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73rd Golden Globes: previsioni
Vincitori e vinti secondo cinefili e teledipendenti della redazione
   11 Gen 2016   |     Start Rec   |     Luca Fontò   |     permalink   |      commenti
A poche ore dalla cerimonia di premiazione, i tre appassionati di cinema e tv di POLI.RADIO si sbilanciano con il loro toto-Globe:

Cinema

Miglior film drammatico
Carol
Mad Max: Fury Road
Revenant – Redivivo
Room
Il Caso Spotlight

Riuscirà Mad Max: Fury Road a vincere la più importante statuetta della serata? Irene e Daniele ci sperano: ma sarebbe difficile per un film di genere battere il classicista Carol. Scommettere contro la vittoria di Spotlight però vorrebbe dire inimicarsi ogni book-maker del globo, e non ce la sentiamo. Auspichiamo però, in attesa di raggiungere il Valhalla, che sia l'Interceptor a spuntarla. Anche solo per gridare «witness me» e spararci dello spray argentato in bocca.

Miglior attore in un film drammatico
Bryan Cranston ne L'ultima Parola – La Vera Storia Di Dalton Trumbo
Leonardo DiCaprio in Revenant – Redivivo
Michael Fassbender in Steve Jobs
Eddie Redmayne in The Danish Girl
Will Smith in Zona D'ombra

È il suo anno, Facebook smetterà di farci dell'ironia, Tumblr smetterà di partotire meme: Leonardo DiCaprio riceverà il suo primo Oscar – di Golden Globes ne ha già due. Le sue chance oggi sono così alte che pensare anche solo il contrario pare sia contro la legge. Impossibile per noi non augurarci la vittoria di Bryan Cranston, attore incredibile che avrebbe meritato il successo molto, molto prima. Incognite Redmayne e Fassbender, due rossi da tenere sott'occhio.

Miglior attrice in un film drammatico
Cate Blanchett in Carol
Brie Larson in Room
Rooney Mara in Carol
Saoirse Ronan in Brooklyn
Alicia Vikander in The Danish Girl

Ha il nome di un formaggio e la ricordiamo solo come la ex fidanzata di Scott Pilgrim o la sorella di Amy Schumer – ma qui pare abbia fatto il salto di qualità: Brie Larson quest'anno vince, eccome se vince, nella categoria più grassa, battuta, interessante, interessata della serata. Abbiamo recentemente scoperto che Saorsie si pronuncia Sersha (grazie a Ryan Gosling), per cui abbiamo deciso di aggiungerla come potential upset. Siamo discordi solo su chi dovrebbe vincere: la sorprendente Alicia Vikander per Luca & Irene, la già citata Larson per Daniele.

Miglior film commedia o musicale
La Grande Scommessa

Joy
Sopravvissuto – The Martian
Spy
Un Disastro Di Ragazza

Difficile mettere insieme un cast stellare e non farne uscire una gran boiata: con La Grande Scommessa Adam McKay ci è riuscito. Indubbiamente la miglior commedia tra quelle candidate, anche se Daniele non si sbilancia troppo e punta su un più sicuro The Martian, se non altro per una questione di nomea (e di incassi, gli fa notare Luca) (ma è andato egregiamente al botteghino anche Spy).

Miglior attore in un film commedia o musicale
Christian Bale ne La Grande Scommessa
Steve Carell ne La Grande Scommessa
Matt Damon in Sopravvissuto – The Martian
Al Pacino in Danny Collins
Mark Ruffalo in Teneramente Folle

Matt Damon sta antipatico a tutti, ma qualcuno quest'anno vuole proprio premiarlo. Irene non ci sta e punta tutto su Steve Carell: posto che lo apprezzasse anche quando era un quarantenne vergine, nelle ultime due stagioni ha dato prova di qualità interpretative davvero notevoli. Ma Christian Bale accanto a lui non è da meno nel ruolo del genio (ribelle?) che preannunciò il crollo di Wall Street. Ah ma c'è anche Mark Ruffalo.

Miglior attrice in un film commedia o musicale
Jennifer Lawrence in Joy
Melissa McCarthy in Spy
Amy Schumer in Un Disastro Di Ragazza
Maggie Smith ne La Signora Nel Furgone
Lily Tomlin in Grandma

Anche su Amy Schumer non possiamo spendere parole di lode, ma è la it girl del momento e sembra volersi accaparrare tutto. A Irene e Luca basta batta la Lawrence, dei cui ruoli da 40enne a 25 anni francamente non se ne può più. I due coinquilini e il loro ospite sono però tutti concordi nel dire che l'outsider meritevole di successo sia Melissa McCarthy, protagonista di una delle commedie meno pretenziose e più divertenti degli ultimi anni.

Miglior attore non protagonista
Paul Dano in Love & Mercy
Idris Elba in Beasts Of No Nation
Mark Rylance in Il Ponte Delle Spie
Michael Shannon in 99 Homes
Sylvester Stallone in Creed – Nato Per Combattere

Lo vogliamo dare sto Golden Globe a Sly? No? Dai che poi si arrabbia. Nel dubbio tifiamo silenziosamente e azzardiamo una vittoria di Mark Rylance per la più composta, educata performance dell'anno. Ci stupisce l'assenza di Tom Hardy (che seppellisce Leonardo da vivo, spoiler), ormai uomo preferito dell'accoppiata, ma chissà mai che l'Academy…

Miglior attrice non protagonista
Jane Fonda in Youth
Jennifer Jason Leigh in The Hateful Eight
Helen Mirren ne L'ultima Parola – La Vera Storia Di Dalton Trumbo
Alicia Vikander in Ex Machina
Kate Winslet in Steve Jobs

Con la doppietta in due ore di qualche anno fa, Kate Winslet è fuori dal gioco. Idem Helen Mirren, che fu due regine in una sera. Riuscirà quindi la madre di Amanda Clarke in Revenge a sbaragliare la concorrenza? Secondo noi sì. Occhio alla bravissima Vikander – e se facesse doppietta pure lei?

Miglior regista
Todd Haynes per Carol
Alejandro González Iñárritu per Revenant – Redivivo
Tom McCarthy per Il Caso Spotlight
George Miller per Mad Max: Fury Road
Ridley Scott per Sopravvissuto – The Martian

Ci sarebbero almeno mille ragioni per cui stasera dovrebbe vincere George Miller. Ma si farebbe l'alba, e vi toccherebbe perdervi la cerimonia. Quindi tifiamo con molta poca compostezza, supponendo però che a spuntarla sarà Ridley Scott (vi ricordiamo che è sì quello di Blade Runner… Ma è anche quello di Exodus, così), tallonato dal solito Iñárritu. Sorprende ma nemmeno poi tanto l'assenza di Adam McKay, la cui regia sincopata e vagamente documentaristica è forse ancora troppo avanti per i giurati. (Finalmente ci siamo liberati di David O. Russell ndr).

Miglior sceneggiatura
Emma Donoghue per Room
Tom McCarthy & Josh Singer per Il Caso Spotlight
Charles Randolph & Adam McKay per La Grande Scommessa
Aaron Sorkin per Steve Jobs
Quentin Tarantino per The Hateful Eight

Qui si tocca un tasto dolente: in questa casa si parla il verbo di Sorkin. Ci andiamo piano puntando su Spotlight e La Grande Scommessa, ma la speranza c'è. Dal suo bilocale a piano rialzato però Luca urla: Emma Donoghue!, elogiata dalle masse per la trasposizione del suo romanzo e poi lentamente dimenticata dietro a script storicamente impegnati. Ah ma c'è anche Quentin Tarantino.

Miglior colonna sonora
Carter Burwell per Carol
Alexandre Desplat per The Danish Girl
Ennio Morricone per The Hateful Eight
Daniel Pemberton per Steve Jobs
Ryuichi Sakamoto & Alva Noto per Revenant – Redivivo

Carter Burwell pare essersi superato con la colonna sonora di Carol, ma ci sono nomi che ci stanno più a cuore. Per Luca & Irene l'inossidabile Ennio Morricone, in questo caso forse non all'altezza dei lavori precedenti, ma che meriterebbe un Globe solo per non starsene in panciolle a godersi la pensione. Per Daniele l'occasione è di quelle ghiotte: un duo elettronico come Ryuichi Sakamoto & Alva Noto, che potrebbero ripercorrere i passi di Trent Reznor e di Atticus Ross.

Miglior canzone originale
Love Me Like You Do da Cinquanta Sfumature Di Grigio
One Kind Of Love da Love & Mercy
See You Again da Furious 7
Simple Song #3 da Youth – La Giovinezza
Writing’s On The Wall da Spectre

Due parole: Paul Walker. Sì ma altre due parole: Brian Wilson. Assente Lady Gaga, in prima fila per l'Oscar per la canzone di The Hunting Ground e qui snobbata come musicista, ma candidata come attrice. Se vincesse il magro Sam Smith sarebbe il secondo 007 a trionfare nella categoria. L'Italia riunita attorno a David Lang per la magra candidatura de La Giovinezza sorrentiniana.

Miglior film d'animazione
Anomalisa
Il Viaggio Di Arlo
Inside Out
Snoopy & Friends – Il Film Dei Peanuts
Shaun The Sheep

Finalmente è giunta l'ora di un film d'animazione per adulti, oltretutto vietato ai minori di 18. Ma la Pixar ha sfornato un film (di due) quest'anno che è il titolo più visto del nostro Paese, la pellicola onnipresente nelle classifiche del meglio dell'anno, un campione d'incassi che la critica già a Cannes scrisse come pezzo di storia.

Miglior film straniero
Dio Esiste E Vive A Bruxelles (Belgio)
El Club (Cile)
The Fencer (Finlandia)
Mustang (Francia)
Figlio Di Saul (Ungheria)

Chi ha seguito Start Rec (tutti i venerdì in diretta dalle 17:00 alle 18:30, spam) conosce ognuno di questi titoli e sa bene che il 38enne László Nemes, ungherese, alunno del bislacco Béla Tarr, col suo film d'esordio ha piegato in due la giuria del Festival di Cannes che gli diede il secondo premio più importante della kermesse: se esistesse giustizia Figlio Di Saul sarebbe anche nella cinquina dei migliori film drammatici – ma giustizia non esiste, soprattutto in questa categoria, per cui il neo-cult belga Dio Esiste E Vive A Bruxelles potrebbe schiacciare anche l'Orso d'Argento El Club.

Televisione

Miglior serie drammatica
Empire
Game of Thrones
Mr. Robot
Narcos
Outlander
Casual

Mr. Robot è senza alcun dubbio il migliore prodotto televisivo del 2015: scrittura, fotografia, recitazione e attenzione al dettaglio uniti a un concept originale e senza paura di cadere nel politicamente scorretto. Empire tuttavia continua a raccogliere critiche positive, nonostante il creatore Lee Daniels abbia fatto arrabbiare Sean Penn. Stupiscono le assenze di Better Call Saul e The Affair: la prima raccoglie in maniera egregia l'eredità di Breaking Bad, senza ripercorrerne necessariamente la strada; la seconda ha regalato una stagione coraggiosa, ben recitata e scritta in modo impeccabile: trovatemi dialoghi migliori che in The Affair e vi pago da bere.

Miglior serie commedia o musicale
Mozart in the Jungle
Orange Is the New Black
Silicon Valley
Transparent
Veep

Veep è ormai un'istituzione, un meccanismo perfettamente oliato che quest'anno si è arricchito di un attore di cui tutti noi sentivamo la mancanza: Hugh Laurie. Attenzione a Mozart in the Jungle, divertente e ben scritta. I nostri cuori sono però coi nerd di Silicon Valley, ora alle prese con la vera vita da imprenditori.

Miglior mini-serie o film per la televisione
American Crime
American Horror Story: Hotel
Fargo
Flesh and Bone
Wolf Hall

Fargo si conferma la serie di grande qualità che aveva dimostrato d'essere un anno e mezzo fa: stavolta il passo è stato ancora più lungo ed azzardato, con storyline complesse e una scrittura ancora più originale. Occhio a Flesh and Bone, miniserie Starz che strizza l'occhio a Black Swan senza cadere nell'imitazione.

Miglior attore in una serie drammatica
Jon Hamm in Mad Men
Rami Malek in Mr. Robot
Wagner Moura in Narcos
Bob Odenkirk in Better Call Saul
Liev Schreiber in Ray Donovan

Meriterebbe in assoluto Rami Malek, la cui performance nelle vesti dell'hacker Elliot Anderson vince a mani basse su tutto. Sarebbe in parte giusto vedere premiata l'ultima fatica di Jon Hamm nei panni di Don Draper, degna conclusione di un lungo percorso più caro ai critici che agli spettatori. Stupisce l'assenza di Dominic West, il Noah Solloway di The Affair. Irene sostiene che a portarsi a casa il globe sarà Malek, mentre Daniele crede nella vittoria istituzionale di Hamm.

Miglior attrice in una serie drammatica
Caitriona Balfe in Outlander
Viola Davis in How to Get Away with Murder
Eva Green in Penny Dreadful
Taraji P. Henson in Empire
Robin Wright in House of Cards

Miglior attore in una serie commedia e musicale
Aziz Ansari in Master of None
Gael García Bernal in Mozart in the Jungle
Rob Lowe in The Grinder
Patrick Stewart in Blunt Talk
Jeffrey Tambor in Transparent

Per noi bisserà Jeffrey Tambor con Gael García Bernal lì vicino, anche se meriterebbe Aziz Ansari (ex Parks and Recreation).

Miglior attrice in una serie commedia e musicale
Rachel Bloom in Crazy Ex-Girlfriend
Jamie Lee Curtis in Scream Queens
Julia Louis-Dreyfus in Veep
Gina Rodriguez in Jane the Virgin
Lily Tomlin in Grace and Frankie

Attualmente la Louis-Dreyfus non teme rivali quando si parla di comedy, ma la Rodriguez ha già stupito l'anno scorso e c'è chi dice ci siano tutte le carte per vederla replicare.

Miglior attore in una mini-serie o film per la televisione
Idris Elba in Luther
Oscar Isaac in Show Me a Hero
David Oyelowo in Nightingale
Mark Rylance in Wolf Hall
Patrick Wilson in Fargo

Chi l'avrebbe mai detto Patrick Wilson sarebbe diventato tanto bravo? Già far parte del cast di Fargo sembrava essere stato il colpaccio del secolo, ma il suo Lou Solverson versione 1979 convince e regala tranquillità in una stagione che ricorda più Non è un paese per vecchi che non il film a cui si ispira. Tra i competitor sicuramente David Oyelowo, attore in stato di grazia.

Miglior attrice in una mini-serie o film per la televisione
Kirsten Dunst in Fargo
Lady Gaga in American Horror Story: Hotel
Sarah Hay in Flesh and Bone
Felicity Huffman in American Crime
Queen Latifah in Bessie

Kirsten Dunst, assente dal grande schermo da ormai qualche tempo, sceglie la strada del piccolo schermo e ci regala una delle sue performance migliori: l'apparentemente ingenua Peggy Blumquist, che da parrucchiera del Midwest si trasforma in donna realizzata e senza scrupoli. Con il consorte Ed (Jesse Plemons) rappresenta l'unico spunto comico di Fargo 2, decisamente più cupa della stagione precedente. Vincerà meritando di vincere, ma deve stare attenta all'incognita Gaga.

Miglior attore non protagonista in una serie
Alan Cumming in The Good Wife
Damian Lewis in Wolf Hall
Ben Mendelsohn in Bloodline
Tobias Menzies in Outlander
Christian Slater in Mr. Robot

Dopo anni di serie cancellate dopo pochi episodi, Christian Slater si distingue in un ruolo enigmatico ed essenziale in questa prima stagione di Mr. Robot, facendo da perfetta spalla al semi-sconosciuto ma eccezionale Rami Malek. Tra i competitor, il più probabile antagonista sembra essere Alan Cumming, da anni candidato ma mai premiato per il suo Eli Gold in The Good Wife. Tra gli assenti illustri, impossibile non citare il superbo Jonathan Banks, tornato a ricoprire il ruolo di Mike Ehrmantraut nel purtroppo ignorato spin off di Breaking Bad, Better Call Saul.

Miglior attrice non protagonista in una serie
Uzo Aduba in Orange Is the New Black
Joanne Froggatt in Downton Abbey
Regina King in American Crime
Judith Light in Transparent
Maura Tierney in The Affair

Sì, ok, vincerà Uzo Aduba. Meritatamente, eh. Ma vogliamo parlare dell'unica nomination per The Affair, la cazzutissima Ellen di Maura Tierney? Il personaggio ha molto più spazio in questa seconda stagione, che sceglie di approfondire anche il punto di vista dei coniugi traditi. Una crescita incredibile per quella che sembrava essere soltanto una donna viziata e incontentabile, che qui regala numerose sfaccettature e ci fa capire perfettamente perché gli uomini non riescano a resisterle. Go Maura!
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