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Siamo andati a sentire Lo Stato Sociale al Carroponte
...e ci abbiamo scritto un saggio breve.
   13 Giu 2018   |     Redazione   |     Marta Maria Boffelli   |     permalink   |      commenti
Venerdì 8 giugno 2018, insieme alla mia fedele compagna Alessandra Di Nardo (che da ora in poi verrà presentata al pubblico lettore come Ale, e basta), sono stata al Carroponte (Milano - ma non MilanoMilano, Sesto San Giovanni) al concerto di quei pazzi squinternati che siamo abituati - e se non lo siete, dovreste abituarvi - a conoscere come Lo Stato Sociale (che poi sono Albi, Bebo, Carota, Checco e Lodo).

Da poco ho iniziato a lavorare (ah ah ah ah ah non pagata) in una grande radio di cui non farò il nome, nel marketing. Non illudiamoci, ovviamente sono una mezza sega con numeri e statistiche, però ho imparato una cosa molto importante per chi lavora con i soldi nelle aziende: i cambi merce sono utili, comodi e fanno felice chi ne fa uso.
Per chi non dovesse sapere cos’è un cambio merce, gli basti sapere che funziona alla stessa stregua di un baratto: soggetto 1 offre un servizio a soggetto 2 in cambio di prodotti e/o pubblicità da parte di quest’ultimo. In parole povere, citando Google, il cambio merce è una pratica all’interno della quale va a crearsi una situazione in cui tutte le parti guadagnano e nessuno perde qualcosa.
Così, mentre uscivo da lavoro per andare a sentire i regaz, ho pensato che, se volessimo seguire il ragionamento contorto che ho partorito mentre mi alzavo per cedere il mio posto a una tipa sul tram, andare ai concerti di una band o di un artista che ti piace, è un po’ come essere uno dei due soggetti dei cambi merce. Qualcosa dai sempre, che sia questo qualcosa soldi, tempo o energie, ma altrettanto guadagni.
Io e Ale abbiamo guadagnato qualcosa da questo live, e andrò ad illustrarlo di seguito. Dividerò la descrizione in brevi atti che poi corrispondono ai titoli delle canzoni in scaletta, così, giusto per essere originale come i jeans della Monella Vagabonda nel 2007.

Opening Act: aprono il concerto I Botanici, come support band. Io e Ale non sappiamo neanche una canzone, però ci facciamo un selfie con loro sullo sfondo e li filmiamo per metterli negli highlights delle nostre Instagram Stories.
*SPOILER: segue ragionamento intelligente*: se dovessero un giorno diventare famosi famosi, avremo un RVM a supporto della nostra dichiarazione “Noi li seguivamo prima che fossero mainstream”.
Allego link a supporto di questa tesi per chi non avesse capito bene: https://it.wikipedia.org/wiki/Sarcasmo.

+++ LO STATO SOCIALE SI PALESA SUL PALCO DEL CARROPONTE +++
Seguono urla, applausi, almeno trecento Instagram Stories si levano verso il cielo all’unisono, uno di un metro e ottanta si posiziona esattamente davanti a me, urlo “NOOO”, è comprensivo, si sposta, ci vedo di nuovo.

Atto Primo - Mi Sono Rotto Il Cazzo: sì, lo so, è uno statement che molti di noi vorrebbero tatuarsi in fronte, ma in questo caso è la canzone con cui Lo Stato Sociale apre il suo concerto. Penso “andiamo bene, manco hanno iniziato, già si sono cacati di cantare”, poi però sembrano presi bene, quindi mi ricredo.

Atto Secondo - Buona Sfortuna: raga qui mi gaso tantissimo, inizio a pogare da sola (“pogare” nei limiti di un essere umano di un metro e cinquantasette, ovviamente, che praticamente significa sculettare male). Ale, che ci vede bene, fa video fighi. Io, ormai, ho rinunciato a vedere bene perché un altro genio altissimo (ma ai concerti va solo gente alta?) si piazza davanti a me. Grazie al video di Ale scopro che Carota ha fatto una ruota sul palco. Riguardando il video mi ricorda tantissimo quella pubblicità della Lines dove la ragazza voleva fare la deejay ma non la prendevano perché aveva il ciclo e quindi non poteva fare la ruota ma poi si metteva l’assorbente giustissimo e improvvisamente volteggiava come Nastia Liukin a Pechino 2008. Comunque Carota sembra atletico quasi se non più di Carlotta Ferlito di Ginnaste Vite Parallele, quindi tutto sommato io e Ale siamo soddisfatte della sua performance. Voto 10 (perchè è anche bono n.d.r.).

Atto Terzo - In Due É Amore In Tre Una Festa: anche qui avete sbagliato, non è la nostra proposta di intrattenimento sessuale rivolta a Albi, no. É il titolo di un’altra loro canzone, anche se riconosco che il testo “sono dieci stagioni che ti amo” possa trarre giustamente in inganno. In ogni caso, quando parte il perepereperepepe tutti ballano male. Credo che avere il ritmo e la coordinazione di Bruno Vespa sul palco di Ballando Con Le Stelle sia un requisito fondamentale per procedere all’acquisto dei biglietti dei concerti de Lo Stato Sociale.

Atto Quarto - C’eravamo Tanto Sbagliati: credo che mia madre abbia ripetuto la stessa frase a mio padre 20 anni fa quando, dopo aver incrociato una collega con la figlia per mano vestita da ballerina, ha dovuto dire “Questa invece è mia figlia”, mentre salutavo la signora stringendo tra le mani una sberla di focaccia con l’unto (che, ricordo, è indicatore di bontà e qualità) che mi colava dalle dita.

Provando ad essere seri, C’eravamo Tanto Sbagliati è una canzone che ti verrebbe voglia di urlare in faccia ai supponenti, agli arroganti, agli egoisti, ai presuntuosi, agli impiegati alle poste, “a chi non ha iniziato niente e a te dice che è finita”.

Atto Quinto - Socialismo Tropicale: altro pretesto per ballare male. Che poi basterebbe inserire la voce “ballare male” nel contesto più ampio del ballare generale, visto che non penso di aver visto un singolo cristiano quella sera muoversi con non dico decenza ma almeno un briciolo di criterio.

Atto Sesto - Fare Mattina: non so perché, tra i miei amici (se vi state chiedendo “ma quali amici?”, vi pregherei di non infierire) c’è questa opinione condivisa che le canzoni de Lo Stato Sociale siano di due categorie: o cazzone, o politiche.
BREAKING NEWS: i cinque figlioli scrivono anche canzoni tristone e innamoratissime con i controcazzi. Voi l’avete scritto “E vorrei averlo perso quell’attimo in più, per lasciarti andare meglio”? No? C.V.D. (= Come Volevasi Dimostrare, non Che Vita Dimmmerda).

Atto Settimo - La Musica Non É Una Cosa Seria: Vostro Onore, qui io e Ale ci sentiremmo di non concordare con la considerazione appena fatta dai regaz. La musica è una cosa incredibilmente seria e importante. Comunque bravi bella canzone.

Atto Ottavo - Sono Così Indie: non sappiamo cosa abbia ispirato il testo di questa canzone. Forse le quattordicenni che ascoltano Michelle dei Beatles e postano su Instagram “90’s bitch” / “I was born in the wrong era”.
Sono Così Indie è un inno al buon senso, in un periodo dove essere normali è la forma più alta di decenza.

Atto Nono - Facile: “Con te, la vita è così facile da essere impossibile”. Albi, Bebo, Carota, Checco e Lodo: non ditelo a noi che per essere felici e ascoltare la nostra band prefe abbiamo dovuto attraversare mezza Milano su una metro senza aria condizionata.
(*momento in cui realizzo che è meglio tenere per dopo i miei insulti contro l’Azienda Trasporti Milanesi - ATM per gli """amici""")

Atto Decimo - Amarsi Male: salti, urla di gioia, voci stonate, di nuovo Instagram Stories, tanti premi e cotillon.
Io e Ale a-m-i-a-m-o Amarsi Male. Proprio a noi ci piace. Raga: di brutto.
Ma-col-cielo-al-suo-poooosto-in-una-città-trafficataaaaaaaaa…

Atto Undicesimo - Te Per Canzone Una Scritto Ho: dalla sintassi interessante, il periodo si presenta come titolo di una canzone amabile, incredibilmente rappresentativa per quanto riguarda la situazione sentimentale mia e di Ale: “ho scritto una canzone per te, ma eri distratta”. Che poi per noi è distratto, perché abbiamo interessi sessuali differenti rispetto a quelli dei regaz (*momento in cui inizio a sentire il disperato bisogno di sinonimi della parola regaz*). In ogni caso, cambiando una vocale, tutto torna.

Atto Dodicesimo - Seggiovia Sull’Oceano: prima di cantare questa canzone Lodo dice: «Questa canzone è per tutti quelli che non hanno vissuto abbastanza per vivere una serata bella come questa».

Ricordate il discorso di prima sui cambi merce? Ecco, è qui, in momenti come questi, che il baratto funziona.

INTERVALLO (Raga sono diciotto atti senza contare l’Opening Act e i novantadue minuti di applausi finali + premiazione, uno stacco pubblicitario è necessario): questo è il momento - che arriva sempre, o almeno per me, ai concerti - in cui io comincio a non respirare più. La gente pare essersi concentrata tutta nel metro quadrato in cui sto io, quindi mi ritrovo con uno zaino marca Eastpak nelle costole, una transenna nella schiena, una madre urlante nell’orecchio sinistro, i capelli di una davanti in bocca. Dall’alto del mio workshop di teatro di 2 ore in terza elementare, sfoggio le mie doti di attrice e, con un’interpretazione di cui al Piccolo Teatro parlano ancora, fingo un malore improvviso e riesco a farmi regalare una bottiglietta d’acqua dalla sicurezza. Dal cast di Un Posto Al Sole ricevo un biglietto di complimenti accompagnato da un contratto a tempo indeterminato come protagonista della fiction.

Atto Tredicesimo - Eri Più Bella Come Ipotesi: finito il mio momento di gloria alla Mario Merola, arriva il mio momento di gloria alla Luca Giurato. Infatti, al posto di “sei tu il tuo tempo migliore” riesco a cantare “sei tu il tuo giorno migliore”.
Ale mi guarda con giustificato ribrezzo e dice: “Sei riuscita a sbagliare la frase più famosa e inflazionata de Lo Stato Sociale”. La pazienza è la virtù dei forti, e infatti, superata la prova ballo, la staffetta con passaggio del testimone e la prova canto con inedito, al secondo ritornello ci piglio giusto.

Atto Quattordicesimo - Medley: a prima vista ci è sembrato un karaoke. Per non sbagliare, chiedo alla regia di mandare la gif di Carlo Verdone che chiede “’N CHE SENSO?”.

Atto Quindicesimo - Io, Te e Carlo Marx: tra il karaoke che avrebbe fatto invidia ai peggiori bar di Casalpusterlengo e l’inizio di questa canzone, i ragazzi ricreano sul palco una scritta, ALDRO VIVE. Il 9 giugno, il giorno dopo, Bebo scrive su Facebook:
“In molte e molti ieri si domandavano -data la giovane età - perché fosse comparsa la scritta ALDRO VIVE sul nostro palco. La scritta comparirà ogni concerto per questo motivo:
Il diciottenne Federico Aldrovandi la sera del 25 settembre 2005 viene ucciso da quattro poliziotti, a colpi di manganello e percosse.
La vicenda è stata insabbiata e nessuno di quei quattro ha mai visto un giorno di carcere.
Ci dispiace per loro perché la nostra memoria è la vostra condanna.”.

Atto Sedicesimo - Niente di Speciale: registriamo in data 08/06/2018 il decesso di Marta Boffelli, nata a Milano il 29/11/1995. Tra le cause della morte si ipotizza l’affogo nel mare delle sue stesse lacrime.
E niente raga ho pianto. Non sarà indie, ma io ai concerti piango. Da morì. Questa è la mia preferita. You do the math.

Atto Diciassettesimo - Una Vita In Vacanza: vi ricordate quando andavate in gita con la scuola in pullman, che facevate le barricate in ultima fila e cantavate “se-facciamo-un-incidente-muore-solo-il-conducenteeee”? Ecco. Anche Lo Stato Sociale è andato in gita, solo che è andato a Sanremo. Al Festival della canzone italiana. Sono arrivati secondi, e la canzone la sapete. É quella della vecchia che balla.

Atto Diciottesimo - Cromosomi: i miei genitori mi hanno cresciuta insegnandomi che l’importante nella vita è essere sempre onesti, con se stessi e con gli altri. E io voglio essere onesta, questa canzone non l’ho ascoltata perché prima di iniziare Albi ha detto che sarebbero andati “là in fondo”, che poi era il banchetto del merch, a fine concerto, quindi ho costretto Ale ad abbandonare la nostra postazione, levandoci a malincuore la transenna dalla schiena, per ottenere una prima fila al firmacopie-fai-da-te. Alla fine niente, ho speso 25€ per la maglietta.
Loro non li abbiamo visti, nel caso qualcuno di voi avesse anche solo il minimo dubbio che la vita potesse averci regalato una botta di culo.
Tranquilli: no.

Durante i 92 minuti di applausi io e Ale ci siamo dirette verso la metro di Sesto Marelli M1 per prendere l’ultimo treno.
Ale cammina molto veloce e io non ho più l’età per starle dietro.

Però mi sono divertita, grazie regaz. Io e Ale vi vogliamo un sacco bene.


Premiazione
: vince la coppia numero 3.



Marta Boffelli
carroponte, lo stato sociale, primati, saggio breve, una vita in vacanza