IN RIPRODUZIONE

DA WEBCAM

LOADING

LICENZA SIAE 4918-I-4588 | LICENZA SCF 937/14

© 2008-2018 POLI.RADIO | TUTTI I DIRITTI RISERVATI | Iniziativa realizzata con il contributo del POLITECNICO DI MILANO

Nascondi dock Mostra dock

Very Long Song Artist

Very Long Song Title

Sul divano con godblesscomputers
Godblesscomputers racconta la sua evoluzione musicale, tra ricordi dei primi mixtapes e un tour che sta andando alla grande
   06 Nov 2017   |     Redazione   |     Philip Michael Grasselli   |     permalink   |      commenti
Quella che si è svolta lo scorso 28 ottobre al Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito di Milano è stata la terza tappa di Solchi, il tour di Godblesscomputers, noto per gli amici come Lorenzo Nada. Con lui, c’è stato il supporto di Giulio Abatangelo, membro dei Klune e dei Lev, per “chitarra, basso e bellezza” e di Federico “Ioshi” Mazzolo, batterista dei Mellow Mood, per “batteria e felicità”.


Come sta procedendo il tour? Ti aspettavi un riscontro del genere da parte del pubblico?

Lorenzo: Per ora siamo a tre date: Bologna, molto emozionante perché suonavo nella mia città; poi Livorno, anche quella super-data e poi siamo qua a Milano. Sinceramente non mi aspettavo una cosa del genere, anche se, comunque, è normale che si tenda a crescere piano piano, con l’aspettativa che aumenti il bacino di affluenza del pubblico. In ogni caso, è sempre una soddisfazione passare da suonare davanti a poche decine di persone a vari club al completo. Poi, vabbè, siamo ancora all’inizio del tour…


Come nasce Solchi? Che influenze musicali ha?

Lorenzo: Sono partito da delle registrazioni di vecchie cassette che non ascoltavo più da quand’ero bambino, visto che non avevo più modo di riprodurle. Poco tempo fa sono riuscito a digitalizzarle e sono riemersi i ricordi: difatti, il concept è quello di rendere omaggio alla mia gioventù e, soprattutto, al mio percorso evolutivo dai primi mixtape a quello che sono oggi. Per questo disco, oltre a queste registrazioni, ho attinto anche da altre persone e da altri musicisti, come Giulio.

Federico: L’ispirazione musicale proprio top è Fat Freddy’s Drop direttamente dalla Nuova Zelanda, che uniscono elementi fondamentali come reggae, dub, soul, black music ed elettronica.

Lorenzo: Ma oltre a loro, guardate che in Nuova Zelanda c’è un panorama musicale incredibile, che in Italia è ben poco conosciuto, con uno stile identificabile come Pacific Sound e con un groove pazzesco.


Ascoltando i tuoi brani, mi verrebbe in mente di inserirli come colonna sonora di qualche film. Hai mai pensato di comporre musica per lungometraggi?

Lorenzo: Sinceramente ci ho pensato spesso e se qualcuno mi proponesse di farlo, lo farei molto volentieri. Sarei più per i B movie o robe un po’ soft porn, con della trama un po’ piccante, però ricercata: ormai il porno è tutto quanto un mega-mainstream, tutto ‘sto patinato. A me piacciono più le robe in bianco e nero…

Federico: …deve avere groove (e scoppiamo tutti a ridere, ndr).


Al di là della musica, che passioni avete?

Federico: Io sono surfista. Tra l’altro ho anche mezza famiglia in Australia, quindi uno scalo in quei posticini non sarebbe male…

Lorenzo: Io sono più per la piscina, mi piace nuotare. Altre passioni? Sconfitte amorose, corsa ogni tanto, libri, serie TV.

Giulio: Io ho un po’ di passioni anche io, anche io sono appassionato di fiiii… lm, mi piacciono moltissimo!


E appena scatta quest’affermazione, vi consigliamo di andare a vedere il video per capire perché siamo esplosi tutti e quattro dal ridere!

Dopo i saluti di rito, il concerto è stato assai coinvolgente, da sold out e con groove da paura per appagare completamente il pubblico venuto da tutte le parti d’Italia: date queste condizioni, i dubbi di Lorenzo a.k.a. Godblesscomputers sul successo del tour non possono che essere sfatati in maniera categorica.


Philip M. Grasselli
federico ioshi mazzolo, giulio abatangelo, godblesscomputers, lorenzo nada, solchi