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Oscar 2016: i pronostici prima dello show
È finalmente giunta l'ora di Leo? L'analisi approfondita dei nostri esperti in attesa della notte d'oro di Hollywood
   28 Feb 2016   |     Start Rec   |     Daniele Bellè   |     permalink   |      commenti
A qualche ora dall'inizio della diretta dal Dolby Theatre, il team di esperti di Start Rec fa le sue previsioni. Chi porterà a casa l'ambita statuetta?

MIGLIOR FILM
Vincerà → Revenant
Il tifo di Irene → Mad Max: Fury Road
Avrebbe dovuto esserci → 45 anni

Nell'anno degli Oscar senza veri capolavori — fatta eccezione per Fury Road, troppo sfrontato, visionario e di genere per convincere l'Academy a premiarlo — il vincitore più probabile resta The Revenant, nonostante una concreta povertà di storia e di interpretazione da parte del seppur blasonato attore protagonista, oltre che di tutto ciò che rende un film, appunto... un film. Ne verrebbe premiato l'eccessivo tecnicismo, che lascia lo spettatore al freddo come se si trovasse tra quelle stesse nevi del Missouri. Nel complesso, il film che più meriterebbe è senza dubbio La grande scommessa, insieme di recitazione, regia, montaggio, spunti interessanti e ritmi narrativi decisamente riuscito. Non grideremmo allo scandalo se vincesse Spotlight, perfettamente confezionato ma forse mancante di quel famoso qualcosa in più che tanto ci fa palpitare in queste occasioni.

MIGLIOR REGIA
Vincerà → Alejandro González Iñárritu per Revenant
Il tifo di Irene → George Miller per Mad Max: Fury Road
Il tifo di Luca → Lenny Abrahamson per Room
Avrebbe dovuto esserci → Sean Baker per Tangerine

George Miller è un pazzo: a Cannes è stato paragonato all'Honey Badger, il quale semplicemente «doesn't give a shit». George Miller è un genio. Un visionario. Un uomo senza paura. Ha saputo creare, con due soldi e nessuna vera esperienza registica, il più sensazionale universo post-apocalittico quando ancora non ne esisteva uno, ispirando qualsiasi altro universo dello stesso tipo sia venuto dopo. Vede il mondo con gli stessi colori dei suoi occhiali arancioni, e ci ha regalato il più grande capolavoro action degli ultimi trent'anni. Ah, l'ultimo era sempre suo, The Road Warrior. Sull’altro versante, purtroppo la sceneggiatura prevedeva che a metà film l'occhio di Lenny Abrahmson uscisse dalla "stanza": ma finché all'interno è stato magistrale. Il più grande coraggio dell’anno è stato però quello di Sean Baker che con tre iPhone 5s ha girato un film intero.

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Vinceranno → Tom McCarthy e Josh Singer per Spotlight
Il tifo di Irene → Alex Garland per Ex Machina
Il tifo di Luca → Pete Docter, Meg LeFauve, Josh Cooley e Ronnie Del Carmen per Inside Out
Avrebbero dovuto esserci → Yorgos Lanthimos e Efthimis Filippou per The Lobster

Il più grande insegnamento della vita quest’anno ce l’ha dato il cinema: non bisogna essere, sempre, necessariamente, felici. L’insegnamento va a grandi e piccini anche se a dircelo è un film Disney–Pixar, Inside Out. Peccato però che lo sviluppo narrativo ricalchi il sottovalutato, incredibile, Ralph Spaccatutto; se la giocano così ad armi pari Spotlight ed Ex Machina: due film diversissimi ma gestiti entrambi come dei thriller. Per la portata innovativa, il nostro tifo va al secondo.

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Vinceranno → Adam McKay e Charles Randolph per La grande scommessa
Il tifo di Irene → Adam McKay e Charles Randolph per La grande scommessa
Il tifo di Luca → Phyllis Nagy per Carol


La grande scommessa è un film piuttosto incredibile: questo premio è suo. Brooklyn, nel suo essere dramma romantico per i pomeriggi passati a stirare davanti a Canale 5, è un film ben confezionato, sceneggiatura compresa — firmata dallo scrittore cult Nick Hornby — giunto alla sua seconda nomina all’Oscar dopo un film non dissimile, An Education. Caso più unico che raro che nella cinquina ci siano due donne: l’applauso va soprattutto a Phyllis Nagy che adatta un romanzo che fece scandalo negli anni ’50, tripudio di sottotesti ed eleganza, a partire dalle sue interpreti.

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Vincerà → Leonardo DiCaprio in Revenant

Irene e Luca tifano per → Eddie Redmayne in The Danish Girl
Avrebbe dovuto esserci → Michael Caine in Youth (La giovinezza)

Leo verrà premiato nell'anno della sua interpretazione peggiore, mancante di tutto quello a cui ci ha abituati in vent'anni di onorata carriera in cui ha saputo — soprattutto in questo ultimo periodo — scegliere le pellicole che riuscivano a sporcargli quel visino d’angelo che non invecchia mai. In un mondo bello e onesto, dove non si premia soltanto per evitare putiferi sui social, Eddie Redmayne avrebbe in tasca il suo secondo Oscar consecutivo. Fatta eccezione per il giovane britannico, i rivali di Leo non sono assolutamente temibili, a partire da Michael Fassbender snobbato per Shame e non riconosciuto per 12 anni schiavo.

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Vincerà → Brie Larson in Room
Il tifo di Irene → Saorsie Ronan in Brooklyn
Il tifo di Luca → Charlotte Rampling in 45 anni
Avrebbe dovuto esserci → Emmanuelle Bercot in Mon Roi


Brie Larson ci regala l'interpretazione della vita, e questo non sarebbe assolutamente da mettere in dubbio se la seconda parte del film non buttasse al vento tutto ciò che ha seminato nella prima. Saorsie Ronan — 21 anni — già candidata all’Oscar per Espiazione, è la vera scoperta di quest'anno: sullo schermo è un incanto, coi suoi profondi occhi blu, la sua delicatezza e naturalezza che ci fanno vivere come un sogno una vicenda umana che avrebbe potuto scadere nel cliché, durante la quale non esce mai di scena.

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Vincerà → Sylvester Stallone in Creed

Il tifo di Irene → Sylvester Stallone in Creed
Il tifo di Luca → Tom Hardy in Revenant
Avrebbe dovuto esserci → Jacob Tremblay in Room

Tra i competitor, Tom Hardy è l'unico meritevole di Oscar: non sarebbe uno scandalo se vincesse, nel ruolo del crudele — ma nonostante tutto, credibile e razionale — Fitzgerald ha saputo oscurare senza troppe remore il meno convincente DiCaprio. Ma questo è l'anno di Sly: riprende il ruolo di Rocky arricchendolo di una dolcezza, fragilità e umanità che non aveva mai saputo donargli. Scandalose le esclusioni del piccolo Jacob Tremblay, Michael Keaton e Steve Carrell, decisamente più a fuoco di Bale e Ruffalo.

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Vincerà → Alicia Vikander in The Danish Girl
Il tifo di tutti → Alicia Vikander in The Danish Girl

Irene avrebbe preferito che l'attrice svedese fosse candidata (e vincesse) per Ex Machina, tra i nomi di quest'anno resta comunque la più meritevole. The Danish Girl, povero in trama, sceneggiatura e contenuti, si basa totalmente sulle interpretazioni dei due attori principali. Una barocca, leziosa, istrionica; l’altra — di contrasto — incredibilmente spontanea. Kate Winslet finora l’ha scampata alle cerimonie di premiazione dove non l’aveva come rivale: se vincesse sarebbe il secondo Oscar a sette anni dal precedente.

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
Vincerà → Inside Out
Il tifo di Irene → Anomalisa
Il tifo di Luca → Inside Out

Sette gli Oscar vinti dalla Pixar dal quando è nata la categoria del film animato; se ne aggiungerà presto un ottavo contro il quale nessuno può far nulla. Peccato per l’esperimento psicologico/psichiatrico in stop-motion del duo Johnson–Kaufman, prima candidatura per un film di animazione vietato ai minori.

MIGLIOR FILM STRANIERO
Vincerà → Il figlio di Saul (Ungheria)
Il tifo di Luca → Il figlio di Saul
Avrebbe dovuto esserci → Il Club (Cile) ma anche È arrivata mia figlia! (Brasile)

Palma d’Oro mancata a Cannes 2015 ma Gran Premio della Giuria, Il Figlio Di Saul è un’opera prima da inchino senza cappello: sperimentale, coraggiosa, dolorosa; sarebbe il secondo Oscar per l’Ungheria dopo il Mephisto dell’81. La Francia ne ha già troppi ma nonostante ciò Mustang gli sta alle calcagna. Peccato per due pellicole sudamericane che nemmeno hanno fatto la shortlist di gennaio: l’attacco al cattolicesimo di Larraín Il Club e il remake in chiave comedy di Teorema di Pasolini ad opera di Anna Muylaert.

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Vincerà → Amy di Asif Kapadia
Il tifo di tutti → Amy di Asif Kapadia
Avrebbe dovuto esserci → The Wolfpack di Crystal Moselle

I sei fratelli Angulo rinchiusi in casa dal padre — terrorizzato all’idea che potessero essere inquinati dal mondo esterno — cresciuti a pane (neanche troppo) e DVD di Tarantino, non sono piaciuti all’Academy che non ha preso in considerazione il documentario The Wolfpack nemmeno quando ha elencato i film semifinalisti. Amy non ha dunque concorrenza, e menomale! Snobbato per Senna, Asif Kapadia si rifà con una storia raccontata attraverso infinito materiale di repertorio e voci fuori campo e musiche inedite, a dimostrazione del fatto che si può fare del cinema di finzione anche con della realtà.

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Vincerà → Emmanuel Lubezki per Revenant
Il tifo di Irene → John Seale per Mad Max: Fury Road
Il tifo di Luca → Emmanuel Lubezki per Revenant


Anche il terzo Oscar consecutivo a Chivo Lubezki sembra essere cosa fatta, e forse è una delle poche candidature veramente meritate di Revenant in quanto è lui il vero regista della pellicola ( il film è costruito sui movimenti di camera). Per Irene nulla ha eguagliato Fury Road quest'anno, ma a suo sfavore potrebbe giocare la tanta postproduzione impiegata sui colori, saturi che neanche Pushing Daisies. Da menzionare anche la fotografia dell'ultima "fatica" di Tarantino, film tanto brutto quanto visivamente incredibile.

MIGLIOR MONTAGGIO
Vincerà → Margaret Sixel per Mad Max: Fury Road
Il tifo di Irene → Margaret Sixel per Mad Max: Fury Road
Il tifo di Luca → Hank Corwin per La Grande Scommessa

La moglie di George Miller, Margaret Sixel, è pazza almeno quanto il marito. E non potrebbe essere altrimenti. Incomprensibile qui la nomination a Revenant, ma molte altre nomination sono incomprensibili. Da segnalare il montaggio di Spotlight, film perfetto sotto molti punti di vista, e de La grande scommessa, vera boccata d'aria fresca quest'anno (nonostante l'argomento trattato).

MIGLIOR COLONNA SONORA
Vincerà → Ennio Morricone per The Hateful Eight
Il tifo di tutti → Ennio Morricone per The Hateful Eight

Avrebbero dovuto esserci → Junkie XL per Mad Max: Fury Road e Ryuichi Sakamoto + Alva Noto per Revenant

Liberatosi del trio non candidabile da regolamento per Revenant, "Inio" (cit. Tarantino) Morricone se la deve vedere con una sequela di veterani che comincia col nome di John Williams (cinquanta nominations, cinquanta!), che di Oscar ne ha già vinti, continua con Thomas Newman — che di Oscar non ne vince mai — e si conclude con Carter Burwell per le musiche migliori dell’anno. Insieme a quelle di Morricone, donate al peggior film diretto da Tarantino. E viviamo in un mondo in cui esiste Grindhouse: a prova di morte.

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
Vincerà → Lady Gaga per “Till It Happens To You,” da The Hunting Ground
Il tifo di Irene → J. Ralph e Antony Hegarty per “Manta Ray”, da Racing Extinction
Il tifo di Luca → The Weeknd per “Earned It”, da Cinquanta sfumature di grigio

Avrebbe dovuto esserci → Tessa Thompson per “Grip”, da Creed

Il soft-jazz di Norah Jones in “Mean Ol' Moon” per Ted 2, la finta spy-song dal finto spy-movie Spy, le hit “Squeeze Me” dei N.E.R.D. da SpongeBob e “Flashlight” da Pitch Perfect 2, tutte fuori dalla cinquina per far spazio al peggior tema di 007 mai realizzato (per il peggior film del franchise da molto tempo a questa parte, ndr.) e alla “Simple Song” lirica e senza speranze da Youth. Secondo noi vincerà Gaga, meritandolo, in quello che può considerarsi il suo anno d'oro.

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Vinceranno → Chris Corbould, Roger Guyett, Paul Kavanagh e Neal Scanlan per Star Wars: il risveglio della Forza

Il tifo di Irene → Andrew Jackson, Dan Oliver, Andy Williams e Tom Wood per Mad Max: Fury Road
Il tifo di Luca → Rich McBride, Matthew Shumway, Jason Smith e Cameron Waldbauer per Revenant


Star Wars rischia di tornare a casa a mani vuote questa sera, giocandosela ad armi pari con Fury Road: contro la palla rotolante del primo e le roboanti esplosioni del secondo resta solo l'orso che azzanna e quasi scuoia Leonardo DiCaprio, diventato ormai celebre quanto l'attore di Titanic. Irene cerca di essere obiettiva — segnatevi questo giorno — e decide che per il massiccio utilizzo di CGI e per tecnica di realizzazione, Il risveglio della Forza meriterebbe più degli altri candidati.

MIGLIORI COSTUMI
Vincerà con merito → Jenny Beavan per Mad Max: Fury Road
Il tifo di Irene → Jenny Beavan per Mad Max: Fury Road
Il tifo di Luca → Sandy Powell per Cenerentola e Carol

Qui non c'è storia, l'Oscar andrà nel Valhalla. Da menzionare i costumi di Paco Delgado per The Danish Girl, tanto classici quanto splendidi. Luca spera in Sandy Powell per entrambi i film a cui è candidata, dal momento che non può tifare Dante Ferretti per le scenografie di Cenerentola e per quello che ha fatto al cappotto in Carol.

E ora — in attesa della cerimonia — tirate fuori i taccuini, l'appuntamento è per le 2:30 ora italiana.
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