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INNER_SPACES #1 | Immersione Sonora
Il report della prima serata all'Auditorium San Fedele
   10 Feb 2016   |     Redazione   |     Alessandra Stefanini   |     permalink   |      commenti
Lunedì 25 gennaio ha preso il via INNER_SPACES 2016, la rassegna musicale e artistica contemporanea che anima gli spazi all’avanguardia dell’Auditorium San Fedele di Milano, di cui POLI.RADIO è media partner.

Abbiamo partecipato alla serata inaugurale in cui sono state presentate due opere fondamentali del repertorio musicale elettronico contemporaneo: Riverrun, di Barry Truax, e De Natura Sonorum di Bernard Parmégiani, animate dalle performance di videomapping di Andrew Quinn.

La prima parte del concerto è stata interamente occupata dalla musica, senza quei visual che sono invece alla base dell’esecuzione del De Natura Sonorum. Per quanto sia difficile inscatolare la pièce in un solo genere musicale, possiamo accostarla al noise, con proiezioni video che hanno permesso una decodifica efficace di ogni suono.

L’esperienza è stata resa coinvolgente — e soprattutto, possibile — grazie all'incredibile spazializzazione dell’Acusmonium Sator, il sistema sonoro tecnologicamente avanzato di cui l’auditorium è dotato.

Prima della performance, Andrew Quinn ci ha svelato qualche curiosità sul suo show:

Come sono stati realizzati tecnicamente i visual dello spettacolo di questa sera?


Utilizzo un programma che converte in tempo reale le informazioni audio in geometrie tridimensionali. Non c’è alcun video o diapositiva, è tutto generato istantaneamente dal software.

La parete su cui sono stati proiettati parete non è piatta, ma concava. La proiezione è stata pensata per enfatizzarne la forma?

Sì, ho scelto io quella parete. Ne ho realizzato un modello 3D sul computer, come se ogni parte di essa fosse uno specchio che ruota su se stesso seguendo la musica. È un mio concetto.

Sembra quasi una cascata…

Da un certo punto di vista lo è. Utilizzo curve e funzioni matematiche per gestire il flusso delle visuals.

Immagino che ciò che viene proiettato sia anche pensato per enfatizzare l’incredibile stereofonia dell’acusmonium, giusto?

Il segnale di origine è semplicemente una traccia stereo, gestita manualmente da Giovanni Cospito, regista dell’Acusmonium, con un software audio. Successivamente via MIDI mi invia i valori matematici con cui il mio software genera le funzioni.

In sintesi, questo primo appuntamento di INNER_SPACES è stato sensazionale. A momenti sembra di essere immersi all'interno del brano, i suoni provengono da pressoché qualunque parte dell'auditorium, con una definizione mai sentita prima. Spettacolari i visual che accompagnano perfettamente la musica, seguendo la sua evoluzione in modo lento ma efficace, come se una mente geniale avesse realizzato il video in mesi di lavoro, sapendo come sarebbe continuato il brano. Non è così, perché come ci ha rivelato Andrew Quinn i visual sono realizzati in tempo reale. Un'esperienza irripetibile, unica nel suo genere, che ha saputo andare ben oltre le già alte aspettative.

Di seguito, l'audio intervista ai registi acusmatici Eraldo Bocca e Giovanni Cospito.

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