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INNER_SPACES #3 | Improvvisazioni e dissonanze
L'analisi delle performance di Bellows e Robert Lippok all'auditorium San Fedele
   24 Mar 2016   |     Redazione   |     Alessandra Stefanini   |     permalink   |      commenti
Lunedì 14 marzo abbiamo partecipato al terzo concerto della rassegna INNER_SPACES presso l’Auditorium San Fedele, una serata che ha stupito appassionati e habitué con una performance priva di visual, coinvolgendo lo spettatore dal punto di vista esclusivamente sonoro grazie alle enormi potenzialità dell’Acusmonium Sator.

La serata, come le precedenti, si è sviluppata in due momenti: i primi a esibirsi sono stati Nicola Ratti e Giuseppe Ielasi (sotto il moniker Bellows) seguiti da Robert Lippok, compositore protagonista della scena post-rock berlinese di fama internazionale; ancora una volta ogni autore ha proposto un approccio radicalmente diverso alla composizione, proponendo esecuzioni quasi completamente improvvisate.

Nella prima parte Ratti e Ielasi hanno utilizzato apparecchiature esclusivamente analogiche (synth e looper su nastro) per dare vita ad atmosfere dall'impronta più melodica rispetto agli appuntamenti precedenti della rassegna, ma dotate comunque di un forte impatto emotivo e psicologico. L’utilizzo di supporti fisici anziché digitali è stato un approccio vincente che ha dato alla performance uno sviluppo unico.

Altrettanto coinvolgente la seconda performance sonora, che Robert Lippok ha generato al momento colpendo piccoli gong e spezzando un fascio di rami; il tutto è stato poi processato con abbondanza di effetti e magistralmente diffuso nella sala dall’Acusmonium. Pur servendosi anche di suoni campionati, Lippok ha scelto di non diffondere genericamente il suono nella sala, ma di concentrarsi su alcuni punti specifici dell’auditorium, dai quali una serie di suoni difficilmente distinguibili e a volumi elevati ha volutamente generato disagio nell’ascoltatore.

Di seguito le interviste agli artisti per comprendere al meglio le loro performance.



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