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Sporting Club Story: Valentino Rossi
Storia del pilota italiano più vincente dopo Agostini, che ci ha fatto innamorare della Moto Gp.
   18 Nov 2021   |     Sporting Club   |     Alessandro Zito   |     permalink   |      commenti
Lo sport ha avuto i suoi protagonisti e noi di Sporting Club vogliamo raccontarveli.
Ogni martedì dalle 19 alle 20 siamo in diretta su poliradio e, commentando gli eventi sportivi, diamo sempre uno sguardo al passato, fondamentale per capire lo sport contemporaneo.
La nostra rubrica story ci porta alla scoperta dell'uomo che più ha fatto innamorare gli italiani alle due ruote: Valentino Rossi. Riportiamo di seguito il testo.


Suo papà di lui diceva: «Andavamo sul piazzale della Berloni, legavo con una corda la sua macchinina dietro al mio motorino e lo trainavo mentre faceva i traversi e il controsterzo. [Quanti anni aveva?] Forse manco due, me lo ricordo perché a due anni e mezzo ha avuto in regalo un motorino con le rotelle. Che ha tolto quasi subito.»

La passione per le due ruote a Valentino viene fin da giovanissimo, quasi a voler dire “sì, il mio futuro sarà sopra una moto”; in effetti, A Tavullia, Valentino Rossi prende confidenza con i motori fin da piccolo grazie al padre Graziano, il quale corse nel motomondiale tra gli anni 1970 e 1980, e mostra subito il suo talento.

Comincia con i go-kart prendendo la licenza con un anno di anticipo, a soli 9 anni, per poi passare subito dopo alle più economiche minimoto. Verso i 13 anni il primo salto: prova per la prima volta un Aprilia AF1 125 Futura. Nel 1993 esordisce nel campionato Sport Production, e due anni dopo vince il campionato italiano della classe 125 e classificandosi terzo nell’europeo della stessa categoria.

The Doctor (il più importante ma non l’unico dei suoi soprannomi) esordisce nel 1996 nel motomondiale, con un’Aprilia RS 125 R, trova il suo primo podio in Austria. Nello stesso anno vince a Brno, dove conquista la sua prima pole position.

Nel motomondiale 1997 passa alla squadra ufficiale Aprilia Racing e vince il suo primo titolo mondiale con 321 punti, respingendo nettamente la pattuglia di rivali giapponesi capeggiata da Noboru Ueda. A quel punto per Rossifumi (soprannome datogli in 125) non può che succede l’ovvio, ovvero il passaggio in classe 250, dove rimarrà per solo due anni, perché si sa, il suo mondo era quello della classe regina.

500 o MotoGP poco cambia, Valentino continua a vincere e stra vincere. Dal 2001 al 2005 non c’è storia, gli altri mangeranno solo la polvere. Prenderà giusto un paio di anni di pausa, per poi ritornare a vincere nel 2008 e nel 2009, anno del suo “Gallina vecchia fa buon brodo!”.

Nel corso dei suoi 26 anni di motociclismo ha combattuto con diversi rivali, sia per stile che per età; Biaggi, Capirossi, Gibernau, Stoner, Pedrosa, Lorenzo e Marquez sono solo alcuni dei tanti. Sia da giovane ma anche da anzianotto Valentino però si è sempre comportato allo stesso modo: impegnandosi al massimo e facendo capire che la vita per i suoi avversari non sarebbe stata facile. E se dopo 26 anni gli attuali fenomeni del momento (vedi Quartararo, Pecco Bagnaia) ma anche altri personaggi del motorsport (uno su tutti Lando Norris, pilota F1 McLaren) dicono che senza Valentino non avrebbero mai corso, beh, il Dottore qualcosa ha fatto; è riuscito a fare innamorare una generazione di persone a uno sport che nel futuro avrà ancora impresso il suo nome ancora per molto; uno perché la VR46Academy avrà molto da mostrare, due perché VALENTINO È LEGGENDA.



Testo e voce a cura di Alessandro Zito.
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