estate” di Bruno Martino e “Tropicaliente”, e a intermezzi teatrali su “Karmasutra” e “CalamaroGigante”. Il momento più bello arriva quando la band scende in mezzo al pubblico per “Piccola sbronza”, prima dell’ingresso di Dente, che replica dal vivo il feat del disco.

Il finale rimette tutto in moto: una chiusura sudata e contenta, con l’Alcatraz che balla fino all’ultimo. Un live divertente e coinvolgente, capace di alternare energia e respiro senza perdere mai il senso della serata: stare insieme, farlo bene.