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Impressioni a caldo sul festival di Chiaverano
   18 Lug 2017   |     Redazione   |     Alessandra Stefanini   |     permalink   |      commenti
Dicevamo che “A NIGHT LIKE THIS” fa rima con estate: spensieratezza, buona musica e una pausa nel verde a prezzi popolari. E così è stato. Un festival internazionale, giunto alla sua sesta edizione, di musica indipendente e arte.

La formula di quest’anno prevedeva una lineup distribuita su due giorni, venerdì e sabato, più una domenica sul lago per potersi riprendere in pace dalle grandi emozioni.

Obiettivo principale di questo festival: far scoprire nuovi artisti che, magari, l’anno prossimo troverete in tour per tutta l’Europa.

Deap Vally, The KVB e C+C=MAXIGROSS (Radio City 2016 vi dice niente?) hanno inaugurato il primo giorno del festival, una serata tranquilla senza troppe pretese, partecipazioni contenute, forse per non mobilitare il borgo e i loro abitanti per due giorni. Il festival infatti si svolge presso Chiaverano, strade piccole e strette, con possibilità di parcheggio poco più fuori. Le navette fanno il lavoro sporco con grande frequenza, in modo da non intasare le strade che vengono chiuse per l’occasione.

Si deduce che l’organizzazione del festival possa aver puntato tutto sulla serata di sabato, grandi nomi, uno dietro l’altro sviluppati sui tre palchi. La formula funziona: l’intero pubblico del festival ha modo di ascoltare artisti diversi - dal più grande palco delle Colline al palco del Quieto vivere passando per il palco dell’Esploratore - evitando di perdere performance e tempo, giusto il quello di recuperare una birra per il live successivo.

La serata comincia alle 18:00 con Ylenia Lucisano e prosegue fino a notte fonda. Il primo a scaldare la scena sul main stage è Giorgio Poi, che torna da solista dopo essere stato a Chiaverano nel 2013 con la sua band Vadoinmessico. A seguire, sul palco si presenta una camicia azzurra con i fenicotteri rosa: è quella del romano Gazzelle che coinvolge e divide il pubblico, noi cominciamo a spruzzare antizanzare e urliamo "ma che ne sanno gli altri". Ritroviamo sempre la sua splendida camicia più in là nella serata tra il pubblico di Carl Brave x Franco126, duo rap, di Roma anche loro, penalizzati dall’acustica ma sicuramente riconosciuti da un pubblico molto caloroso [a breve seguirà l’articolo con la loro intervista prima del live].

Tornando al Main Stage, una volta rodata la macchina inizia la serata: subito dopo Julie’s Haircut, con un live strumentale di tutto rispetto, inizia un super show per Of Montreal che scandisce lo spettacolo con più cambi abiti delle presentatrici di Sanremo. Finale con il botto per Demonology con special guest Cosmo che han fatto ballare tutta Chiaverano con un po’ di profondo drum and bass.

Dagli altri palchi, la nostra scoperta della serata è sicuramente Liede che sembra un ragazzino di 17 anni e invece ne ha 10 in più: sta trovando un suo stile e se continua così sicuramente ne sentirete parlare ancora. Le sue parole “Ma quest’anno al mare ad agosto // Non mi ci vogliono mandare” ci tengono ancora compagnia.

A night like this ha pensato anche agli spiriti giovani ed energici con un afterparty di musica elettronica nel campeggio: per noi la giornata era stata lunga e intensa ma possiamo dire con certezza che Fricat e Balera Favela Soundsystem abbiano chiuso alla grande questo festival alle prime luci del mattino.

Cos’altro ci è piaciuto?

Le splendide bancarelle per artisti, illustratori, artigiani che si fondono sempre tanto bene in questi contesti musicali. L’iniziativa green per cui, consegnando 10 bicchieri di plastica te ne davano uno di vino. Risultato? Non c’era neanche un bicchiere per terra. E tutti erano molto più sorridenti.

Davvero interessante l’idea di puntare anche sul pomeriggio presso il lago Sirio: qualche live, tranquillo, con le birrette in modo da tenersi già in zona per la serata. Noi abbiamo goduto della musica di Vikowski e di An Early Bird, che abbiamo avuto modo di conoscere nel tragitto in macchina con BlaBlaCar. Forse qui non trova un grande pubblico ma all’estero sanno sicuramente riconoscergli il talento.

Nota d’onore per la comunicazione sui social del festival che si è preoccupata, tra le puntualissime informazioni, di fornire anticipatamente le raccomandazioni che farebbe tua madre come: portati l’antizanzare, portati la felpina che alla sera fa freddo e stai tranquillo, che per bere e mangiare spenderai poco.

Ci torniamo l’anno prossimo?

Gabriella Berardi & Alice Fada
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