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CosplayLog in missione al Romics
Una fiera con davvero tante cose
   19 Apr 2019   |     CosplayLog   |     Giovanni Cassani   |     permalink   |      commenti
Il primo articolo a nome CosplayLog, beh, giustamente si comincia parlando di un’avventura ad una Fiera del Fumetto. Perché sì, alla famigerata domanda “ma dopo che ti sei vestito in cosplay, dove vai?” la risposta è proprio “ad una fiera del fumetto”. Che poi non è vero, oltre alle fiere del fumetto ci sono raduni per soli cosplayer, altri tipi di eventi a sfondo nerd, shooting fotografici ecc… ma non divaghiamo. Ora, se a farmi la domanda di cui sopra è, ad esempio, mia nonna, la sua reazione è in genere “ah, come quella che fanno a Roma!”

Mi è successo davvero, e sono rimasto piuttosto stupito perché a me e a tanti altri colleghi cosplayer, come evento simbolo di questo mondo viene sicuramente in mente prima il Lucca Comics.

Ma per l’ascoltatore medio di telegiornali in tv, la fiera del fumetto di Roma, il Romics, è quello che riceve più attenzioni. Avvantaggiato dalla sua posizione nella capitale e svolgendosi 2 volte all’anno per 4 giorni, è l’evento comics con il più risonanza mediatica.

Mai avrei pensato di andare fino a Roma apposta per una fiera… ma per una serie di circostanze è successo che ho buttato in valigia il cosplay più comodo che avevo e sono partito per il quartiere feristico della capitale. Questa edizione si è svolta dal 4 al 7 aprile e il giorno in cui mi sono trovato catapultato lì è stato il sabato 6.

Appena arrivato l’ovvio termine di paragone che mi viene in mente è il Cartoomics, la fiera equivalente Milanese… solo che qui è tutto più grande, nel bene e nel male.

Cinque padiglioni espositivi pieni zeppi di stand dedicati, come in ogni fiera comics che si rispetti, a tutto ciò che possa rientrare nella cultura nerd e pop. Fumetti, videogames, merchandising di ogni tipo e articoli per cosplayer, Zone dedicate ai giochi da tavolo e postazioni per il gaming. Non mancano palchi e aree conferenze per lasciare spazio ad autori ed artisti. Sembra che abbia esaurito quanto da dire in merito ma si stratta in effetti del punto di forza dell’evento. A spenderci qualche ora di assidua ricerca tra i tavoli e gli espositori, io e chi era con me abbiamo trovato tutti quel qualcosa che volevamo da tempo e che altrove non avevamo trovato! Ma purtroppo questo grande assortimento si è tradotto in un ammassamento degli stand, portando ad una zona espositiva disordinata e sovraffollata.

Questo ha portato ad un fenomeno che a me dispiace sempre molto… il distaccamento della comunità dei cosplayer dalla zona espositiva. Guardandosi bene dall’andare ad ammassarsi nella folla, la maggior parte degli avventori in cosplay del Romics preferisce fermarsi “agli specchi”, nome con cui è conosciuta una parte del quartiere fieristico distaccata e priva di espositori. In questa zona i cosplayer si scattano e si fanno scattare foto, incontrano amici e si radunano, o semplicemente rimangono a passare del tempo al sole primaverile, lontani dal caos e dalla folla. Sono piuttosto sicuro che a molti dei cosplayer presenti questo non dispiaccia per nulla, anzi. A me, personalmente, che amo visitare anche le zone espositive, questa separazione che viene a formarsi dispiace parecchio… ma ehi, fiera che vai, situazione che trovi.

In conclusione si tratta di un evento per chi è disposto a buttarsi nella folla pur di trovare il titolo o l’oggetto che cercava, oppure di un evento per i cosplayer che cercano un posto dove radunarsi tutti insieme da tutta Italia. Per chi come me si trova un po’ nel mezzo, forse non è la cosa ideale… peccato, vorrà dire che la prossima volta sceglierò da che parte stare.
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