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SPORTING CLUB STORY: Kakà
Storia del golden boy rossonero, ultimo vincitore del pallone d'oro in serie A
   30 Apr 2020   |     Sporting Club   |     Alessandro Zito   |     permalink   |      commenti
Lo sport ha avuto i suoi protagonisti e noi di Sporting Club vogliamo raccontarveli.
Ogni martedì dalle 19 alle 20 siamo in diretta su poliradio e, commentando gli eventi sportivi, diamo sempre uno sguardo al passato, fondamentale per capire lo sport contemporaneo.
La nostra rubrica story ci porta alla scoperta del brasiliano più decisivo nella storia del Milan, ultimo pallone d'oro rossonero ma anche della serie A: Ricardo Izecson dos Santos Leite, in arte Kakà
Riportiamo di seguito il testo.


Brillante, versatile, decisivo. Ricardo Izecson dos Santos Leite, conosciuto come Kakà, è una leggenda, un generatore di emozioni. Il giocatore brasiliano nasce il 22 aprile del 1982 a Gama, non lontano da Brasilia. Non sa che quel 22 diventerà un numero simbolo della sua carriera, un numero simbolo della storia del Milan. Soprannominato smoking bianco o semplicemente Ricky, Kakà arriva nella compagine rossonera nel 2003, acquistato dal San Paolo per 8,5 milioni di euro, quelli che Berlusconi considera niente meno che noccioline per un giocatore del genere. Ed è vero: il suo talento sul campo emerge fin da subito, dalla prima partita giocata con l'Ancona, quando inizia a porre le basi di un legame con il Milan che durerà per sempre, fatto di vittorie e giocate sulle note di un sogno verdeoro. Il primo gol non tarda: Kakà segna di testa il 2-0 nel derby su assist di Gattuso, nella stagione che vedrà i rossoneri campioni d'Italia. Alla fine della sua carriera milanista saranno 104 le reti in 307 presenze, mica noccioline, direbbe qualcuno.
Figlio di un ingegnere civile e di una professoressa, Ricky diventa una stella del calcio europeo e il suo impegno e le sue qualità uniti a una dedizione continua si trasformano nei bagliori di trofei prestigiosi. La Champions League del 2007, storica rivincita milanista contro il Liverpool; il pallone d'oro di quello stesso anno, vinto superando Cristiano Ronaldo e Lionel Messi; la Coppa del Mondo per Club contro il Boca Juniors, il FIFA World Player. Il brasiliano è un giocatore completo e versatile, dotato di ottima tecnica ed eccellente dribbling. Un trequartista, ma anche una seconda punta, capace di segnare e fare sognare.
28 gol in 83 partite con la nazionale, nel 2002 una Coppa del Mondo. La sua carriera prende una piega complicata quando nel 2009 firma con il Real Madrid, dove passerà anni in balia di un infortunio che non lo lascerà giocare. Torna al Milan dopo quattro anni: questa, dopo tutto, rimane la sua seconda famiglia e sarà lui a scegliere di rescindere il contratto quando pensa di non poter dare più aiuto alla squadra. Ancelotti lo considera il primo giocatore dell’era moderna del calcio e Kakà tutt'oggi rimane il secondo miglior marcatore brasiliano nella storia della Champions League. Brillante, versatile, decisivo: a voi, signori e signore, Ricardo Izecson dos Santos Leite. O, come tutto il mondo lo conosce, Kakà.

Testo e voce di Francesca Grillo