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Scusi mamma Rai, c’è del Sanremo in questa pubblicità!
Quando il Festival è una montagna russa, in cui si passa da quasi dieci artisti in un’ora, a tre poi di nuovo a dieci.
   05 Mar 2021   |     Redazione   |     Alessandra Di Nardo   |     permalink   |      commenti
La terza serata del festival si è conclusa al modico orario delle 2:03, quindi per tutti voi che siete andati giustamente a dormire o avete deciso di seguire la finale di Masterchef ci siamo noi di POLI.RADIO che ve la riassumiamo!
La serata era dedicata alle cover, ogni artista ha portato una cover di una canzone della storia italiana, chi con l’ospite e chi senza, e alcuni hanno portato un medley: sarò onesta, ci sono state delle sorprese.

Bisogna partire dall’inizio, però; primi sul palco i Negramaro che omaggiano Lucio Dalla cantando la versione integrale di ‘4 marzo 1943’, brividi. Sangiorgi, in modo neanche così sottile, esprime il desiderio di continuare la sua esibizione e canta Meraviglioso, uno dei più grandi successi del gruppo; col senno di poi la sua furbizia è innegabile, visto che la loro seconda esibizione alla fine si è svolta dopo l’1.

Finalmente poco dopo le 21 inizia la gara, con non pochi problemi tecnici. Tra microfoni, che non funzionano, e cuffie, che vanno probabilmente in ritardo di qualche battuta, ci sono delle esibizioni memorabili, alcune in bene altre…
Per non farsi mancare nulla si aggiunge un imprevisto: un incidente sulla Milano-Genova ritarda considerevolmente l’arrivo di Zlatan Ibrahimović.

Quindi ci ritroviamo con un primo pezzo del festival in cui ci sono quasi solo le pubblicità, i cantanti e qualche apparizione di Fiorello; poi passa un’ora e più in cui i cantanti esibiti sono tre, però abbiamo fatto parlare qualunque ospite si potesse recuperare. Personalmente io non ho un problema con gli ospiti, però mettere degli ospiti, che parlano di cose importanti che dovrebbero essere ascoltate da tutti dopo mezzanotte, mi sembra tanto una presa in giro… se poi il tutto è infarcito di pubblicità ogni tre per due, la situazione diventa un po’ insostenibile.

Finalmente arriva il nostro amico Zlatan che, come suo solito simpaticissimo, partecipa ad un’intervista con Siniša Mihajlović. Dalla regia mi dicono che era il momento più atteso di tutto il festival, come dimostrato dalle mille pubblicità che l’hanno tempestato. Onestamente se potessi scambiare il quartetto dell’apocalisse (Zlatan, Siniša, Amadeus e Fiorello) che canta ‘Vagabondo’ con altra pubblicità lo farei senza pensarci due volte.


Faro nella notte, figurato e letterale, l’esibizione di Achille Lauro, che nel suo terzo quadro è il POP. D’oro e argento dalla testa ai piedi statua greca nell’Ariston, l’artista, accompagnato da Emma Marrone e Monica Guerritore, è Penelope.
L’attrice interpreta un monologo, nel quale la sposa di Ulisse afferma di essere “…diventata una leggenda, un bastone per colpire altre donne, che non avrebbero saputo essere oneste, pazienti come me”, inizia poi il duetto dei due cantanti sulle note della canzone omonima tratta dall’album Pour l’amour.
Così come negli altri due quadri, Achille ci fa riflettere su questo genere e gli dà una voce, usata per affermare di essere “…condannato ad una lettura disattenta… divento banale, mi riducono ad un’idea, antonomasia di quelli come me”. Completamente declassato in quanto considerato per tutti e mica si può far pensare tutti, sono altri i generi altolocati, destinati ad una sorta di nobiltà d’ascolto, ad un giudizio, ad un gusto che i più non sembrano poter avere.

Achille Lauro si conferma re indiscusso di questo festival con 5 minuti a sera, in orari dubbi, ma che sono delle perle nascoste sotto gag sgangherate e dubbi momenti da barbiere di Amadeus e Fiorello.


Finiti gli ospiti si mette il turbo e si arriva in gran fretta alle ultime esibizioni, ma soprattutto alla classifica.
In questa serata ha votato l’orchestra, che ha messo al primo posto Ermal Meta, con la sua interpretazione di ‘Caruso’, seguito da Orietta Berti, queen vera insieme a Le Deva, che ha cantato ‘Io che amo solo te’. In terza posizione, vera rivelazione di questo festival, almeno per la nostra redazione, ci sono gli Extraliscio con Davide Toffolo che cantano ‘Medley Rosamunda’ assieme a Peter Pichler. Quarto Willie Peyote commosso alla fine di ‘Giudizi Universali’ con Samuele Bersani e quinta ma altrettanto brava Arisa che interpreta assieme a Michele Bravi ‘Quando’.

Otteniamo così la seconda classifica generale che comprende sia la giuria demoscopica che l’orchestra e che vede sul podio: Ermal Meta, Annalisa e Willie Peyote.


Sebbene questi artisti meritino le loro posizioni per la classifica delle cover non possiamo esimerci dal dirvi la nostra opinione e quindi, come sempre, vi lasciamo i nostri Top e i nostri Flop della serata!

TOP: Fulminacci con Valerio Lundini e Roy Paci. Una delle interpretazioni che ci è piaciuta di più, siamo molto felici poi che Fulminacci si sia rilassato e sia riuscito a portare anche all’Ariston tutto ciò per cui ci piace da impazzire.

TOP: Ovviamente Extraliscio con Davide Toffolo e Peter Pichler. Ma cosa volete dirgli a questi signori? È stato bellissimo, sono stati fortissimi, c’era una chitarra coi LED santo cielo!

TOP: Ghemon con I Neri Per Caso. È stato meraviglioso, un grande medley. Che devo dirvi, ho un debole per le canzoni a cappella.

TOP: Willie Peyote con Samuele Bersani. Ve lo dobbiamo spiegare? Ah no ecco.

TOP: La Rappresentante di Lista con Donatella Rettore. Questa esibizione di ‘Splendido splendente’ è stata meravigliosa, dinamica, forte, voci splendide. Non gli mancava davvero niente.


FLOP: Francesco Renga con Casadilego. No, no e ancora no.

FLOP: Francesca Michielin e Fedez. Penso che gli outfit non erano la parte peggiore. E ho detto tutto.

FLOP: Bugo con i Pinguini Tattici Nucleari. Per quanto amiamo i Pinguini non possiamo proprio dire che questa esibizione era passabile.

FLOP: Fasma con Nesli. È dura tenere botta con il confronto con Tiziano Ferro. E infatti non ce la fanno.

FLOP: Gio Evan con i cantanti di The Voice Senior. Mi dispiace ma non ce la faccio.



Visto che però è stata una serata ricca di belle esibizioni, dobbiamo fare alcune menzioni speciali:
- Lo Stato Sociale con Emanuela Fanelli e Francesco Pannofino ci hanno fatto scendere la lacrimuccia. Un’esibizione usata giustamente per denunciare la situazione dei lavoratori dello spettacolo. Molto toccante. Molto bravi.

- Måneskin. A Cesare quel che è di Cesare. A me non piacciono però hanno fatto un ottimo lavoro e la presenza scenica di Manuel Agnelli ha fatto il resto.

- Aiello e Vegas Jones. Aiello ha deciso di farsi furbo e puntare su una cosa che vende sempre: il sesso. Chiamalo scemo.


Alla fine la serata delle cover è sempre in una lega a parte, la componente di attaccamento a una canzone piuttosto che a un’altra è radicata nell’emozione di quando l’abbiamo ascoltata per la prima volta. C’è la canzone di quando eravamo bambini, quella dell’adolescenza, quella del primo Sanremo che abbiamo seguito. Stasera, però, si torna alla realtà e alla gara normale, con tutti e 26 i cantanti che si esibiranno per la sala stampa che li giudicherà.

Noi come al solito ci saremo e voi?

Baci e abbracci amici del web,
Alessandra


Copertina: Un momento del terzo quadro di Achille Lauro a Sanremo 2021

Credit: © Rai
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