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Sporting club story: Sebastian Vettel
Dopo 15 anni di carriera in Formula 1 il pilota tedesco ha annunciato il suo ritiro
   21 Nov 2022   |     Sporting Club   |     Ivo Pomponi   |     permalink   |      commenti
Lo sport ha avuto i suoi protagonisti e noi di Sporting Club vogliamo raccontarveli.
Ogni lunedì dalle 18 alle 20 siamo in diretta su POLI.RADIO e, commentando gli eventi sportivi, diamo sempre uno sguardo al passato, fondamentale per capire lo sport contemporaneo.
La nostra rubrica story vuole rendere omaggio, in occasione del suo ritiro, a Sebastian Vettel, 4 volte campione del mondo di Formula 1 in pista e persona meravigliosa.
Riportiamo di seguito il testo.

“Si è battuto per noi piloti, per ciò che riguarda la sicurezza, per le cose importanti per noi per cui combattere, a volte contro i più grandi boss del mondo. In un certo senso è stato come un papà di cui tutti noi piloti avevamo bisogno”. Questa frase di Esteban Ocon pronunciata ieri alla fine del Gp di Abu Dhabi, permette di capire alla perfezione quello che negli ultimi anni il pilota tedesco è diventato per i suoi colleghi e perché è così tanto amato nel paddock.

È iniziato tutto in una notte di fine Luglio, quattro mesi fa, quando Seb ha fatto il suo esordio sui social. Le ipotesi sono state diverse: chi pensava a una semplice mossa di brand, chi pensava fosse un modo per cercare di sensibilizzare sulla questione ambientale un pubblico più vasto possibile e chi invece sentiva che qualcosa non andava ed aveva ragione. Infatti, la mattina successiva, a mezzogiorno, con un video di 4 minuti Sebastian Vettel annuncia il suo ritiro dalla Formula 1.

Sebastian nasce ad Heppenheim in Assia, uno dei sedici stati federati della Germania, il 3 Luglio 1987. Non passa molto tempo però prima che Norbert Vettel, suo padre, appassionato di corse, lo mette per la prima volta su un kart, a soli 3 anni d’età. Inizierà a gareggiare nel 1995 e, come il suo idolo Michael Schumacher, lo farà nella pista di Kerpen.
Nel 1998 viene accettato nel programma giovani della Redbull e nel 2003 passa alle macchine a ruote scoperte dominando l’anno successivo il Formula BMW ADAC con 18 vittorie in 20 gare. Grazie al talento dimostrato ha l’opportunità di svolgere una sessione di test con il Team Williams nel 2005, diventare il test driver del team BMW Sauber nel 2006 e nello stesso anno scendere per la prima volta in pista in una sessione di Prove Libere diventando il pilota più giovane fino a quel momento a partecipare ad un weekend di Formula 1.

Diventa pilota ufficiale per il team BMW Sauber nel 2007 e nel 2008 si sposta alla Toro Rosso.
Sotto la pioggia, il 14 Settembre 2008 Sebastian domina il gran premio d’Italia e porta al successo per la prima volta in Formula 1 il team di Faenza, conquistando la prima delle sue 53 vittorie e diventando a 21 anni, 2 mesi e 12 giorni il più giovane vincitore di un Gp fino a quel momento.
Nel 2009 si trasferisce alla scuderia madre, la Red Bull, iniziando la sua ascesa da Golden Boy dello sport, vincendo il suo primo titolo mondiale nel 2010 e battendo il record di pilota più giovane a diventare campione del mondo, record che rimane ancora imbattuto.
Nei tre anni successivi si riconferma, vincendo ancora il titolo piloti e battendo nuovi record, come quello di più pole position in una stagione (15) e di vittorie di fila (9).

Nel 2015 decide di spostarsi alla Ferrari, con l’obiettivo di riportare la scuderia italiana al successo nel campionato piloti e costruttori che da tanto manca a Maranello.
Vettel è stato in grado di risvegliare la passione di molti tifosi, delusi e amareggiati dal disastroso 2014, facendoli sognare con l’inno tedesco seguito da quello italiano che ricordavano bei tempi andati. Seb quella Ferrari l’ha spinta al limite, ma qualcosa è mancato. La storia di Vettel in Ferrari insegna che purtroppo, i sogni non sempre si trasformano in realtà, ma possono lasciarci con l’amaro in bocca. E amaro di certo è stato il finale con Ferrari, nelle retrovie, senza supporto da squadra e media che già coccolavano il nuovo idolo monegasco così come avevano fatto con Vettel.
I ferraristi potranno comunque portare nel cuore momenti come la sua prima vittoria in Ferrari, in Malesia nel 2015, o la vittoria di Silverstone nel 2018 (con il famoso team radio “qui, a casa loro”), ma soprattutto il suo amore incondizionato per la scuderia di Maranello perché come disse in un’intervista: “Everyone is a Ferrari fan. Even if they say they are not. They are a Ferrari fans.” (“Tutti sono fan della Ferrari. Anche se dicono di no. Sono fan della Ferrari”)

Nel 2021 entra nella scuderia Aston Martin, erede della Racing Point, non esattamente in una macchina competitiva. Riesce ad ottenere un solo podio nelle due stagioni in cui correrà per la scuderia inglese, nel Gran Premio dell’Azerbaijan del 2021.

Negli ultimi anni il pilota tedesco ha dimostrato un grande impegno sociale, sia in pista che fuori. Nello scorso Dicembre, in occasione del Weekend del Gran Premio di Jeddah in Arabia Saudita, un paese ancora indietro in termini di uguaglianza, ha organizzato una gara di kart tra sole donne. Ha dimostrato anche in altre occasioni il suo impegno nella lotta per uguali diritti sfoggiando caschi arcobaleno in paesi notoriamente contrari ai diritti LGBT.
A queste battaglie si aggiungono anche quelle sull’ambiente. Ha cercato di sensibilizzare sull’argomento in molte interviste e nelle scorse settimane ha rilasciato sul suo sito una collezione di magliette a tema sostenendo che i ricavi andranno ad associazioni e progetti a cui tiene e che “anche indossare una semplice maglietta con una scritta può aiutare a sensibilizzare su certe tematiche” e che “ognuno nel suo piccolo può fare la differenza”[u][/u].

I riflettori su questa meravigliosa carriera si sono spenti in questo weekend, nel Gp di Abu Dhabi
Fin dalla conferenza stampa di Giovedì l’attenzione è stata più sul ritiro di Sebastian che sulla gara in sé. Molti omaggi social da parte di tutte le scuderie del Paddock e anche dai canali della Formula 1 stessa. Il video della sigla di apertura ha mostrato per tutta la stagione i piloti in sequenza con Max Verstappen, campione del mondo dello scorso anno, per ultimo. Per questa gara invece l’ultimo a essere mostrato è stato Sebastian Vettel.

Sabato, tutto il paddock gli ha reso omaggio con una corsa intorno al circuito in cui tutti i giornalisti, gli ingegneri e i vari addetti ai lavori hanno corso insieme a lui con una maglietta con su scritto Danke Seb. In pista invece è stato tutto sommato un ottimo weekend per il pilota tedesco che ha concluso la gara in decima posizione ed è stato nominato Driver of the Day.
Unica pecca i ritiri di Alonso e Hamilton che ci hanno privato di un finale copia di quello del 2018 che erano quello che i tifosi volevano.

Per tutti i fan e i piloti questo weekend è stato emotivamente difficile e non c’è dubbio che Sebastian lascerà un enorme vuoto sia sportivamente che umanamente in questa Formula 1 alla deriva, ma siamo sicuri che non mancherà di ricordarci che grande uomo è anche fuori dalla pista.

Ecco a voi il link per ascoltare la storia su Spotify!



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