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Blue Horizon: Climate Change
Martedì 26 ottobre torna l'ora blu dedicata all'Oceano e alla Blue Economy: con noi in questo viaggio le strategie della FAO, TETI srl, Politecnico di Milano e Alessandro Grassani!
   25 Ott 2021   |     Blue Horizon   |     Alessandro Gibertini   |     permalink   |      commenti
In ogni regione della Terra l’umanità sta cercando di convivere con fenomeni metereologici estremi e disastrosi, la cui intensità e frequenza sono aumentate fino a raggiungere livelli senza precedenti. Ondate di caldo, inondazioni, uragani, desertificazione. Le conseguenze? Malnutrizione, mancanza d’acqua, estinzioni di specie animali e vegetali, migrazioni di massa e guerre, solo per citarne alcune. Il genere umano è comparso sulla Terra circa 2 milioni di anni fa, ma di certo non si sta preparando il terreno per una serena e pacifica permanenza: i bambini nati oggi, infatti, troveranno nel 2050 un Pianeta decisamente trasformato dalla crisi climatica ed una vita ben più complicata.

Se la Natura si sta comportando da sicario, allora chi è il mandante? Secondo il rapporto pubblicato il 9 agosto 2021 dalll’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), ovvero il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, la causa inequivocabile sono proprio le attività umane. Il baratro non è mai stato così vicino, soprattutto se non si interverrà in maniera tempestiva per ridurre le emissioni di gas serra.

È questo lo scenario in cui sta per svolgersi la COP26, il ventiseiesimo vertice annuale sui cambiamenti climatici della "Conferenza delle Parti". A partire dalla prossima settimana le Nazioni Unite riuniranno a Glasgow (UK) circa 200 leader mondiali e decine di migliaia di rappresentanti di governo, imprese e società civile per dodici giorni di negoziati finalizzati ad aggiornare i piani sanciti nell’Accordo di Parigi (2015), i cui obiettivi, oltre a non essere mai stati raggiunti, non sono neanche lontanamente sufficienti a limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. La finestra temporale a disposizione per raggiungere questo traguardo si sta chiudendo e la decade 2021-2030 sarà cruciale.

Uno degli ecosistemi più colpiti dai cambiamenti climatici è proprio l’Oceano. Non saranno quindi mari calmi quelli che sta per solcare la nostra Blue Horizon che, subito dopo il varo, verrà già messa alla prova portandovi nel mezzo di questo maelstrom climatico. Fortunatamente, a trascinarci fuori da questo vortice, ci penseranno i nostri nuovi ospiti.

La puntata si aprirà con la rubrica "Policy & Institution", in cui troveremo Germana Borsetta, consulente della Food and Agriculture Organization (FAO) all’interno del dipartimento Office of Climate Change, Biodiversity and Environment (OCB), anch’esso impegnato alla COP26. La Dott.ssa Borsetta ci farà conoscere più da vicino questa conferenza spiegandoci in che modo la FAO prende attivamente parte a questa sfida globale. Inoltre, ci parlerà di come l’impatto dei cambiamenti climatici stia compromettendo il sistema marino e costiero e di come i settori della Blue Economy stiano reagendo a questa pressione indicando la rotta delle possibili soluzioni dal punto di vista della FAO.

A seguire, in "Business & Innovation", ci collegheremo con Giuseppe Tamburrano, amministratore unico di Teti srl, start up brindisina che ha ideato e brevettato una tecnologia, tanto semplice quanto innovativa, in grado di contrastare il fenomeno dell’erosione delle spiagge: il Sistema Modulare Antierosione. Ecosostenibile, low cost e replicabile, durante la fase sperimentale il sistema di barriere posizionato sull’arenile di Paestum ha dimostrato di riuscire a bloccare il meccanismo di erosione presentandosi come attraente alternativa rispetto alle tecniche anti-erosione convenzionali, spesso costose, invasive e poco efficaci. L’intervista sarà l’occasione per comprendere le caratteristiche tecniche e il funzionamento della tecnologia, che da prototipo è diventato prodotto pronto per essere lanciato sul mercato del settore balneare.

Per la sezione dedicata ai progressi del mondo accademico giocheremo in casa. Protagonista della rubrica "Science & Research" sarà Stefano Caserini, docente del corso di Mitigazione dei Cambiamenti Climatici al Politecnico di Milano. Il Prof. Caserini ci presenterà DESARC-MARESANUS, progetto di ricerca che si avvale della collaborazione della Fondazione Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) e della startup CO2APPS e del supporto finanziario di Amundi. Il progetto è finalizzato a studiare un processo in grado di rimuovere il biossido di carbonio (CO2) dall’atmosfera e contemporaneamente contrastare l’acidificazione degli oceani, causata proprio dagli alti livelli di concentrazione di tale gas. L’idea è di sfruttare biomasse per produrre calce, generando nella stessa sede sottoprodotti energetici decarbonizzati (es. l’idrogeno), e "spargerla" nell’Oceano così da diminuire il grado di acidità dell’acqua. Conosceremo quindi lo stato di avanzamento della ricerca, la fattibilità del processo, i benefici per il comparto marino e le opportunità che potrebbero essere generate.

Chiuderemo con la rubrica "Community & Adventure", dedicata al fotogiornalista Alessandro Grassani e ai suoi lavori che documentano i risvolti sociali del cambiamento climatico. Grassani ci racconterà di "Environmental Migrants, The Last Illusion" progetto, supportato e finanziato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) delle Nazioni Unite, che lo ha tenuto impegnato dal 2011 al 2016 lungo le rotte dei migranti climatici tra Mongolia, Bangladesh, Kenya, e Haiti. Infine, conosceremo la storia di "Environmental migrants, a wall in-between", il suo nuovo progetto e naturale evoluzione della serie precedente. Questo lavoro prende vita in un contesto in cui gli stessi paesi responsabili del cambiamento climatico stanno fortificando i propri confini per cercare di bloccare l’ingresso dei migranti. Il 2016, infatti, è stato l’anno in cui è stato costruito il maggior numero di muri nella storia dell’umanità.

L’appuntamento con Blue Horizon è martedì 26 ottobre alle ore 20:00. Uno sguardo all’orizzonte per conoscere il futuro del mare, vi aspettiamo!
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