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We'd love to be Blondie
le i'm not a blonde ci presentano il loro ultimo album
   19 Gen 2018   |     Redazione   |     Chiara Papèra   |     permalink   |      commenti
Il duo electro-punk delle I'm not a Blonde rilasceranno il 26 gennaio il loro ultimo album che annovera importati collaborazioni quali Gian Maria Accusani (Prozac+, Sick Tamburo).

Chiara "Oakland" Castello e Camilla Matley presenteranno “The Blonde Album” il 25 gennaio al Biko e noi le abbiamo raggiunte per parlare della nascita dell'album, della problematicità di scrivere in inglese in Italia e della loro evoluzione stilistica.

Il nome del vostro gruppo "I'm not a blonde" ci suggerisce la lingua in cui scrivete ossia l'inglese: questo ha comportato delle delle difficoltà per la ricezione in Italia?

Chiara: sicuramente in Italia il cantare in inglese è un limite dal momento in cui decidei di cantare in inglerse ti sei tagliato fuori una fetta di spazi di visibilità. D'altra parte la nostra è una scelta espressiva alla quale non volevamo rinunciare. I'm not a Blonde per adesso parla e si esprime in inglese, poi chissà.

Camilla: Diciamo che forse non è neanche solo una scelta,Chiara è Italo americana e quindi deriva anche dal dal background.

Chiara: Sicuramente io ma anche tu siamo cresciutie ascoltando musica anglofona, andare in italiano sarebbe non tanto naturale per noi.

Camilla: Anche se possiamo svelare il fatto che per questo disco in realtà anche noi abbiamo provato a cantare alcuni di questi pezzi in italiano, ci siamo messie in gioco su questa cosa. Abbiamo fatto provini ma la verità è che le canzoni erano diverse, non erano più la stessa cosa e poteva essere bello brutto ma non eravamo più noi.

Com'è stato concepito questo nuovo album, da cosa da cosa ha preso inizio?

Camilla: Ha preso inizio da un momento di vacanza: eravamo in questa casetta di campagna dove ogni tanto ci ritiriamo a fare prove e lì abbiamo iniziato a buttare giù le prime idee dell'album. Poi da quel momento alla chiusura dell'album è passato parecchio tempo, sono partite delle prime bozze altri pezzi quindi è stato un po' uno sviluppo. A uncerto punto avevamo concluso tutti i provini e abbiamo riflettuto sul fatto che questo album e quello precedente erano comunque scaturiti sempre e solo dal nostro mondo quindi abbiamo sentito la necessità di coinvolgere e di far entrare un po' in questo processo creativo anche una figura esterna. Proprio per tornare indietro al discorso dell' italiano una delle prove di questi pezzi scritti in italiano ci ha ricordato un pezzo di Prozac+.

Chiara: Il pezzo nello specifico era "A Reason" un po' Punk anni 90 in qualche modo. Sull'onda di quello abbiamo pensato di coinvolgere proprio Gian Maria Accusani (Prozac+, Sick Tamburo). Sentivamo che i pezzi potevano avere uno step ulteriore proprio a livello di limatura di scrittura. Lui è stato estremamente sensibile e carino a rispettare quella che era la nostra natura

Di seguito il podcast con l'intervista completa
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