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Bachelite Outsound Music Festival atto secondo!
le nostre interviste agli artisti della serata
   29 Giu 2018   |     Redazione   |     Patrizio Ferrari   |     permalink   |      commenti
In occasione della seconda serata organizzata da Bachelite CLab nell’ambito del festival di musica elettronica/jazz Bachelite Outsound Music Festival abbiamo scambiato 4 chiacchiere con i due gruppi che si sono esibiti nel suggestivo Giardino delle Culture: RedNeko Plane e Me, the other and.


RedNeko Plane (il “Jazz pavese”)

Trio composto da Gianmarco “Jimmi” Straniero al basso elettrico, Alessandro “il bello del gruppo” Ferrari alla batteria e Marco Scipione (già sassofonista nella band di Mario Biondi) al sassofono modificato e - volendo trovare un nomignolo anche per lui - “mente” del gruppo.

Il loro connubio artistico nasce qualche anno fa quando iniziano a esibirsi nei locali di Pavia suonando pezzi tratti dal jazz tradizionale, in seguito la loro comune passione per il rock li porta a sperimentare nuovi suoni, inserendo nel loro “armamentario” il basso elettrico e l’effettistica al sax.

Ciò che avviene nella nostra musica è figlio dei nostri ascolti” ci dice Alessandro: oltre alla tradizione rock c’è anche tanta attenzione alla contemporaneità elettronica e dunque - anche se la vista del sax potrebbe ingannare - non si definiscono un trio jazz. Anzi, non si definiscono affatto!

I RedNeko Plane infatti regalano agli attenti spettatori presenti un live di grande livello e intensità, capace di ipnotizzare e trascinare in diverse dimensioni entro cui (anche grazie al sapiente uso dell’effettistica) i suoni si trasformano, gli strumenti cambiano rimanendo gli stessi e i generi dialogano fra loro e si fondono insieme.

Dopo due anni passati a lavorare senza registrare nulla, a settembre/ottobre uscirà il loro primo album e, date queste premesse, non vediamo l’ora di poter ascoltare ancora un po’ di jazz pavese!


Me, the other and (i “delusi da questa epoca”)

L’ordine non è importante, Lorenzo e Chiara (rispettivamente percussioni-elettronica e voce) sono “Me” e “the other”, “and” invece è lo spazio lasciato libero per chi voglia collaborare con loro.

Questa è la formula proposta e la formazione che è andata in scena anche durante il live con la partecipazione ad alcuni brani di Niccolò (altra voce) e Michele al flicorno per una ensemble mutevole in cui si è spaziati da cover di Rihanna a Donatella Rettore fino a sonorità più dark-elettroniche.

Siamo delusi da questa epoca in cui non ce ne frega un… di niente”. Questo è il mood confluito nel loro primo lavoro “404 Human Not Found”, un album nato per raccontare “lo schifo” che ci circonda.

Fiducia nell’umanità persa del tutto? A quanto pare, Lorenzo e Chiara ci hanno confidato, un barlume di speranza nelle persone (nella società…ni) sembra esserci ancora.

Per farli ricredere ci sono voluti 4 mesi, 4 stati diversi e 12 concerti portati…in casa! In cambio della location “domestica” fornita dagli host in giro per l’Europa, loro non solo suonavano, ma preparavano anche da mangiare: pasta, caffè e vino (ah, l’Italia!).

A volte davanti a 6 persone, altre volte 40. “A Eindhoven sembrava di essere in un club, il padrone di casa aveva organizzato l’evento su couchsurfing” racconta Chiara.

E se i Me, the other and non hanno dubbi sul fatto che il loro prossimo album sarà “meno critico e più ottimista”, noi non ne abbiamo che anche la prossima settimana a Bachelite Outsound Music Festival ascolteremo dell'ottima musica jazz e elettronica!

Se però volete saperne di più di questi artisti, ascoltate le nostre interviste, vi basta premere play!
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