Stessa historia, stesso loco, stessa locanda, dopo 3 anni i BardoMagno sono tornati a calcare il palco del Legend Club Milano. Un ritorno che ha mandato rapidamente sold out la data di Sabato 22, costringendo i nostri bardi preferiti a replicare anche Domenica.
Per chi non fosse avvezzo alle gesta di questa band decisamente anomala, BardoMagno è il progetto musicale nato in seno al brand satirico “Feudalesimo e Libertà”, con un esordio discografico nel 2019 incentrato principalmente su reinterpretazioni in chiave “medioevale” di classici della musica italiana. Negli anni la formazione si è espansa, così come si è espanso il loro repertorio, con brani originali e due nuovi album: Li Bardi Son Tornati In Locanda (2022) ed il recentissimo Valvassori del BardFolk.
Medioevali nei testi, ma anche negli arrangiamenti: alle chitarre acustiche ed elettriche di Abdul il Bardo (Valerio Storch dei Nanowar Of Steel) e alla batteria di Fra’ Casso da Montalcino (Edoardo Sala dei Folkstone, in questa data provvisoriamente sostituito da “il Duca Pelli”, ovvero Federico Paulovich) si affiancano flauti, cornamuse e cittern di Svenwalter Lo Normanno (Massimo Volontè) e le tastiere più o meno antiche di Beroardo Arpeggiapalle (Joseph Ierace).
La satira dei BardoMagno colpisce e affonda quella nostalgia per un passato ritenuto migliore: in un paese dove “si stava meglio prima”, “a quei tempi si viveva felici” e “quando c’era lui…”, perché non rimpiangere direttamente i feudi medioevali? L’epoca dove “lui” era l’imperatore e l’uguaglianza regnava sovrana… nel senso che tutti i sudditi condividevano egualmente nessun diritto?
A partire dalle 21.30 i quattro bardi hanno suonato, cantato, ballato e interagito col pubblico, che non ha certo dovuto farsi pregare per unirsi ai grandi cori e alle coreografie, incitando la Giovanna D’Arco di Giovanna Pulzella a suon di “Mazzate nel nome di Dio” e unendosi ai balli “in latino Dominicani” di Clero Mania Dance.
Tra un brano e l’altro la band si cimenta in vari siparietti comici surreali, in cui si fatica a capire quanto siano degli sketch preparati o quanto siano semplicemente quattro amici cazzari a sparare la prima che gli passa per la testa, facendo fatica loro stessi a rimanere seri davanti a certe uscite.
Problemi moderni irrisolvibili come il traffico autostradale all’altezza di Fiorenzuola D’Arda, diventano un’eterna e immutabile lotta attraverso il tempo e le epoche in Terre D’Arda, durante la quale i BardoMagno organizzano il Sit-in di protesta “più inutile della storia” direttamente all’interno del locale.
I botti finali sono riservati ai grandi successi, come il glam-rock nostalgico di Nel Mio Feudo ed il grande tributo allo storico e divulgatore Magister Barbero, dove il pubblico ha decisamente esaurito le proprie corde vocali.
I concerti dei BardoMagno si riconfermano per essere un’ondata di energia, dove il pubblico più disparato passa due ore contagiato dalla forza e dalla voglia di divertirsi della band. Stasera, 23 novembre) la replica dello spettacolo al Legend, per il quale sono rimasti ancora pochi posti. Poi il tour proseguirà a Perugia, Livorno, Roma (già sold out) e Venezia.
Per conoscere meglio Abdul il Bardo, potete riascoltare la nostra chiacchierata con lui di qualche mese fa a Il Circo Volante di POLI.RADIO.
I valvassori del BardFolk
Li Bardi son tornati nella locanda Legend Club